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Lista unitaria: senza Sdi o senza Di Pietro?

Ieri Fassino, in un’intervista al Corriere della Sera, mandava a dire a Boselliche se c’è convergenza non si può dire no a Di Pietro e, «col cuore in mano», gli chiedeva il «coraggio» di aprire all’uomo di Tangentopoli. Oggi, sempre sul Corriere, Boselli risponde così:

 

«Io mi rivolgo a Fassino con cuore e cervello. La fisionomia politica dell’Idv è chiara. Se Ds e Margherita vogliono aprire con Di Pietro un confronto sui programmi lo facciano, ma in tempi brevi. Poi mi dicano le conclusioni. Se è riformista, e allora vuol dire che abbiamo un’idea diversa di riformismo, entra lui ed esco io. Se non lo è, riprendiamo i lavori».

 

 

 

 

Boselli chiarisce ulteriormente il senso dell’irrigidimento su Di Pietro:

 

 

«Il nostro non è un veto, lo sarebbe stato se avessimo impedito l’ingresso di Di Pietro nell’Ulivo o nell’alleanza di centrosinistra e non in una lista elettorale che presuppone una comune identità riformista. Il problema si pone perché si è discusso del fatto che dalla lista nasca un partito unico dei riformisti».

 

 

 

 

L’intervistatore incalza : «Se il «triciclo» non lo fa salire a bordo, venerdì Di Pietro battezzerà con Occhetto una lista alternativa». Boselli è inflessibile :«E’ una strana coppia. Occhetto dice che noi saremmo mossi da rancore? Io vedo il suo, di rancore, verso il gruppo dirigente Ds che non avrebbe riconosciuto i suoi meriti. Ma prendersela con Fassino è ingeneroso e sbagliato. La voglio vedere alla prova dei fatti, la rigioiosa macchina da guerra».

 

 

 

 

Il ragionamento di Boselli è chiaro e netto. Il linguaggio è ultimativo, inutile negarlo. Ora si tratta di scegliere. Fare la lista senza lo SDI sarebbe insensato. Farla senza Di Pietro lo sarebbe infinitamente meno, quanto meno in termini di coerenza e dignità politica e ideale. In entrambi i casi, come è facile prevedere, qualche sacrificio elettorale ci sarebbe.

 

 

 

 

Nel pomeriggio, come se non bastasse, è arrivata questa agenzia (Ansa), che aggiunge argomentazioni—e dosi massicce di intransigenza—a sostegno della “linea della fermezza socialista” :

 

 

“Di Pietro e’ una anomalia italiana, una scheggia della storia che non puo’ da sola scardinare l’ingranaggio della costruzione riformista messo in moto. Cio’ che lo sta scardinando e’ la mancanza di coraggio nello scegliere tra A e B”. E’ la tesi sostenuta dal socialista Ugo Intini in un articolo che apparira’ domani sul Riformista. ”Tutti – precisa Intini – devono sapere il prezzo della ‘non scelta’. Il prezzo e’ la ‘bandiera bianca’ davanti a Berlusconi, il tacito riconoscimento che il centro sinistra ha rinunciato a contendergli una parte del suo elettorato e ha percio’ rinunciato a vincere le prossime elezioni politiche”. Secondo Intini, ”tutti hanno ormai capito che l’ingresso di Di Pietro nella lista unica non e’ un fine, bensi’ uno strumento: e’ il grimaldello per svuotare e far saltare il progetto politico riformista. Ormai e’ per l’opposizione l’ora delle scelte, si deve scegliere tra A e B”. Per Intini ”A significa voler battere Berlusconi lungo la strada maestra della politica; B cercare la scorciatoia della via giudiziaria e spesso di una giustizia sommaria, non serena e non neutrale, perche’ alimentata dalla spinta popolare. A significa puntare a un bipolarismo maturo ed europeo, dove maggioranza e opposizione si legittimano, si riconoscono e rispettano a vicenda; B accettare un bipolarismo alla venezuelana, chiamare gli avversari politici, con una grottesca semplificazione, da sinistra ladri e da destra comunisti”. E ancora: ”A vuol dire modernizzare e armonizzare le culture del socialismo democratico, del cristianesimo tollerante, del liberalismo democratico; B coltivare la nostalgia, i miti, i frammenti ideologici dell’egemonia culturale comunista anni 70, intrecciando girotondi intorno a Moretti e ai protagonisti invecchiati, ma non maturati di quella stagione. Una stagione della quale e’ giusto salvare la spinta ideale, ma non le scorie intellettuali che in Italia, e solo in Italia, continuano ad avere spazio”.

 

Categorie:interni
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