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What I think about the shame of Abu Ghraib

What I think about the shame of Abu Ghraib English

 

 

 

 

 

This is what Norman Geras has to say—and what I couldn’t say better even though it is exactly what I happen to think—about the torture and humiliation of Iraqi prisoners at Abu Ghraib:

 

 

 

 

(…) Those of us who supported the war in Iraq as a liberation of the Iraqi people from Baathist dictatorship have had a more particular reason to feel appalled. For it was precisely because that regime was one which permitted and practised torture and other unforgiveable crimes on the scale it did that it was an appropriate object, for us, of external intervention and removal.

 

 

 

 

 

The project to remove it which it was right to support, and whose completion through the achievement of a sovereign, democratic Iraq it remains right, even now, to see through, has been shamefully and irreversibly tainted by what was done by American soldiers in that notorious prison. It is not to the point to say that the abuses were not, either in nature or scale, comparable to the crimes of the Saddam Hussein regime. The practice of torture, just as such, is an unmixed and inexcusable evil; it is an abomination.

 

 

Correspondingly, the prohibition of torture should be a moral absolute in any civilized national polity, as it has over time become within the law of the community of nations.

 

 

 

[Read the rest]

 

 

 

 

 

Categorie:anglosphere, esteri
  1. anonimo
    7 maggio, 2004 alle 16:33

    Ciao Wind, mi manchi molto sul Cannocchiale….

  2. 7 maggio, 2004 alle 17:23

    L’Economist chiede le dimissioni di Rumsfeld.

    Personalmente credo che si tratti della vendetta della CIA per la faccenda della commissione sull’11/9. Bush ha scaricato tutta la colpa sui servizi segreti ed ecco la risposta. Quando un governo comincia ad inimicarsi gli apparati è sulla via della fine (e infatti anche la grande finanza ha cominciato a foraggiare Kerry per liberarsi dei texani).

  3. 7 maggio, 2004 alle 18:36

    E’ verissimo: la tortura è…an unmixed and inexcusable evil; it is an abomination. Come non essere d’accordo. Mi spiace molto per il popolo americano al quale è caduta un altra tegola in testa. Ciao. Alain

  4. 7 maggio, 2004 alle 19:02

    Quello che vorrei sottolineare, Alain, è che il giudizio viene da chi ha sostenuto le ragioni della guerra, perché ci sono limiti invalicabili per tutti. Della Cia non sono in grado di parlare, quindi è meglio che io stia zitto (però, se cominciamo ad ipotizzare possibili scenari temo non sia più finita…).
    Grazie all’anonimo cannochialista … che spero la prossima volta vorrà sciogliere il mistero della sua identità😉 Ma non è obbligatorio! Ciao.

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