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Crocifisso: One Nation under God?

 Ã¢Â Sulla questione crocifissi nei luoghi pubblici le reazioni sono state ovviamente molteplici e differenziate. Ma lâÂÂimpressione è che il senso della misura sia stato il leit motiv delle discussioni che si sono svolte sulle pagine dei giornali e nei dibattiti televisivi.

Mi ha impressionato la reazione equilibrata degli esponenti delle comunità islamicheâÂÂnelle quali Adel Smith è un illustre nessunoâÂÂed ebraiche. Le parole di saggezza di Hamza Piccardo, presidente di una delle comunità islamiche presenti in Italia, meritano lâÂÂammirazione di chiunque non sia accecato dai settarismi e dai fondamentalismi (anche di stampo laicista). Ascoltarlo ieri sera ad Otto e mezzo e leggere le sue dichiarazioni sui giornali di oggi (ad es. Il Foglio) è stato un arricchimento sia sotto il profilo etico-religioso sia dal punto di vista civico e culturale. Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, non è stato da meno.

Giuliano Ferrara (presumibilmente), in un editoriale del Foglio di oggi, come ieri sera nella trasmissione citata, ha detto e scritto cose che non hanno nulla di scontato, in ossequio alle logiche di appartenenza e alle schematizzazioni di comodo. A sua volta Stefano Ceccanti propone sul Riformista una riflessione estremamente cauta ed equilibrata.

Gian Enrico Rusconi, su La Stampa di ieri, pur partendo da un presupposto che personalmente non condivido, ha espresso unâÂÂinterpretazione che non mi sentirei di rifiutare a priori, e cioè che la sentenza dellâÂÂAquila ëè il segno che lâÂÂuniversalismo, il rispetto degli uomini, della loro libertà e autonomia, plasticamente rappresentata nel codice religioso dal Crocifisso, ha trovato la sua espressione laica. Non è una vittoria dellâÂÂIslam, ma sullâÂÂIslamû.

Numerosi esponenti politici della sinistra, ad es. Veltroni e Augias, hanno dimostratoâÂÂnon soltanto, credo, per ragioni elettoraliâÂÂdi saper coniugare egregiamente laicità erispetto per la religione (e i suoi simboli).

Domani magari, quando torneranno in edicola i giornali, le cose cambieranno. Ma oggi ho la sensazione di vivere in paese âÂÂnormaleâÂÂ, dove si discute civilmente e senza pregiudizi, senza scagliarsi reciproci anatemi e cercando di capire le ragioni degli altri.

Per onestà intellettuale dichiaro la mia vicinanza allâÂÂimpostazione dell’ editoriale del Foglio. Noi italiani dovremmo pensarci bene prima di staccare il Crocifisso. E gli americani prima di cancellare la formula One Nation under Godâ¦


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