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Tranfaglia (giustamente) va con Occhetto

Nicola Tranfaglia, uno storico dalla lunga militanzanelle file del Pci, lascia i diesse e passa con Occhetto. Se è vero è una buona notizia. Giustizialista convinto, apparentemente allergico al dubbio e alla complessità e problematicità che presiede—in primis per ciò che concerne la dimensione politica—alle vicende umane e ai conflitti che le determinano o ne conseguono, è più che ovvio che scelga i Di Pietro e i Travaglio piuttosto che i Fassino. O quanto meno la scelta desta minor meraviglia della miracolosa coabitazione tra lo storico e un siffatto approccio alla realtà fattuale—se ci si può consentire questa rispettosa e assolutamente non malevola osservazione.

 

 

 

 

 

 

 

Espressione tra le più adamantine di quel modo di pensare “senza se e senza ma”—paraocchi inclusi nella dotazione, secondo i critici più severi—che tanto piace al girotondismo e no-globalismo totalizzante, Tranfaglia, intellettuale vero, ha tratto con lucida consapevolezza tutte le conseguenze della sua Weltanschauung e ha finalmente trovato la sua strada. Come coloro ai cui occhi, hegelianamente, nella notte oscura tutte le vacche appaiono nere, ha smesso di cercare invano quelle sottili distinzioni che ostinatamente altri compagni di militanza credono ancora di intravedere, ancorché tra mille dubbi e tentennamenti.

 

 

 

 

 

 

 

Incidentalmente, egli ha smesso di imbarazzare, con la sua contiguità politica, chi gli è intellettualmente lontano anni luce. Di questo, sempre se la notizia è vera, molti—incluso il titolare di questo blog, come forse si è capito—gli saranno lungamente grati.

 

 

 

 

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Categorie:honourable men, interni
  1. anonimo
    2 febbraio, 2004 alle 12:03

    Che cosa significa “apparentemente allergico al dubbio e alla complessità e problematicità che presiede … alle vicende umane”: si è o non si è allergici, si esercita il dubbio o si è dogmatici. Non ci sono vie di mezzo!
    af

  2. 2 febbraio, 2004 alle 15:01

    Giusto, il dubbio lo si esercita oppure non lo si esercita. Apparentemente, in questo caso, significa “per ciò che è dato vedere”, non “solo in apparenza”. E per ciò che almeno a me è dato di vedere il Nostro non pratica le tortuose vie del dubbio. Il mio è un modo non dogmatico di ripudiare il dogmatismo altrui. Grazie per l’opportunità del chiarimento.

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