Tibet

Oggi sul Foglio (inserto, pagina 2, in pdf) due lunghi articoli parlano del Tibet, quello lontano (la capitale, Lhasa: tristissimo) e quello vicino (il Dalai Lama che in questi giorni è a Roma: ottimista e gioioso).

 

 

Titoli :

 

 

 

 

* VIAGGIO IN TIBET, LONTANO ORIENTE

 

Sette passi nella città proibitadove nessuno scempio sembra proibito (C. Buldrini)

 

* Chi sono gli italiani sedotti (e addormentati) dal Dalai Lama (S. Pistolini)

 

 

 

 

 

Qui di seguito qualche stralcio dell’articolo di Stefano Pistolini (il titolo non rende bene l’idea, in realtà c’è un ritratto vivace e interessante dell’illustre personaggio e dei suoi fans, senza sottolineature critiche o scettiche) :

 

 

 

Quando tocca a lui, il Dalai Lama si riscalda come un pugile: si sfila un pezzo del saio, si sgrulla i muscoli del collo ed esordisce con un paio di battute umoristiche, una per l’improvvisata traduttrice (“Non ci hanno neanche presentati…”) e una per il pubblico (“Oggi è feriale, ma evidentemente non siete in tanti ad andare a lavorare…”): l’arma di penetrazione della sua oratoria è la complicità,la familiarità, la cordialità con cui si rivolge a chi l’ascolta, antitesi dell’iconografia classica del santone.



***




Un uomo capace d’infondere calma, serenità, ottimismo e quiete speranze, in un sociale come il nostro d’oggi, ha l’opportunità di arrivare lontano. Col sorriso tranquillo sulle labbra. Con il partecipe supporto di uno spicchio particolare del paese: acculturato, attento, informato. Scetticamente distante dai ritmi prevedibili dell’Italia dei rituali della comunicazione. C’è una lezione, per chi la vuole vedere.



***



“Siete qui perché percepite la mancanza del valore della comprensione”, dice Lui e l’asserzione, a giudicare dall’emozione che l’accoglie, già spalanca una prima porta di comunicazione. Costoro, dunque, sono degli italiani insoddisfatti dei margini di condivisione collettivi, abbastanza tenaci da cercare nuovi stimoli “al di fuori”.



***




Il Dalai Lama, più che un grande oratore, è un eccellente parlatore. Poco a poco il suo discorso s’interiorizza, tracima verso la spiritualità: “La vita non va mai vista negativamente. Bisogna allargare la prospettiva di visione. E pacificizzarla”, enfatizza. Tiene accesa la fiamma dell’individualità, predica la non omologazione. La sua utopia è un mondo d’individui consapevoli e altruisti: l’io contro l’ego.




 

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