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Crocifisso (aggiornamento)

Un veloce aggiornamento. Stavolta un’occhiata ai blog. Cèline dice, tra l’altro, che «sentire oggi Livia Turco che si scaglia contro la sentenza puzza molto di ipocrisia».

 

Io dico solo che l’ipocrisia potrebbe anche esserci, non discuto, ma non credo sia così automatica. Potrebbe essere cresciuta la consapevolezza che su questa materia le semplificazioni sono fuori luogo. Che anche considerazioni di opportunità (che confina con l’opportunismo, ma è ovviamente una cosa completamente diversa) possono indurre un laico a preferire che il Crocifisso resti al suo posto.

 

Così ad esempio, Luca Sofri, che fa un ragionamento piuttosto pragmatico (e cita il post di Cèline). E Giuliano Ferrara, che, mi pare, ha svolto una riflessione molto fuori dagli schemi (editoriale del Foglio di oggi, già linkato nel post precedente) e problematizza la questione profondendo molta onestà intellettuale.

 

Insomma, capisco—pur non condividendole—le posizioni più intrensigentemente laiciste, ma si riconosca almeno che le cose possono essere viste anche sotto altre angolature …senza per questo cadere nell’ipocrisia.

 

Categorie:Uncategorized
  1. 28 ottobre, 2003 alle 22:33

    Dici che sulla questione del crocifisso si sta facendo discussione civile. Permettimi di dissentire. Ammetto che non presto troppa attenzione a queste polemiche, e forse mi sto sbagliando, ma a me sembra che tutto verta sempre e solo sull’ accaparramento dei voti. Quindi per me anche questo è opportunismo politico. Lo dimostra il fatto che nessun governo finora abbia avuto il coraggio di abrogare la legge che risale ancora all’epoca monarchica. Nessuno si prende la responsabilità di alienarsi il voto dei milioni di cattolici praticanti che ci sono in Italia. Secondo me lo Stato è laico e così devono essere i luoghi pubblici statali. Quindi o appendiamo tanti simboli quante sono le religioni praticate in Italia, oppure li leviamo tutti.

  2. 29 ottobre, 2003 alle 1:09

    Hai diritto di pensare che sia solo una questione di voti. Ma a me sembra un po’ riduttivo. Se pensi a ciò che hanno scritto G.B. Guerri (vedi link due post prima), Luca Sofri, Giuliano Ferrara e tanti altri, puoi renderti conto che è possibile pensarla in un altro modo senza per questo essere asserviti a interessi di potere, e cose del genere. Almeno questa è la mia impressione.

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