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Iraq-ONU, cresce la speranza


 

 

 

 

Secondo Berlusconi, che ha incontrato poche ore fa Kofi Annan, l’ Onu è determinata a «dare una democrazia all’Iraq». Dunque, cauto ottimismo. E oggi l’incontro con Bush. Questo si legge, tra l’altro, nell’edizione online del Corriere:

 

 

 

 

Soddisfatto dimostra di esserlo il premier perché le parole che aveva anticipato arrivando in aereo a New York – «Vogliamo una svolta netta con un reale passaggio di poteri a un governo nominato da Brahimi» e «siamo sicuri che la svolta arriverà grazie a una nuova risoluzione dell’Onu» – gli paiono confermate dall’atteggiamento di Annan. Che non solo ha dato il suo «apprezzamento esplicito» alla nostra attività sul campo, al «comportamento delle nostre truppe», al «sacrificio» dei nostri uomini, non solo ha fatto gli auguri perché si risolva la vicenda degli ostaggi, ma in privato ha fatto anche capire, spiega il portavoce del premier Paolo Bonaiuti, che la nostra presenza sul terreno è indispensabile proprio per assicurare quella «garanzia di sicurezza» che permetterà all’Onu di intervenire in Iraq.
«L’Onu ci ringrazia perché siamo lì, dice che è importante la nostra presenza proprio per permettere la loro presenza, e la sinistra chiede il ritiro…», si sfoga con i suoi il premier (…)

 

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Sull’edizione cartacea dello stesso giornale, invece, si legge stamane che nell’area ulivista sta crescendo “il fronre dell’Onu”. Si registrano infatti vere e proprie prese di distanza come quella di Maccanico, Gerardo Bianco e Giorgio Bogi: un documento che bolla un eventuale, immediato e unilaterale disimpegno come qualcosa che non avrebbe nulla a a che vedere con una «strategia di pace», per cui, prima di prendere decisioni, sarebbe «assolutamente prudente» aspettare gli esiti della missione Brahimi.

 

[Leggi l’articolo]

 

 

 

 

Tornando a New York, anche il resoconto dell’edizione online di Repubblica è abbastanza speranzoso. Vi si legge, tra l’altro, che …

 

 

 

 

Secondo Berlusconi “c’è la possibilità di estendere la presenza anche ad altri paesi che adesso non sono in Iraq e questo si può ottenere attraverso una conferenza internazionale che la Russia propone che si tenga prima della presa del potere da parte del nuovo governo, cioè nel mese di giugno, invece Blair – rivela Berlusconi – col quale ho parlato oggi, sostiene che possa essere addirittura anticipata rispetto addirittura al G8”, che si svolgerà dall’8 al 10 giugno, “con l’incontro nella sede dell’Onu con il primo ministro iracheno nominato da Brahimi, con i rappresentanti di quei paesi che sono oggi in Iraq e con i membri del Consiglio di sicurezza”.

 

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L’attesa è tutta per questo pomeriggio, quando il premier italiano incontrerà George W. Bush. Potrebbero venirne fuori novità interessanti.

 

 

 

Categorie:esteri
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