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Cacciarli via

Con un efficacissimo commento pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, Magdi Allam ha dato un formidabile contributo alla comprensione di un problema cruciale per le democrazie occidentali. Il provvedimento di espulsione di AbdulQadir FadlAllah Mamour, il sedicente imam di Carmagnola, secondo Allam è giusto e ineccepibile. E questo blog concorda e sottoscrive.

 

………

 

Una chiara scelta di campo

 

Magdi Allam

 

Con l’espulsione di AbdulQadir FadlAllah Mamour, il sedicente imam di Carmagnola, il governo italiano ha formalmente chiarito che d’ora in poi non permetterà a nessuno di istigare e fare apologia del terrorismo nel nostro Paese. Oggi stesso sono previste altre espulsioni di esponenti islamici radicali. Già lo scorso giugno il ministro dell’Interno Pisanu si era fatto promotore dell’allontanamento dell’imam della Grande moschea di Roma Abdel-Samie Mahmoud Ibrahim Moussa. Questi dal pulpito del simbolo istituzionale dell’islam in Italia aveva esaltato i kamikaze islamici e invocato l’aiuto di Allah per annientare gli «infedeli». Il messaggio dell’Italia ora è chiaro: tolleranza zero con chi è colluso con il terrorismo islamico. Con quest’atto Pisanu ha definitivamente reciso il legame con la politica delle intese sottobanco con il terrorismo mediorientale che talvolta ha caratterizzato la politica italiana negli anni Settanta e Ottanta.

 


All’epoca si trattava di terrorismo palestinese, sostanzialmente laico e cinico, al di là delle barbarie di cui si è macchiato. L’accordo prevedeva che l’Italia sarebbe stata risparmiata dagli attentati terroristici, in cambio della disponibilità italiana a chiudere un occhio sulle attività logistiche sul proprio territorio, quali la raccolta di fondi per l’acquisto di armi e l’offerta di protezione temporanea ai terroristi in fuga. Ebbene dopo l’11 settembre italiano a Nassiriya, l’Italia ha varcato il suo Rubicone in materia di sicurezza.



Diciamo pure che la strage dei 19 militari italiani non lasciava alternative. Il terrorismo globalizzato di Osama bin Laden, che ha messo radici in Iraq alleandosi con ciò che resta delle milizie di Saddam Hussein, ha lanciato un’offensiva del terrore a livello planetario. Colpisce indiscriminatamente in modo feroce tutti i «nemici dell’islam»: americani, occidentali, ebrei, musulmani moderati. Conosce solo il linguaggio della violenza e non accetta alcun compromesso. La neutralità, o peggio ancora la connivenza, nella speranza di poterne uscire indenni, non è più possibile. Questo terrorismo obbliga a fare una scelta di campo netta.
E l’Italia l’ha fatta.


 


Stupisce tuttavia che ci sia ancora tra i nostri politici chi continui a predicare cautela con gli estremisti islamici per il timore che possa provocare la reazione della maggioranza dei musulmani. In realtà personaggi come il sedicente imam di Carmagnola o l’ex imam della Grande moschea di Roma sono un pericolo per gli stessi musulmani. Si dimentica che i musulmani sono stati le prime vittime del terrorismo islamico. Ricordiamoci dei 200 mila morti in Algeria, musulmani innocenti massacrati da terroristi islamici. Così come sarebbe ora che si prendesse coscienza che questo terrorismo non è reattivo, bensì aggressivo. Bin Laden ha dato vita, grazie alla sua immensa fortuna, a una vera e propria holding del terrorismo privatizzato e globalizzato, una mostruosa creatura tentacolare con cellule attive e dormienti disseminate un po’ ovunque. Compreso il nostro Paese. L’11 settembre del 2001 non è stato una reazione a alcunché. E’ stato un atto di guerra deliberato. Lo stesso vale per la strage degli italiani a Nassiriya. Non è stata il frutto di una supposta «resistenza» irachena, bensì un barbaro attentato terroristico.



L’iniziativa di Pisanu si basa sulla consapevolezza che esiste un legame concreto tra chi predica la violenza e chi l’attua. E’ un dato di fatto che l’Italia ospita una «struttura integrale dell’islam radicale» che fa perno su una rete di moschee egemonizzate da reti estremiste internazionali. Dove i referenti sul piano ideologico sono i leader spirituali di Hamas, del Hezbollah, dei Fratelli Musulmani e di Al Qaeda. Dove il principio della sacralità della vita non vale assolutamente per gli ebrei massacrati dai kamikaze palestinesi e vale meno per gli occidentali uccisi in Iraq. Ecco perché l’espulsione del sedicente imam di Carmagnola rappresenta uno spartiacque nella strategia della sicurezza italiana. L’Italia non è più disposta ad attendere che i predicatori dell’odio raccolgano i loro frutti. E’ un primo passo nella giusta direzione. Che deve essere seguito dall’intensificazione del dialogo con la maggioranza moderata musulmana.
Per dar vita a un islam italiano rispettoso della legge e compatibile con i valori fondanti della nostra società.


 

Categorie:interni
  1. anonimo
    18 novembre, 2003 alle 23:28

    sorridi. sei finito su camillo…

  2. anonimo
    18 novembre, 2003 alle 23:29

    il commento precedente e’ di paddick@ilcannocchiale

  3. 19 novembre, 2003 alle 2:49

    Wow!
    grazie per la dritta paddick

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