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E Il Riformista ribadisce sull’Iraq

E Il Riformista ribadisce sull’Iraq

 

 

 

 

 

 

Come c’era da aspettarsi Il Riformista (editoriale di oggi) riprende l’intervista di Amato a Repubblica ed esorta chi la pensa come l’ex premier—cioè, secondo il quotidiano arancione, “la grande maggioranza dei parlamentari della lista Prodi” (speriamo che sia vero!)—a regolarsi come lui: “Voti contro, punto e basta”. Nel caso, naturalmente, che venga effettivamente presentata la minacciata mozione parlamentare per chiedere il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq.

 

 

 

 

 

 

Era difficile fraintendere il chiarissimo messaggio di Amato, e dunque né i commentatori né i lettori dovevano impegnarsi in complicati esercizi esegetici. E a questo punto fa bene il giornale a limitarsi a “ribadire” (mai come in questo caso repetita juvant):

 

 

 

 

 

 

Amato ha ragione in particolare su due punti. Il primo è, per così dire, «nazionale». Un paese che volta le spalle agli iracheni si assume la responsabilità di accendere una guerra civile disastrosa: ancora nessuno ci ha detto in base a quale indizio ritiene che se gli italiani se ne andassero da Nassiriya quella città diventerebbe più stabile e più pacifica, o avrebbe più acqua potabile e più medicine.

 

La seconda ragione è «politica», e attiene strettamente alla credibilità del centrosinistra italiano come forza di governo. Dopo aver gridato per un anno «Onu, Onu», mentre l’Onu esprime la possibilità concreta di tornare in Iraq e di approvare una nuova risoluzione che legittimi il futuro governo provvisorio, la lista Prodi non può votare per il ritiro adesso. Dimostrerebbe altrimenti che ha mentito finora, che dell’Onu in realtà non gliene importa nulla, e che, come confessa Salvi, il vero obiettivo è «l’isolamento dell’amministrazione Bush», costi quel che costi agli iracheni.

 

 

 

 

 

 

Ma la vera novità dell’intervista di Amato—sottolinea Il Riformista—non è nei contenuti, che giustamente quel giornale ha proposto ripetutamente, quanto nella consequenzialità, cioè nel trarre tutte le conseguenze del ragionamento. La novità sta nel dire: ergo, cari amici, bando alle ciance e votate contro.

 

Parole sante. Amen.

 

[Leggi il resto]

 

 

Categorie:esteri, interni
  1. 5 maggio, 2004 alle 13:54

    ho l’impressione che una parte della sinistra invocava l’onu sperando che non entrasse in campo.

  2. 5 maggio, 2004 alle 13:55

    naturalmente “invocasse”

  3. 5 maggio, 2004 alle 14:30

    E’ verissimo, ci avevano provato, poveretti…

  4. avy
    5 maggio, 2004 alle 15:43

    sono in molti a sperare che gli amerikani si prendano una bella lezione… sulla pelle degli irakeni.

  5. 5 maggio, 2004 alle 20:27

    Vero anche questo

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