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Conflitti di buon senso


Sulla legge che “regola” (le virgolette sono d’obbligo) il conflitto di interessi, oggi cronisti e opinionisti si sbizzarriscono in vario modo, come era prevedibile.  Dario Di Vico, sul Corriere, ha scritto qualcosa di pacato  ed estremamente chiaro. In primo luogo sul perché ci siano voluti 1152 giorni per vararla (invece dei 100 promessi in campagna elettorale). Il ritardo, fa giustamente notare Di Vico,

 

 

 

[s]e non altro è servito al Parlamento ampiamente controllato dalla coalizione di centro-destra per approvare, tra gli altri provvedimenti, una legge – la Gasparri – che ha ridisegnato completamente le regole del mercato dell’emittenza radiotelevisiva, business caro al nostro presidente del Consiglio. Il ritardo è stato utile anche perché ha consentito a Berlusconi di poter emettere a fine 2003 il decreto salva-Retequattro, un provvedimento che definire ad hoc è un eufemismo.

 

 

 

Nello specifico, ecco una sintesi particolarmente efficace:

 

 

 

La nuova normativa sembra aver lo scopo di sanare lo statu quo , più che regolarlo e nel caso perseguirlo. Un esempio? La legge che porta convenzionalmente il nome del ministro Franco Frattini restringe l’incompatibilità di governo ai soli detentori di cariche operative. Per cui Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset non potrà diventare nemmeno sottosegretario, mentre l’azionista di comando del gruppo in cui lui lavora può tranquillamente scalare palazzo Chigi. Ma non è tutto. Si ha conflitto di interessi solo quando il governo adotta un atto che ha «un’incidenza specifica e preferenziale» sul patrimonio di un membro dell’esecutivo o dei suoi familiari. Il decreto salva-calcio che ha permesso ai club di football di spalmare i propri debiti su più esercizi ha incidenza specifica e preferenziale sul Milan oppure no? La parola ai giuristi. A noi basti la certezza che in virtù della nuova legge il Cavaliere potrà restare anche presidente del suo club scudettato.

 

 

 

Ma c’è qualcosa anche per l’opposizione:

 

 

 

Quanto all’opposizione, se ieri avesse misurato le parole ne avrebbe guadagnato. Che senso ha sostenere, come ha fatto Luciano Violante, che «quando torneremo al governo, faremo noi una legge seria»? A palazzo Chigi ci siete già stati, onorevole, e non avete combinato un bel nulla.

 

 

 

Un tantino severo il Di Vico, diciamo la verità. Un commento meno prevenuto e più benevolo potrebbe suonare più o meno così: «Quel momento,  on. Violante, potrebbe farsi aspettare ancora parecchio, date le premesse, però apprezziamo le buone intenzioni…»

 

 

Categorie:interni
  1. 14 luglio, 2004 alle 21:34

    Più volte ricorrono i richiami agli errori e machevolezze del governo di “sinistra” per allontanarsi dai problemi che si stanno considerando. Quegli errori sono stati gravissimi, secondo me, ma in nulle giustificano o alleggeriscono quelli successivi, che sono ancor più gravi, visto che l’esperienza passata ce li ha fatti riconoscere come tali. Si cambia governo e maggioranza per cambiare politiche e comportamenti. Chi ha votato per Berlusconi ha creduto alle sue promesse di cambiare ciò che la maggioranza precedente aveva fatto, per correggere e rivedere le decisioni sbagliate. Davico è stato corretto in gran parte della sua analisi, ma la chiusa poteva risparmiarsela in virtù del fatto che siamo nel 2004, e in questi tre anni ci sono state cose rivoltanti a iosa. Buona serata, caro Roberto. Ti ho detto che ho seguito lo psicodramma alla Camera completamente e con attenzione? E inoltre ho sentito le versioni televisive di RAI1 e CANALE5? harmonia

  2. 14 luglio, 2004 alle 22:02

    Perbacco, Harmonia, ne hai di pazienza!!!😉
    Comunque, siamo d’accordo, però Violante ha toccato un tasto falso …
    Notte

  3. 14 luglio, 2004 alle 22:49

    Di Vico, non Davico, of course. Mia figlia parla di masochismo politico, caro Roberto … tu sei stato più gentile. Violante? Spesso stona, e sbaglia il tempo. Di Vico svicola, scantona, stona anch’egli, il tapino. Come molti, troppi ragionatori dei nostri tempi. Mio Dio, sto abusando della tua pazienza. Love. harmonia

  4. 15 luglio, 2004 alle 0:01

    Sì Roberto questa legge che salvaguardia lo status quo mi ricorda il provvedimento di Craxi che salvaguardava lo status quo delle televisioni dell’allora Berlusconi, che, con il trucchertto delle cassette, irradiava il suo ‘circenses’ su scala nazionale.
    Roberto l’argomento oggi era ‘obbligato’ anche se, quando posso, tento di tenermi lontano dalle ‘berluscronache’. Ciao. Alain

  5. 15 luglio, 2004 alle 10:25

    Cara harmonia, tua figlia non corre il rischio di lasciarsi prendere da “insane passioni politiche”: ciò non significa forse che hai seminato bene?
    Per ora la mia, di figlia, è tassativa nei suoi gusti televisivi: cartoni animati e film con animali e bestiole varie. Tutt’altra cosa, come vedi. O no?

  6. 15 luglio, 2004 alle 10:26

    Ok, Alain, adesso asteniamoci per un po’ (se si riesce). Incrociamo le dita …

  7. 16 luglio, 2004 alle 1:33

    bhe certo, forse Di Vico ci è andato pesante… sartà che Violante non attira molte simpatie…

  8. 16 luglio, 2004 alle 5:48

    Roberto…buona giornata. Alain

  9. 16 luglio, 2004 alle 16:56

    Altrettanto, Alain. Ciao

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