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God Bless America

God Bless America

 

 

 

 

 

 

 

Un ottimo editoriale del Riformista sulla giornata di George W. Bush a Roma:

 

 

 

 

 

 

 

Verrebbe da chiosare la giornata di Bush in Italia con le parole finali che ha usato il Papa alla fine dell’udienza concessagli: God bless America. Dio la benedica. E la conduca per mano, e la trattenga quando è impulsiva, e gliela metta sul capo quando non ragiona, e la sostenga quando è in difficoltà, e la corregga quando sbaglia, e l’aiuti a rialzarsi quando cade, e ne fortifichi la volontà perché è pur sempre il più grande, più potente, più religioso baluardo della democrazia nel mondo.

 

Giustamente Il Riformista osserva che, delle tre personalità incontrate dal presidente degli Stati Uniti, nessuna gli ha chiesto di lasciare l’Iraq. Non Berlusconi, ma questo era ovvio, non Ciampi, e questo era un attimo meno scontato, e neppure il Papa, le cui posizioni sono note da tempo, ma l’incontro di ieri ha dissipato qualsiasi dubbio. Il messaggio di Giovanni Paolo II e di Ciamp è stato chiarissimo:

 

 

 

 

 

 

[F]a finalmente quello che dici di voler fare, trasferisci la piena sovranità agli iracheni, porta dentro l’Onu, dialoga con l’Europa se vuoi battere il terrorismo.

 

 

 

 

 

 

Ancora giustamente il giornale ha evidenziato il fallimento delle manifestazioni di protesta, che

 

 

 

 

 

 

non hanno avuto né la forza politica, né l’autorità morale, né l’imponenza numerica per mandargli un messaggio diverso da quello di Ciampi e del Papa.

 

Meno condivisibile il giudizio piuttosto generoso sul centrosinistra, che

 

 

 

 

 

 

dopo tanti sbandamenti e corteggiamenti, ieri ha avuto finalmente la forza di prendere nettamente le distanze, non dai violenti, il che è facile, ma dall’humus di piazza nel quale i violenti si possono permettere di gridare «dieci, cento, mille Nassiriya» o sparare petardi contro la scuola dell’aeronautica. [Leggi il resto]

 

 

 

 

 

 

D’accordo, meglio la “presa di distanza” (cioè l’aver disertato le manifestazioni) che niente. Tuttavia, dopo il voto in Parlamento, c’è poco da girare intorno alla questione. I sottili distinguo, cui non seguono precise assunzioni di responsabilità, stanno a zero.

 

 

 

 

 

 

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Categorie:esteri, interni
  1. 5 giugno, 2004 alle 11:03

    Parafrasando il Papa…come a dire…’Dio perchè ti distrai e non controlli questo benedetto discolo di Bush?…
    A parte gli scherzi…Roberto, ti confesso che faccio fatica a starti dietro con i tuoi frequenti post. Comunque, essendo sempre interessantissimi, stai certo che li leggo sempre con interesse.
    A proposito…chi ti dice che uno che ha il nome francese ed il cognome italiano non possa essere britannico?…Per il peso è vero…purtorppo anche l’aria che respiro mi fa accumulare pesi quindi devo esercitare un controllo continuo sull’alimentazione e in termini di quantità che di qualità. Voglio sperare che non abbia anche tu questo noiosissimo problema. Sappi però che di alcune cose non posso proprio fare a meno e te ne cito qualcuna: la lasagna alla napoletana, la mozzarella di bufala, il babà e la pastiera (così avrai capito le mie origini…certamente non…britanniche). Sereno week-end. Alain

  2. 5 giugno, 2004 alle 11:58

    Completamente d’accordo con le valutazioni. Trovo però addirittura comica la chiusa del commento del Riformista: “Questo è successo ieri al corteo, e non sarebbe accaduto se Prodi, i Ds, la Margherita, non avessero disertato, dicendo chiaramente che con quella gente non si prende neanche un caffè.”
    A parte che immaginare Prodi e Casarini, o Prodi e Bernocchi, che prendono un caffé insieme è già ipotesi ridicola, che nemmeno i fratelli Coen oserebbero mettere in scena, io tutto questo impianto di carattere e autorevolezza da parte dei leaders “riformisti” non lo vedo proprio. Basterà un pestone dell’Unità, domani, un’intemerata di Gino Strada, e vedremo subito i coniglietti tornare a nascondersi tra le frasche. Saluti.

