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Pulsioni di morte

Occidente. Lo si può osservare, anche senza bisogno di essere o di porsi altrove, da svariati punti di vista, se ne può parlare–bene o male‖prendendo in considerazione coordinate e parametri che possono essere abissalmente distanti e incompatibili tra loro. Si può perfino mettere in dubbio che abbia un senso anche soltantoparlare di Occidente. Figurarsi discutere di radici–o di €œfonti€, come qualcuno suggerisce€”a meno che non se ne individuino talmente tante e così male assortite tra loro da renderne culturalmente e spiritualmente vana l’affermazione che ne conseguirebbe.

 

Si può, insomma, pensare, progettare e regolarsi non solo come se l’Occidente non fosse qualcosa su cui valga realmente la pena di soffermare la propria attenzione, ma anche come se l’Occidente semplicemente non fosse, o non fosse mai esistito o non meriti di esistere.

 

A questa incommensurabile libertà, ad una apertura mentale di questo tipo, che può condurre persino alla negazione di sé utilizzando gli strumenti che proprio ciò che si vuole negare ha prodotto e affinato nei millenni, tutto potrebbe essere imputato, rinfacciato e negato, meno il suo lasciar essere. E in conseguenza di ciò non dovrebbe neppure esserne misconosciuta la capacità di misurarsi con la complessità e contraddittorietà del tempo presente. E dunque, in qualche modo, non dovrebbe esserne misconosciuto neppure il diritto di esistere, se non una sia pur “provvisoria” superiorità rispetto alle alternative concretamente esistenti e operanti nel mondo reale—non in quello immaginato, sognato e progettato da menti indubbiamente fantasiose e “creative”. Ma così non è, secondo alcuni. Oppure, proprio in forza della sua non-chiusura, vale a dire della sua essenza,secondo altri, esso dovrebbe semplicemente rinunciare a difendersi da chi lo detesta e lo vuole distruggere, e questo in omaggio ad una visione del mondo che è quanto di più lontano dalla Weltanschauung che fornisce il pugnale ai congiurati.

 

A tutti coloro ai quali, nati in questa parte del pianeta e all’ombra delle sue costellazioni etico-filosofiche, religiose e civili, a qualsiasi titolo si possono riferire questi sentimenti e pensieri, dedico una lettura sicuramente utile e salutare, che il titolare di questo blog, evidentemente, ha molto apprezzato e condiviso. Pulsione di morte, senza dubbio, è un’espressione forte. Ma rende l’idea. La rende benissimo.

 

 

Categorie:culture autoctone
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