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Cossiga docet


Devo confessare che sono ancora sbalordito dalla lettera di Francesco Cossiga a Romano Prodi che ho appena finito di leggere. La pubblica meritoriamente La Gazzetta del Sud. Un bello scherzetto all’ex presidente della Commissione Europea, ma anche una sfida leale ed una manifestazione di stima. Con l’autorità intellettuale che lo contraddistingue, nonché la sua dottrina e l’immensa esperienza—storica (libresca) e personale—che può vantare, nonché altro il suo stile “oratorio”, tortuoso quanto lo sono i meandri della politeia nazionale, volutamente alto e articolato, allusivo quando serve, provocatorio e al limite dello sferzante quando può soccorrere: in una parola (anzi due) cristiano-democratico e cristiano-sociale, a seconda ma senza mai contraddirsi.Vecchio Maestro! Vabbé, a me è simpatico, che ci vogliamo fare … Posso dare un consiglio? Leggetevelo, in originale o in riproduzione, qua sotto: (Buona lettra!)

P.S.: Non fate caso ad eventuali refusi di stampa. A fine agosto possono sfuggire. Normale.

«C aro Prodi, ti scrivo da cattolico-liberale a cattolico-democratico, certo distinti in alcuni aspetti della nostra ispirazione culturale politica, io più sturziano e tu più dossettiano: anch’io d’altronde lo fui e comunque sempre ebbi, come tu sai, un grande affetto per Don Pippo, pur non condividendone le sue ultime posizioni politiche. Distinti, ma credo uniti entrambi nella concezione di un impegno riformista che, pur riconoscendo entrambi il valore d’altre sue legittime ispirazioni ideologiche e culturali, per noi affonda le sue radici nella concezione personalista d’ispirazione cristiana, ed affonda le sue radici storiche nel movimento cattolico-liberale e cattolico sociale dell’800 italiano, nella grande esperienza democratica del Zentrum germanico di Windhorst, nella Lega Democratica di Don Romolo Murri, il “cappellano dell’estrema”! Fondatore della Fuci, non compreso dalla Chiesa, nei movimenti cristiano-democratici europei, matrice poi della Resistenza europea, nel popolarismo democratico di Luigi Sturzo e nell’impegno democratico-nazionale di Alcide De Gasperi».


«T i scrivo anche da vecchio amico – tu certo più giovane di me! –, che sa però anche come sue certe, anche recenti intemperanze polemiche nei tuoi confronti, possono aver offuscato questi rapporti. Ho appreso con interesse e con speranza, per il nostro Paese e per l’Europa, del tuo lungo e costruttivo colloquio politico con l’amico Helmut Kohl, in Trento. Che egli, inflessibile europeista e cristiano-democratico germanico, molto ti stimi, siamo testimoni io e Rocco Buttiglione, per avercelo egli confermato con fermezza e sincerità in un lungo colloquio, dopo che egli aveva lasciato la Cancelleria Federale. Non mi meraviglia che egli ti abbia invitato a prendere in Italia l’iniziativa per la costruzione di un nuovo centro riformatore che, pur in una più ampia ispirazione ideologico-culturale, si ponga nel solco della storia e dell’esperienza del riformismo cristiano-democratico, cattolico e protestante e nell’orizzonte del popolarismo europeo. Che egli abbia sempre pensato a te come al possibile leader di un centro democratico riformatore di questa natura, sono io testimone insieme a Rocco Buttiglione, a mie ahimè!, si fa per dire, spese, quando egli, essendo io il temporaneo e transitorio presidente di quel piccolo partito dell’Udr che avevo concorso a costituire come «partito ponte» ma con questi ambiziosi traguardi, a me disse con grande e coraggiosa franchezza, che per la mia età avanzata e per il mio «cursus honorum» non potevo illudermi d’essere io il promotore ed il leader di un tale movimento politico, ma che solo tu, Romano Prodi, potevi esserlo».


«C erto un siffatto centro riformatore non può che essere distinto, ma a mio avviso non necessariamente alternativo, al socialismo europeo, come arricchito dall’esperienza e dalla cultura del comunismo nazionale italiano. Ma io ti chiedo se per un siffatto disegno che realizzato farebbe avanzare decisamente la democrazia e la causa del riformismo in Italia, tu ed i tuoi “democratici” non possiate e non dobbiate rinunciare al peraltro problematico disegno di un partito, l’Ulivo, che dovrebbe mettere problematicamente insieme esperienze e culture così diverse. Il disegno che sembra ti abbia consigliato Helmut Kohl avrebbe il consenso, io credo, di quasi tutta la “Margherita”, dell’Udc, dell’Udeur e di gran parte dei militanti, dei rappresentanti e dei votanti della stessa “Forza Italia” e di tanti, tanti “senza partito”». «La creazione di un siffatto centro, laico ma non dimentico delle radici cristiane della democrazia e dell’Europa, servirebbe oltre che a dare in Italia stabilità e chiarezza al sistema politico-istituzionale, anche, in Europa, a frenare e correggere la deriva moderata e conservatrice del Partito Popolare Europeo, riportandolo alle sue antiche e storiche origini democratiche e riformiste delle antifasciste Nouvelles Equipes Internationales e dell’europeista Unione Europea dei Democratici Cristiani. Credo, caro Prodi, che tu abbia ormai, dopo l’invito rivoltoti da Helmut Kohl significatamente nella cornice delle celebrazioni di Alcide De Gasperi, una grave, grande e storica responsabilità verso l’Italia e verso l’Europa, verso la causa dell’europeismo, della democrazia e del riformismo personalista. Che Iddio ti illumini e ti aiuti. Con cristiana amicizia»,

Francesco Cossiga

Categorie:interni
  1. 23 agosto, 2004 alle 9:56

    che strano il mio prossimo libro si intitola Cosmo Blues Hotel

  2. 23 agosto, 2004 alle 12:10

    Il disegno nostalgico di Kohl avrà pure per un attimo affascinato Prodi, ma dopo la lettera di Cossiga è più libero di pensare ad altro. Certe sirene è bene non ascoltarle!

  3. 23 agosto, 2004 alle 12:36

    Certe sirene hanno voci molto melodiose, Struscio, che sia proprio perché vanno riescono a interpretare sentimenti profondi e dimenticati?😉

  4. 23 agosto, 2004 alle 12:40

    Nostagiaplaz, il titolo suona bene, quindi mi congratulo per la scelta!

  5. 23 agosto, 2004 alle 22:32

    Non ci sono grandi pericoli nell’ascoltare un bel canto, se si conosce il cantore, ma soprattutto se la coscienza di sé e delle cose è vigile. Un abbraccio, Roberto. harmonia

  6. 24 agosto, 2004 alle 19:59

    Parole sante, harmonia. Ciao

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