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Olanda, non sei più tu

 


Inviato ad Amsterdam per il giornale della CEI, Avvenire, Maurizio Blondet riferisce oggi su ciò che ha visto e sentito nell’Olanda frastornata e messa in questione nelle sue convinzioni più profonde (tolleranza e modello di integrazione multiculturale in primis) dal feroce assassinio di Theo van Gogh. Chiaramente è alla Chiesa cattolica di quel paese, alle sue reazioni e alla sua lettura dei fatti, che Blondet presta la maggiore attenzione, ma il quadro è lo stesso molto interessante.


 




Ad esempio, il vescovo di Amsterdam, Jozef Punt, “barba rossa da olandese quattrocentesco”, la vede così:


 




«Il trauma della morte di Van Gogh […] sta portando gli olandesi a discutere questioni fondamentali, di cui si taceva un po’ per discrezione e molto per ipocrisia: la nostra idea della vita e della morte e del sesso, così diversa dalla loro. I limiti del nostro laicismo permissivo – l’eutanasia per esempio – di fronte all’islam. C’è chi comincia a interrogarsi sulla propria identità cristiana»


 




Insomma, a parte la scoperta del pericolo islamista, il momento rivela un’Olanda alla quale il delitto sta facendo in qualche modo scoprire se stessa. E persino l’affaire Buttiglione torna a fare capolino, dato che Blondet riferisce che anche tra i protestanti si fa strada il dubbio:


 




il laicismo diventa una religione «neopagana» europea, anch’essa intollerante?, si chiede «De Telegraaf», grande giornale moderato.


 




Per quanto riguarda il versante “laico” e liberal, invece, Blondet riferisce che


 




[s]u «RNC» (il giornale «liberal», simile alla nostra «Repubblica») il sociologo Arie Van der Zwan ha ragionato, illuministicamente: gli immigrati musulmani non hanno intellettuali fra loro, non hanno rappresentanti che parlino a loro nome, non conoscono abbastanza la nostra lingua per polemizzare: sparano perché gli mancano le parole per dibattere. Ma ciò non è vero per l’omicida: Mohamed Bouyeri ha frequentato le scuole superiori, è istruito e integrato, faceva perfino del volontariato insegnando l’olandese ai figli degli immigrati, passava notti su Internet a parlare con fondamentalisti di tutto il mondo. «Proprio questo ha fatto paura», dice Ed Arons: «se un ragazzo cresciuto qui può diventare islamista e omicida, allora chissà gli altri, meno integrati». Di qui l’altro dibattito:sul modello d’integrazione multiculturale troppo ingenuo, sulla scuola troppo neutrale, che dà cognizioni ma non formazione morale.


 




Qualche ragguaglio sugli “eccessi verbali di van Gogh, oltre ogni limite di buon gusto”, nonché sulle possibili evoluzioni (o involuzioni) politiche e partitiche (movimenti xenofobi e razzisti), completa il quadro offerto da Blondet. Che riporta un paio di voci particolarmente allarmate:


 




«Rischiamo di fare dei musulmani gli ebrei di questo secolo», nota il «Katholiek Nieuwsblad». Huygen Marten, opinionista del radical-chic «Nieuw Rotterdamsche Courant», invita la stampa a non manipolare l’allarme sociale: «Non siamo ancora sotto occupazione islamica».



Direi che merita di esser letto. Poi ognuno, chiaramente, vede quel che vuol vedere. Personalmente, avendo amato profondamente un’Olanda ingenua e sorridente, “filosofa” ed “erasmiana” in tante delle sue più tipiche manifestazioni, anche dal quadro che ne ha fatto Blondet non vedo emergere niente che minimamente mi possa confermare nei miei più benevoli pre-giudizi. Ma forse era ora che anche il paese dei tulipani si risvegliasse nello stesso pianeta nel quale viviamo noi comuni mortali, vale a dire in un posto dal quale Erasmo e tutta la sua tribù di mattacchioni sono stati cacciati da tempo immemorabile. Ora la sublime Ironia è fuggita da Rotterdam, prima che fosse troppo tardi …


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Categorie:esteri
  1. 18 novembre, 2004 alle 23:30

    Apprezzo molto questo tuo lavoro per il contributo alla considerazione di tanti punti di vista. Con affetto e stima. harmonia

  2. 19 novembre, 2004 alle 1:51

    sempre d’altissimo livello, wind. mi rimprovero spesso di venire troppo poco qui.

    t’abbraccio.

  3. 19 novembre, 2004 alle 2:03

    Sempre di grande qualità, WRH.
    Grazie!

    Saluti

  4. 20 novembre, 2004 alle 12:03

    Si può essere integrati e intagralisti allo stesso tempo nell’Europa di oggi.

  5. 20 novembre, 2004 alle 12:39

    Copio qui la risposta al tuo commento, caro Roberto.
    Emerge il lato oscuro perché è di quello che stiamo parlando. E’ scontato che l’America ha altri lati, alcuni anche molto luminosi. Tuttavia in questo periodo storico abbiamo questi problemi con cui confrontarci, sia gli Americani che noi. Con affetto. harmonia

  6. 20 novembre, 2004 alle 15:34

    un risveglio brusco ma, spero, benefico….buona domenica, Roberto. Alain

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