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Mozione: chi vince e chi perde


Mozione sul “ritiro”: imbarazzo tra i riformisti, vittoria di Bertinotti. Un dissenso annunciato: Giuliano Amato. Sul Riformista di oggi.

Per Massimo D’Alema e Arturo Parisi il benvenuto è Berlusconi. Benvenuto, ovviamente, sulle posizioni della lista Prodi che da più di un anno sostiene la necessità di un coinvolgimento dell’Onu nella gestione del dopoguerra in Iraq. Per Fausto Bertinotti i benvenuti sono Parisi e D’Alema (e Fassino e Rutelli), che oggi voteranno in Parlamento insieme alla sinistra radicale una breve risoluzione, tre righe, in cui le opposizioni chiedono al governo di «predisporre il rientro» (dizione che l’ha avuta vinta su «preparare il ritiro») nonostante Berlusconi si prepari a dire oggi in aula ciò che il listone sostiene appunto da più di un anno. Naturale che in uno scenario in cui tutti fanno un passo a sinistra il più contento sia proprio Bertinotti, che peraltro rimane l’unico che non si è mosso da dov’era. Di contro, i più imbarazzati sono proprio i riformisti della lista Prodi, presi in mezzo tra due fuochi e preoccupati che il premier, forte di solidi argomenti “americani”, possa espropriarli della bandiera Onu. Ma un colpo di mano dell’ultim’ora, per sospendere la richiesta di ritiro magari aggrappandosi a una dichiarazione di George Bush, è considerato ipotesi remota anche dai più filoatlantici del listone.

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Sintetico il commento di Paolo Franchi, che sul Corriere si domanda come sia potuto accadere che i riformisti decidessero di lasciare alla maggioranza di governo la carta dell’Onu, dopo che per mesi i leader del Triciclo avevano rivendicato la necessità di una «svolta» e dopo che da Washington era arrivata la notizia che la svolta, effettivamente, era stata solennemente annunciata:





Per capire (…) non basta fare riferimento alla (crescente) drammaticità della situazione in Iraq, alla terribile vicenda delle torture, a Nassiriya o anche, più prosaicamente, all’imminenza delle elezioni europee. Tutto questa pesa, eccome. Ma forse pesa ancora di più il fatto che la nascente forza riformista, destinata, nelle ambizioni,a fungere da collante a tutto il centrosinistra, sia poco più di un cartello elettorale. E i cartelli elettorali a volte riescono a vincere le elezioni, quasi mai a governare gli eventi. Specie quelli fuori dell’ordinario



[leggi l’editoriale]





Categorie:interni
  1. 20 maggio, 2004 alle 10:26

    Ci rifletteremo ancora per vedere di chiarirci le idee, ma al momento non ci sembra che nei comunicati ci sia la famosa svolta, ma nemmeno novità significative. Alla luce dei fatti, inoltre, non ci fidiamo dei due personaggi B. & B. Alcune cose, però, sono state esplicitate: siamo in guerra, dipendiamo dal comando Inglese, che a sua volta dipende da quello US. Tutta l’operazione è il parto mostruoso di immoralità, menzogne, ignoranza, incultura, arroganza … Comunque, anche se vogliamo essere ottimisti sulla “svolta fatale”, è un fatto che Berlusconi ha avuto molto tempo per darsi da fare, ma si è mosso solo ora e con evidente affanno. Pressato dagli eventi più che lalla mozione dell’opposizione, oppure stimolato dalla prospettiva della mozione per il ‘rientro’ dei nostri soldati. Tutti i riferimenti alle convenienze elettorali per noi sono disgustosi, vista la situazione. Discutere ha in ogni caso un grande valore. Ti auguriamo di avere una buona giornata. yy

  2. 20 maggio, 2004 alle 15:44

    Un vero peccato: una mancata vittoria del centrosinistra e una dimostrazione della pochezza della politica estera del governo.
    Vorrei sapere cosa dicono quelli che “non ci stanno” e che vogliono l’alleanza con la sinistra massimalista a tutti i costi.

  3. avy
    20 maggio, 2004 alle 19:18

    buongiorno windrose, ti segnalo anche l’articolo interessante e ricco di spunti (specie per la sinistra riformista) di emma bonino sul messaggero di oggi. per la maglietta, ti ho messo il link al sito sta mattina nei commenti, se sei a milano e vuoi farci shopping, possiamo fare un ordine unico così dimmezziamo le enormi spese postali.

  4. 20 maggio, 2004 alle 23:06

    Oggi in Parlamento è finita la storia del centro sinistra. Da oggi si chiamerà col nom,e che merita. ESTREMA SINISTRA al centro c’è un gran vuoto.

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