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Rorty fa discutere


Un aggiornamento sull’articolo di Richard Rorty proposto in un precedente post. Come avete già visto (post immediatamente prima di questo, in inglese) c’è stata una ripresa dell’argomento da parte di Norm, che parla di“Rortian dystopia”, secondo me a ragion veduta e cogliendo un punto debole del ragionamento che deve preoccupare anche più di ciò che allarma il filosofo americano. Raccomando a chi al momento non avesse ancora letto quello che ha scritto Norm di non lasciarselo sfuggire.

 

Ora vorrei segnalare anche un’articolata riflessione di Paolo (I Love America), di cui ho apprezzato particolarmente questa intuizione, che poi è centrale nella sua riflessione:

 

Le condizioni che, prima di tutte le altre, favoriscono uno stato di polizia e di controllo dei cittadini che limita la libertà, sono quelle che vengono esattamente a crearsi in una società dove gli elementi di ciascuna cultura vivono separati in una situazione di frantumazione culturale …

 

E’ sottesa qui una critica del multiculturalismo simile per tanti versi a quella che si è fatta strada nella mente di Tony Blair, che preferisce di gran lunga parlare di integrazione. L’argomento è veramente enorme, comunque, e avremo modo di tornarci in futuro. Intanto, grazie a questi due blog, uno inglese, l’altro italiano, qualcuno ha trovato materia di riflessione su questioni che meritano tutta la nostra attenzione di cittadini e di esseri umani.

 

 

Categorie:filosofia politica
  1. 30 aprile, 2004 alle 4:18
  2. 30 aprile, 2004 alle 10:17

    Visto, molto interessante e ben detto.

  3. avy
    30 aprile, 2004 alle 13:15

    caro windrose, a quanto pare londra è già tempestata di telecamere e le comunicazioni (telefonate, siti visitati, sms…) degli inglesi sono archiviate per almeno 5 anni e rese disponibili anche ai poliziotti di quartiere. è una delle vittorie del terrorismo, sebbene franklin dicesse che chiunque sia dispsoto a rinunciare a qualche libertà per avere più sicurezza, non meriterebbe né libertà, né sicurezza. (sì, il mio postino di ieri era la versione più light di una provocazione che in questi giorni mi attanaglia la gola).

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