  3. 5 giugno, 2004 alle 14:11

    Che bello… magari il papa e’ il “collante mancante” (che fa anche rima) e riesce a far riavvicinare Europa e America… speriamo.

  4. 5 giugno, 2004 alle 16:10

    Lynch, effettivamente la chiusa del Riformista è pietosetta, ed è per questo che ho evitato di citarla: non volevo rincarare la dose nei confronti di un giornale che ha fatto l’impossibile per evitare che si arrivasse dove si è arrivati.
    In ogni caso penso sia comprensibile che Polito cerchi di giustificare o almeno di minimizzare le incongruenze dei riformisti…
    Per il resto sono d’accordo con te. E’ stata persa una grande occasione, questa è la morale della favola. Il Riformista può metterci tutte le pezze che trova, ma la sostanza non cambia. E Polito è il primo a saperlo.

  5. 5 giugno, 2004 alle 16:14

    Concordo in toto con i contenuti del blog (e con la forma, a parte la colonna di destra troppo estesa), e anche col nome. Quanto al mio commento sulla piedifestazione di ieri, ne ho scritto sul mio blog. Qui vorrei solo ricordare che se G. Amato tornasse a essere un incontrastato leader, invece di farsi ingabbiare dai tardo leninismi e dai neoidiotarismi, correrei subito a dargli il voto.

  6. 5 giugno, 2004 alle 16:16

    Alain, non dicevo che non è possibile, dicevo che non potevo immaginarlo. Ovvio che tutto è possibile.
    I miei problemi di sovrappeso sono abbastanza lievi (scusa il bisticcio), e penso dipendano in buona parte dalla sedentarietà.
    Grazie per l’attenzione con cui segui il blog, è ovvio che qualcosa sfugge, lo stesso vale per me e per tutti. Non si può seguire tutto. Stammi bene.

  7. 5 giugno, 2004 alle 16:30

    Paolo-di-Lautreamont, grazie per le gentili parole. Quanto al dottor Sottile d’accordo con te in linea di principio, ma la leadership di uno schieramento dipende da tanti fattori. Uno non diventa un capo perché un bel giorno dice “io sono il capo”. I partiti fanno i congressi e nei congressi si contano i voti, e i voti non li hanno quelli come Amato ma quelli come D’Alema, Veltroni, Folena, ecc (con rispetto parlando, ben inteso). E tutti i succitati sanno benissimo che i voti si possono anche perdere, che i congressi possono anche essere perduti.
    Scusa la fretta, ma forse hai capito quello che intendo dire. Nel Psi i voti li aveva Craxi, non Amato. In F.I. i voti li ha Berlusconi, non il prof. Pera. E così via.

  8. 5 giugno, 2004 alle 22:39

    interessante il tuo blog.. complimenti..

  9. 6 giugno, 2004 alle 0:26

    Bene, Windrose, incoraggiamo almeno Polito e i pochi riformisti “perdavvero” che si sono spesi per una posizione giusta. Gli altri pensano incautamente che l'”occasione perduta” si tradurrà in un vantaggio elettorale. Eppure chi conosce solo un poco la storia recente del nostro Paese sa perfettamente che gli opportunismi in politica non si traducono mai in maggiori suffragi, ma solo nell’occupazione parassitaria di nicchie di potere. Cose che col maggioritario non sono nemmeno più possibili. Dunque, ritirata su tutta la linea.

  10. 6 giugno, 2004 alle 14:54

    D’accordo su tutto il fronte, Struscio. E quanto a Il Riformista, auguriamoci solo che resista, resista, resista.
    Ciao

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