Home > interni > Bertinotti, cioè la politica (bisogna ammetterlo)

Bertinotti, cioè la politica (bisogna ammetterlo)


 


E Bertinotti bacchettò Rutelli. Nel post precedente s’era un po’ scherzato sulla questione del nome, prendendo lo spunto dal divertissement proposto sul Corriere da Gian Antonio Stella. Oggi torniamo a fare le persone serie, e diciamo pure che Fausto il Saggio ha speso parole chiare e illuminanti per riportare il dibattito entro i binari della «politica».


 



Ecco cosa ha dichiarato in un’intervista al Corriere:


 



«È una discussione insensata [quella sui nomi, of course] a cui non intendo partecipare. Provo un fastidio intellettuale per lo scivolare in un dibattito stucchevole, francamente irritante di fronte all’enormità del problema sociale, economico e politico del Paese. Noi un nome lo avevamo trovato. Avevamo proposto coalizione democratica, Prodi aveva preferito Grande alleanza democratica e mi parve cogliesse l’essenziale. Alleanza per alludere a un processo ampio, complesso, aperto a una pluralità di soggetti. E democratica come primo lineamento di programma di uno schieramento che vuole ricostruire la democrazia».
[…]


«Mi pare un problema puramente estetico, un’alleanza può essere alleanza di Satana o alleanza di Dio. Chi alimenta questo dibattito fa del male alla costruzione di un’alternativa e non mi pare giusto offrire al Paese uno spettacolo così poco interessante. Invece di discutere su terreni impropri e devianti, affrontiamo il problema di programma dell’alleanza, decidiamo un metodo in base al quale si sciolgono le controversie. Quanto al nome, basta sedersi attorno a un tavolo e la soluzione si trova».


 



Insomma, gente, «sinistra» è anche questo, è il buon senso di Bertinotti, la sua serietà. E il «riformista» Rutelli, a modestissimo avviso dello scrivente, può imparare qualcosa da questo «estremista» che riesce quasi sempre a far intravedere, dietro le stanche e inutili diatribe, quale sia la vera posta in gioco. Si può dissentire da lui, anzi si deve, sotto molti aspetti, ma il «metodo» è quello giusto. I problemi da affrontare sono esattamente quelli che ha indicato lui: il programma e l’individuazione di “un metodo in base al quale si sciolgono le controversie”. Preciso, puntuale, concreto, onesto. Uno con il quale puoi scoprire di avere qualcosa in comune che è più importante di ciò che te ne fa avvertire la lontananza dalla tua visione riformista: il rispetto per la politica, l’attaccamento a ciò che fa di quest’ultima la più nobile delle attività umane. Con lui si può ragionare. Un altro pianeta rispetto ai personaggi di cui si diceva un paio di post fa.



 


 

Categorie:interni
  1. avy
    26 novembre, 2004 alle 16:43

    caro windrose, sono così d’accordo con bertinotti che mi viene da fare lo stesso discorso anche sulla fantomatica questione delle radici dell’unione europea. l’identità della uè la capirò dai frutti, non da quello che tiene o poteva tenere sotto terra (o fra le decine di pagine di una convenzione illeggibile).

  2. 26 novembre, 2004 alle 18:41

    Beh, caro Avy, così su due piedi l’accostamento è un po’ spiazzante, ma pensandoci bene potrei benissimo essere d’accordo con te …

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: