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Vittorie di Piero (Piero, non Pirro …)

Vittorie di Piero (Piero, non Pirro …)

 

 

 

 

 

Nottata da forzati del piccolo schermo, quella tra domenica e lunedì. Più per abitudine e per dovere che altro. Un Fassino inopinatamente furibondo (per cosa poi, per i sondaggi?) e un La Russa in versione old style che gli urla di rimando: «Sei un cadavere, guardati in faccia! Un cadevate sei, Fassino, un cadavere!». Bondi che filosofeggia sulla natura partitica o meno della lista Prodi, e Parisi che replica sulla stessa lunghezza d’onda: «Perché, Forza Italia è un partito?», sorrisosarcastico e ammiccamenti variinclusi. Vespa e Mentana che si fanno prendere dalla foga e si discolpano (dei sondaggi più che altro, a quanto si capisce).

 

 

 

 

 

Per il resto, solite arrampicate sugli specchi: hanno vinto tutti, ecc., senza un minimo di fantasia (anche se per certi aspetti e con le dovute eccezioni è proprio così). Camillo ha sintetizzato bene i risultati:

 

 

 

 

 

Perde Berlusconi. Il governo tiene, specie se si tiene conto delle debacle dei governi europei. Va maluccio l’Ulivo (bene alle Amministrative). Non c’è una maggioranza alternativa. Secondo le aspettative la Bonino, quindi male. E’ l’unica ad ammettere il risultato negativo. L’Ulivo canta vittoria nonostante fino all’altro ieri parlava di sorpassi clamorosi che non ci sono stati. La difesa dei forzitaliani è debole, in attesa di sentire il Cav.

 

 

 

 

 

In effetti poi il Cavaliere ha parlato (nel pomeriggio): «Del calo elettorale di Forza Italia mi assumo, naturalmente, la piena responsabilità». E non si può dargli torto. Ottimo anche il post scriptum di Camillo:

 


Blair alle Europee ha perso il 5 virgola qualcosa, i Conservatori l’8 per cento. I dati della clamorosa sconfitta del Labour, quelli che nel weekend hanno eccitato gli opinionisti italiani, riguardavano le Amministrative. In ogni caso dire che gli inglesi abbiano votato contro la guerra è ridicolo, visto che i Conservatori erano e sono favorevoli all’intervento.

 

 

 

 

 

 

 

Comunque non mi sembra siano andati male la Lega, i socialisti di De Michelis e Bobo Craxi e, naturalmente, Rifondazione.

 

 

 

 

Inutile dire che il risultato del “listone” è quello che più interessa in questi paraggi. E dunque è da segnalare, sul Corriere, un commento abbastanza equilibrato e obiettivo di Paolo Franchi:

 

 

 

 

 

 

 

L’esperimento non è compromesso, la questione è aperta. Ma, se i risultati fossero, alla fine, quelli indicati dalle prime proiezioni, prima di queste discussioni ce ne potrebbe essere un’altra, non facile, sui perché della mancata affermazione. Qualcuno, sottovoce, si chiede già se il risultato non cominci a chiamare in causa la leadership di Romano Prodi, o almeno il modo in cui la ha esercitata sin qui. È un’esagerazione, si capisce. Ma in ogni caso da domani Prodi avrà parecchio da fare, e non solo nel Triciclo. Di fronte al 31 o poco più per cento del listone, c’è un 13 o giù di lì di consensi guadagnati da forze radicali che questo indubbio successo vorranno farlo pesare, e con le quali un’intesa bisognerà trovarla. Non sarà un’impresa facile.

 

 

 

 

 

 

 

Sempre a proposito di lista Prodi, Il Foglio torna sulle polemiche sollevate dall’intervista pre-elettorale di Amato e offre una sventagliata di pareri negativi che sarebbero da memorizzare o quanto meno da archiviare (non si sa mai):

 

 

 

 

 

 

Comincia il deputato ds Pietro Folena: “Uscite di questa natura allontanano voti dalla Lista unitaria e li spingono verso altre formazioni della sinistra”. Il capogruppo della Margherita al Senato, Willer Bordon, dice che “la sbandata l’ha presa Amato”. Enzo Carra (Margherita) invoca “prudenza”, la repubblicana Luciana Sbarbati auspica “il silenzio”. Il tutto mentre in sottofondo scorre il disappunto del Forum pacifista (il verde Paolo Cento parla di “autogol”) e si affaccia il compiaciuto interesse del centrodestra (“fa riflettere che Sandro Bondi sia d’accordo con Amato”, sbotta Pierluigi Mantini della Margherita).

