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Perché Prodi si smarca?


Massimo Franco, sul Corriere di oggi, mette in evidenza le divergenze tra Prodi e Fassino sul ritiro dei nostri soldati dall’Iraq. «Una cosa è arrivare, un’altra partire» ha detto ieri Prodi al Gr1. E inoltre «bisogna essere molto coscienti delle conseguenze che può avere una partenza rispetto alla situazione del Paese». Prodi, sottolinea Franco, parlava da presidente della Commissione europea, ma non ignorava di certo che le sue parole potevano essere interpretate come “uno smarcamento dalla sua lista, soprattutto dai Ds, e dal resto dell’opposizione: tutti ormai orientati a chiedere il ritiro entro maggio”.Giustissimo.

Inoltre Franco rileva un’insanabile contraddizione tra la sinistra che ritiene che non ci siano più margini di manovra per le Nazioni Unite (sulla scia di Zapatero) e lo stesso Prodi, che invece vuole più Onu.

”Eppure, Fassino assicura che «non c’è contraddizione» fra l’opposizione e il proprio leader, ma solo una differenza di toni e ruoli; e lo stesso Prodi ieri sera si è premurato di attenuare l’impatto delle sue parole. Eppure, è difficile eludere la sensazione di un braccio di ferro tra il presidente della Commissione Ue e chi, a sinistra, ha già deciso mentalmente che l’Iraq va lasciato.”

Giusto anche questo.Quello che Massimo Franco stranamente non si domanda è se, per caso, il Prodi/2 di queste ultime ore non sia da mettere in relazione (“anche”, non “soltanto”, per carità…) con quanto Sandro Magister ci ricordavaqualche giorno fa, e che qui avevamo ripreso. Sì, insomma, con quel certo input venuto da “molto in alto”…

Categorie:interni
  1. avy
    29 aprile, 2004 alle 13:05

    prodi for papa, non for president.

  2. 29 aprile, 2004 alle 18:49

    …Così invece di far incavolare qualche decina di milioni di italiani facciamo andare in bestia quella che nel medioevo si chiamava “la cristianità” (e non solo|). Sempre con rispetto parlando …

  3. 29 aprile, 2004 alle 22:58

    Fassino non ha imparato che i ritmi della Chiesa cattolica sono diversi da quelli della politica che in genere oggi si pratica. Più che i dispacci del portavoce del presidente della commissione Ue si leggano, invece, le veline dell’altra riva del Tevere e non si prenderanno abbagli!

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