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A Farewell to Ronald Reagan

“It is not my intention to do away with government. It is rather to make it work–€”work with us, not over us; stand by our side, not ride on our back. Government can and must provide opportunity, not smother it; foster productivity, not stifle it.”

–Ronald Reagan, First Inaugural Address, January 20, 1981


“We who live in free market societies believe that growth, prosperity and ultimately human fulfilment, are created from the bottom up, not the government down. Only when the human spirit is allowed to invent and create, only when individuals are given a personal stake in deciding economic policies and benefiting from their success—only then can societies remain economically alive, dynamic, progressive, and free. Trust the people. This is the one irrefutable lesson of the entire post-war period contradicting the notion that rigid government controls are essential to economic development.”

–Ronald Reagan, September 29, 1981


—-


CNN:

Ronald Reagan dies at 93

The Washington Post (registration required):

Reagan Dies After Long Battle With Alzheimer’s Disease

‘Great Communicator’ Redefined Nation’s, World’s Agenda

The New York Times (registration required):

Reagan Had Long Struggle With Alzheimer’s Disease

Categorie:anglosphere, esteri
  1. 6 giugno, 2004 alle 11:14

    Reagan credeva e aveva fiducia nell’individuo e nella sua capacità creativa. Hai fatto bene a ricordarlo.
    Roberto ho letto il tuo profilo. Complimenti… un bel curriculum…sei veramente una persona speciale (ma di questo ero convinto anche prima di aver letto il tuo profilo), mi onoro di esserti amico (anche se solo virtuale). Buona domenica. Alain

  2. 6 giugno, 2004 alle 12:46

    Goodbye Mr. President

  3. 6 giugno, 2004 alle 12:51

    E’ vero, Alain. Reagan credeva nell’individuo, e questo per me, cultore di R.W. Emerson, che è come dire dello “spirito americano”, è di vitale importanza. E poi, anche se un po’ “destrorso”, ha avuto ragione su parecchie cose. E mi era maledettamente siimpatico anche sul piano umano: ironico, bonario, semplice ma lungimirante, e animato appunto da quella sua spontanea fede nell’uomo.
    Un grande uomo, un grande presidente.
    Al pari di Giovanni Paolo II verrà ricordato a lungo come un protagonista e un artefice di una fase della storia delicatissima e probabilmente “decisiva”.

    Grazie per le tue parole. Davvero. Le contraccambio di cuore e con convinzione.
    Ciao

  4. 6 giugno, 2004 alle 17:40

    Credere nell’individuo non coincide con la tendenza o l’affermazione dell’individualismo. Sono preziose e da sostenere le peculiarità individuali, ma senza perdere di vista i valori della solidarietà sociale. Un saluto. harmonia

  5. 6 giugno, 2004 alle 19:37

    Assolutamente, Harmonia. Sono due cose completamente diverse, anche se è facile confonderle.

  6. avy
    7 giugno, 2004 alle 13:46

    buongiorno windrose. però la sua fiducia nell’individuo non impedì una “guerra alla droga” costosissima, inefficace e che miete vittime ancora oggi… ma il fine era buono, come dimostra la comparsata di sua moglie in una puntata di arnold per spiegare i danni che provoca l’uso fra i giovani.

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