Home > esteri, interni > Le domande di La Malfa e il coraggio dei riformisti

Le domande di La Malfa e il coraggio dei riformisti

Fa riflettere la lettera di Giorgio La Malfa al Riformista. Già, perché non c’è nessuno, proprio nessuno, nella coalizione di centro-sinistra, che sia orientato a votare sì sul decreto relativo alla missione italiana in Iraq?

 

 

 

Attenzione, argomenta La Malfa, un eventuale sì non avrebbe necessariamente il significato di un’approvazione della missione. Il sì, cioè, potrebbe essere presentato come «un sostegno ai nostri militari», in un momento in cui essi sono impegnati in una missione pericolosa, «indipendentemente dal giudizio sull’opportunità della missione stessa».

 

 

 

 

La perplessità ha un suo fondamento. Più arduo, invece, seguire il ragionamento quando La Malfa si meraviglia che non vi sia un solo parlamentare del centro-sinistra che condivida la decisione del premier laburista Blair di partecipare alla guerra. Questo, infatti, è un altro problema. Qui c’entra la questione Onu, con tutte le distinzioni del caso sull’opportunità e persino la “legittimità” di un intervento militare “unilaterale”, cioè da parte della coalizione dei willings, senza copertura Onu e al di fuori anche della Nato. Insomma, qui la questione è un po’ più complicata.

 

 

 

 

Un altro punto debole nell’argomentazione lamalfiana—se abbiamo capito bene—è l’equazionenon approvazione del conflitto (nei termini in cui è stato deciso) = acquiescenza nei confronti del regime saddamita. Che altro significa, infatti, domandarsi:

 

 

 

 

Non vi è nessuno della sinistra italiana che consideri un fatto positivo la caduta di un regime dittatoriale, la rimozione di un tiranno sanguinario, l’apertura di una speranza di instaurare un regime democratico in Medio Oriente, la possibilità che una diversa situazione in Iraq possa aprire la strada a qualche progresso nel rapporto fra israeliani e palestinesi?

 

 

 

 

Si potrebbe rispondere che si può considerare un fatto positivo la caduta di Saddam, con tutto quel che ne consegue, ma non il modo in cui è stata provocata. Non si tratta di ricorrere ad inutili bizantinismi. La politica internazionale (e il diritto internazionale) è una materia nella quale le semplificazioni sono pericolose …

 

 

 

 

Si potrebbe rispondere che quella guerra andava fatta, ma con l’Onu, e che hanno sbagliato gli Usa a bypassare il Consiglio di sicurezza almeno tanto quanto ha sbagliato la Francia a fare di tutto perché le Nazioni Unite negassero il consenso all’intervento (o almeno non assumessero un atteggiamento più compatto e determinato contro un regime assassino e pericoloso).

 

 

Malgrado ciò, comunque, alla lettera di La Malfa—al di là delle argomentazioni che propone sui singoli punti della questione—non si può non riconoscere il merito di richiamare l’attenzione su un rischio che il centro-sinistra e i riformisti corrono effettivamente, quello di restare ancora una volta a metà del guado e perdere l’occasione di dimostrarsi una coalizione in grado di assumere atteggiamenti sufficientemente coerenti e coraggiosi.

 

 

Annunci
Categorie:esteri, interni
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: