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Draghi dell’informatica

Filosofeggiare sui blog, su internet, sulle nuove tecnologie in genere, è una pratica che spesso appassiona chi di tutto questo stenta parecchio ad afferrare il senso e la portata. Il perché non è chiaro. Forse ci si entusiasma di più per ciò che ha un alone di mistero. O forse, paradossalmente, è più facile discutere di qualcosa che si è appena cominciato ad esplorare e di cui poco si sa o si capisce, appunto: dire sciocchezze è più tollerabile in questo campo che, poniamo, in economia, in scienza della politica, per non parlare delle cosiddette “scienze esatte”.

Tempo fa lessi un libro di Nicholas Negroponte, del Mit, uno che la sa lunga ed è del settore. Ebbene, accanto a qualche brillante intuizione, ho trovato un entusiasmo talmente ingenuo ed esclusivo che mi è passata la voglia di cimentarmi ancora in siffatte letture. Un assaggio, tanto per dare l’idea: Cari miei, ì libri, stracciati dagli ipertesti, potete buttarli nella spazzatura e voi che avete scoperto solo dopo i 16-18 anni che il mondo è transitato definitivamente dall’atomo al bit, sappiate che siete tagliati fuori, condannati a non capire, a non entrare nell’ingranaggio, surclassati persino dai bambini di seconda elementare ….

Insomma, non mi entusiasma parlare di Information & Communication Technologies, anche se ne faccio uso con una certa assiduità e mi è persino capitato di creare siti Web. Usarle, queste tecnologie, penso sia la sola cosa da fare, e usandole si impara a intravederne il senso e le potenzialità. Un approccio pragmatico, senza retorica, senza pretese di alcun tipo. Del resto a nessuno è mai venuto in mente di filosofare sul martello o con il martello, Nietzsche escluso naturalmente (ma era un tipo tutto particolare e aveva parecchie manie). Certo, se oggi venisse fuori un altro Fritz (Nietsche) varrebbe la pena di ascoltarlo, non fosse altro che per essere up-to-date. Per ora lascerei perdere.

E poi c’è un’altra cosa: è l’uomo che usa le tecnologie, anche se talvolta sono queste ultime che sembrano usare l’uomo, ma, appunto, questa è più che altro un’impressione. Chiaro che un genio dell’informatica non è come l’ultimo degli utenti della medesima, ma attenzione: è lui che rischia di più di diventare strumento del suo strumento, laddove uno sprovveduto non corre assolutamente rischi del genere, non subendo più di tanto il fascino di ciò che cerca di usare.Ci sono poi quelli che si credono geni del computer ma non lo sono per niente. Queste sono le vittime designate. Non entro nella questione terminologica se siano hackers o crackers, sappiamo solo che trascorrono il loro tempo a inondare la rete di spamming, virus, worms, trojan horses, visto che è diventato così facile e “sicuro”. Sedotti dalle promesse di onnipotenza, soggiogati dall’illusione di riuscire a dominare quello che a loro sembra un magico instrumentum regni, come Topolino apprendista stregone ne sono in realtà sopraffatti e manipolati. Dedicano tempo ed energie mentali e fisiche ad un’impresa nella quale non riescono ad essere altro che un utile ingranaggio del sistema, costringendo l’utente a spendere sempre di più in nuovi antivirus,firewalls, anti-dialers, ecc. L’industria del software sotto sotto ringrazia questi ottimi servitori.

E’ l’uomo, dicevo, che usa le tecnologie (e a volte ne è usato). E l’uomo è sempre lo stesso. Banalmente, c’è il buono e il cattivo, l’intelligente e lo stupido, il generoso e il gretto. Alcuni, per dire, scrivono sui blog perché convinti di contribuire in qualche modo al bene della res publica, altri per puro passatempo: cose entrambe perfettamente legittime. Altri creano siti Web con le stesse finalità. Ancora, alcuni si divertono a sfasciare i computer altrui o comunque a rendere la vita difficile a tutti gli altri utilizzatori della rete, altri fanno le stesse cose ma non per divertimento, bensì per i motivi più disparati, anche i più inconfessabili. Insomma, è un deja vu. Volendo, si potrebbero applicare perfino le antiche categorie interpretative dell’eterna lotta del bene contro il male. In chiave mistico-religiosa, ma anche in chiave laica (ad esempio la lotta di Eros e Thanathos di cui parlava Freud). L’importante, per i “buoni” della situazione è tenere salda la barra del timone. Il proverbio arabo dice: «Se non vuoi smarrire la rotta, attacca il tuo carro a una stella». I “cattivi”, invece, non hanno alcuna rotta da seguire, nessuna stella cui far riferimento. Tra questi, i più pittoreschi, come il Totti-sputatore, sanno emettere “effluvi” grottescamente spropositati (la moviola, a volte si rivela essere un’invenzione imbarazzante…), dove capita, in direzione di chi capita, purché passi dalle loro parti e proietti la sua ombra fastidiosa su di loro. In fondo sono anche i più “bonari”. Ciò non toglie, tuttavia, che come i vecchi e leggendari draghi-sputatori (di fuoco, loro) vengano sempre infilzati, prima o poi.

Insomma, filosofare sull’uomo bisognerebbe, non su internet, sul bit, sul blog e compagnia bella (e brutta).

P.S.: Queste considerazioni sono state suggerite da una dura ed eroica campagna militare sostenuta dal titolare qui contro “le forze del male” sopra evocate.Possano costoro pentirsi amaramente di aver ignorato la fondamentale legge del navigatore del ciberspazio: mai sputare controvento!

Categorie:imperfezionisti
  1. 21 giugno, 2004 alle 19:54

    Non so wind. Forse il problema è nostro: dobbiamo accettare il fatto che viviamo nella provincia del mondo, in una zona in cui i cambiamenti sono marginali e più lenti rispetto ad altri paesi.
    E ci stiamo marginalizzando sempre di più.

  2. 22 giugno, 2004 alle 0:20

    E’ vero anche questo…

  3. 22 giugno, 2004 alle 9:53

    Per fortuna mi piace ancora leggere i libri su carta stampata :-.
    Molto pungente qs post.

  4. 23 giugno, 2004 alle 1:41

    Roberto…solo una notazione sugli ipertesti…utilissimi quando si ha a che fare con enciclopedie o testi scientifici con rimandi ad approfondimenti o diagrammi ed altre cose del genere…ma per il resto vuoi mettere un bel romanzo che puoi portare dappertutto con te e leggertelo con i tuoi ritmi (sotto questo punto di vista il libro, il buon vecchio libro, mi sembra un invenzione modernissima….leggere al PC è faticosissimo,…almeno per me). Ciao e buona notte. Alain

  5. 23 giugno, 2004 alle 11:40

    concordo con alain

  6. 23 giugno, 2004 alle 14:48

    Concordo pure io. Ciao Sgrufoletta e Alain.

  7. 23 giugno, 2004 alle 16:42

    ciao wind😉
    (sorrido)

  8. 23 giugno, 2004 alle 16:49

    ammirato

  9. 24 giugno, 2004 alle 1:14

    Ciao Roberto. Passo per la buona notte. Alain

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