 

 

 

 

 

 

 

Ma il giornale di Giuliano Ferrara, bontà sua, riporta pure le rare voci dissonanti:

 

 

 

 

 

 

Intanto, sovrastati dal rumore dei cocci, i dissidenti del centrosinistra sospirano. Emanuele Macaluso dice al Foglio che “bastava aspettare il 30 giugno, e invece si ripete la vecchia storia d’una sinistra che mira all’unità purchessia e diventa oltranzista”. Roberto Villetti (Sdi) sostiene che “Amato ha ragione e non siamo in una caserma”. Umberto Ranieri (Ds) ricorda che “non abbiamo dato vita a una Lista unitaria per rincorrere posizioni irragionevoli e demagogiche”. Antonio Maccanico (Margherita) ripete che “se non ho votato la mozione sul ritiro una ragione c’è”. Pierluigi Bersani (Ds) non ne può più: “Non voglio pensarci”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste differenze di vedute sul ritiro dei soldati italiani dall’Iraq, ovviamente, non hanno nulla a che fare con la sconfitta (pardon: mancato”sfondamento” …) della lista Prodi. Certo, a Rifondazione è andata bene, così come, sia pure in misura meno significativa, ai cossuttiani. Ma questo non ci autorizza per niente a pensare che i “pacifisti” a 24 carati sapevano per chi votare mentre i pacifisti con qualche se e qualche ma, fino al voto in Parlamento, un pensierino al listone l’hanno fatto, salvo poi cambiare idea, dirigendosi un po’ di qua un po’ di là, evitando accuratamente di restare a metà del guado (anzi a tre quarti), scegliendo cioè di scegliere … e premiando il coraggio, la chiarezza, la coerenza, l’onestà intellettuale. No, non siamo affatto autorizzati a pensarla così. Caso mai possiamo farci venire un dubbio, un vago sospetto. Ma niente di più. Ci mancherebbe. E oltretutto, se diamo retta a Fassino, il Triciclo ha vinto, quindi …

 

 

 

 

  1. 14 giugno, 2004 alle 22:15

    Ti confesso che queste elezioni mi hanno molto deluso.
    Ha perso solo uno, ma non ha vinto nessuno.

  2. 14 giugno, 2004 alle 22:24

    Una delusione che viene da lontano …

  3. 14 giugno, 2004 alle 23:23

    Roberto…ho tentato una sintesi stamattina nel mio post …anche se i dati erano ancora parziali….dormiamoci su…Ciao. Alain

  4. 15 giugno, 2004 alle 4:03

    ho un idea tutta mia su queste elezioni…

    ninete paura, è becero solipsismo il mio.

    ciao wind.

  5. 15 giugno, 2004 alle 14:54

    Letto: analisi rispettabilissima, caro Barnaba, e sicuramente anticonformistica. Ciao!

  6. 15 giugno, 2004 alle 20:43

    Troppe cose da dire, caro Roberto, perché i temi che hai proposto sono davvero tanti. Quindi, non dico niente, non saprei che cosa scegliere. Il nostro è l’unico governo che abbia tenuto in Europa (Spagna e simili non contano). Questo è un fatto. Come considerare cittadine e cittadini Italiani, allora? I più fortunati e contenti? I più tolleranti? (ma la tolleranza, se è acquiescenza acritica o altro, non è una virtù). I più sciocchi? I più machiavellici? Non so, non so proprio. So solo che mai avrei riconfermato siffatto governo, siffatta maggioranza (sia pure virtualmente, trattandosi di elezioni europee e amministrative). Per motivi politici, ce ne sono a bizzeffe, e per motivi etici. Ci sono limiti di civiltà che nessun pragmatismo può travalicare. E non sto a fare l’elenco. Un abbraccio, Roberto, con affetto. harmonia

  7. 15 giugno, 2004 alle 21:55

    Casrissima Harmonia, non avendo votato per i partiti che compongono questo governo non è semplice rispondere. Comunque, per non sfuggire alle tue garbate domande, dico che un dato di fatto è che la democrazia si basa sulla possibilità di offrire alternative. E le alternative c’erano. Io ho votato per Emma Bonino, che però ha superato a mala pena il due per cento.
    L’alternativa “robusta” era la lista Prodi, sulla quale ho già espresso il mio punto di vista critico.
    Evidentemente (almeno così pare a me) una parte significativa degli elettori non si fida di “quella” alternativa e preferisce i partiti di governo. Si tratta di capire perché. L’unica cosa che escluderei è che coloro i quali hanno scelto così siano dei minus habentes. o dei mascalzoni. Dunque è “l’alternativa” che non funziona. Se sbaglio correggimi …
    Stammi bene

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