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Parisi bacchetta Amato

Parisi bacchetta Amato

 

 

 

 

 

 

Amato ha fatto arrabbiare il prodiano Parisi. Lo riferisce Avvenire e noi siamo costretti a rilanciare dal qui presente blog—per senso civico e rispetto della verità—questa inquietante notizia.

 

 

 

 

 

 

«A parte il contenuto dell’intervista sulla quale concordo in più parti ritengo che non sia tempo di dichiarazioni di voto individuali. Il tema e il tempo non ci consente di andare in ordine sparso».

 

 

 

 

 

 

Purtroppo il quotidiano della CEI non si limita a prendere atto—sia pure con un certo sgomento (ebbene sì, anche loro…)—della severa bacchettata “di metodo” dello statista sopraccitato, e doverosamente riferisce come quella di ieri sia stata una vera e propria giornata di passione per la Lista: quartieri generaliletteralmente “nel panico” per una dichiarazione fatta sì «a titolo personale», come hanno subito precisato in molti, ma pur sempre “alla vigilia della decisione dei partiti pacifisti ‘senza se e senza ma’, che avevano quasi creduto nella possibilità di muoversi compatti con tutto il centrosinistra”.

 

 

 

 

 

 

E così, mentre Folena annuncia, con grande garbo e delicatezza, che loro, quelli del “correntone”, presenteranno «senza polemiche» la loro mozione, dalla segreteria diessina, che ieri si è riunita per valutare gli effetti dell’intervista di Amato a la Repubblica, fanno sapere che«magari poi si voterà pure insieme, se la svolta dell’Onu non c’è». Un messaggio che a differenza delle dichiarazioni di Amato—chiarissime e inequivocabili—necessita di notevoli abilità ermeneutiche per essere decifrato. Infatti, c’è chi lo intende come una voce dal sen fuggita che nasconderebbel’inconfessabile desiderio che l’Onu fallisca…

 

Anche la Margherita, per quel che le compete, dà da lavorare agli esegeti: per il voto si può aspettare anche fine maggio, dicono. Così, rivela perfidamente Avvenire, non si dà “l’impressione di aver abbandonato le speranze di una risoluzione delle Nazioni Unite, capace di dare una svolta alla situazione sempre più insostenibile in Iraq”. E anche qui i soliti malevoli intravedonorisvolti freudiani neppure troppo nascosti. Sarà, non sarà, fatto sta che se è vero che la lingua batte dove il dente duole, questa spiegazione della responsabile esteri del partito sembra fatta apposta per alimentare sospetti: «In assenza di questa svolta una mozione sarà indispensabile per far rientrare il contingente italiano dall’Iraq». E la mozione—si chiarisce per chi non avesse colto la sfumatura—è proprio ciò che potrà portare a quel voto comune delle opposizioni che tutti auspicano. Tutti? Così almeno riferisce (non tra virgolette, è vero) il quotidiano dei vescovi.

 

 

 

 

Vuoi vedere che il destino della Lista è appeso a quelle virgolette?


[Leggi tutto l’articolo]









P.S.:


Tra coloro che pensano male, perché sotto la malefica influenza di Freud, e magari pure di Wittgenstein—il filosofo,non il blogger ma potrebbe essere anche quest’ultimo, va a saperlo…—, c’è Attentialcane. Vedi commento al post precedente.





 

 

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