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Archive for 12 aprile, 2005

Ferrara, Amato e Tonini sull’embrione

12 aprile, 2005 Lascia un commento

Dibattito sull’embrione. Mi limito a dare soltanto i links di due cose uscite sul Corriere della Sera tra ieri e  oggi (purtroppo mi manca il tempo per commentare come si conviene, ma domani forse posso rimediare). Il primo link rinvia alla presentazione di un libro del senatore ds (cattolico) Giorgio Tonini: La ricerca e la coscienza. La procreazione assistita fra legge e riforma (il volume sarà in vendita con il quotidiano Il Riformista a partire dal prossimo 18 aprile). Il “presentatore” è nientemeno che Giuliano Amato, che coglie l’occasione per ribadire il suo punto di vista sull’intera materia (si scorrano i titoli della sezione di bioetica di questo blog per eventuali ricerche).
 
Il secondo link porta alla lettera aperta di Giuliano Ferrara a Giuliano Amato e Giorgio Tonini. Un "rilancio" del direttore del Foglio sulle aperture e sulla disponibiltà di Amato e Tonini ad affrontare il tema senza paraocchi. L‘incipit della lettera suona così:

Caro direttore, Giuliano Amato e Giorgio Tonini sono due persone serie. Uno è laico, ma sensibile alle questioni di coscienza poste dai cattolici e dai laici non laicisti, non dogmatici, cioè da noi. L’altro è cattolico, ma sensibile alle questioni poste alla sua visione delle cose dalla società secolare, dai suoi comportamenti concreti, e dai riflessi che la legislazione intorno a questioni di coscienza e di cultura (e perfino di fede) possono avere sulla condizione delle donne, delle famiglie, della scienza medica. Sono due sconfitti che non mollano la ricerca di un compromesso che appare, forse non è ma appare, fuori tempo massimo. Ci piacciono anche per questo.

Il resto dell’intervento è meno elogiativo, ma ugualmente animato da fair play.

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“A che punto è il contratto con gli italiani”

12 aprile, 2005 Lascia un commento

Quale sarà l’argomento principe della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche? La risposta è, senza esitazioni, l’economia. Ebbene, il saggio di Luca Ricolfi, Dossier Italia, secondo Benedetto Della Vedova che lo ha recensito nelle pagine del Corriere/Economia,
 
rappresenta un utilissimo vademecum, naturalmente non esaustivo, per orientarsi nella lettura di quanto sta accadendo all’economia italiana e “attrezzarsi” per seguire meglio anche il dibattito politico, districandosi tra definizioni e indicatori.
 
Il programma del Governo, così come a suo tempo è stato illustrato da Berlusconi a Porta a Porta, è analizzato nel capitolo “A che punto è il contratto con gli italiani”, che è anche il sottotitolo del libro. Ricolfi tenta addirittura di fornire un calcolo esatto tanto della percentuale di realizzazione del programma medesimo quanto della probabilità che venga completato entro la fine della legislatura.
 

Davvero interessante. La recensione è consultabile presso il sito di Benedetto Della Vedova.

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Sartori e le mosche imbottigliate

12 aprile, 2005 Lascia un commento

Era un po’ che, leggendo gli editoriali di Giovanni Sartori sul Corriere, mi capitava di essere per lo più d’accordo sull’analisi e in disaccordo sulle conclusioni, cioè sulle soluzioni concrete che venivano suggerite a conclusione del discorso, oppure di ammirare ogni singolo passaggio e relativa argomentazione di una dotta disamina, ma di trovare poi assai meno persuasivi il nocciolo duro, la tesi centrale del ragionamento. Stavolta non è così. Mi sembra, infatti, di poter condividere praticamente tutto, dalla prima all’ultima riga. Sto parlando, come si è capito,  dell’editoriale di oggi.  Tanto per rendere l’idea, riporto il primo e l’ultimo paragrafo. Due raccomandazioni, prima: a) non fate caso a qualche espressione un po’ forte—a proposito dell’intelligenza delle mosche (ma che gli avranno fatto mai?)—, l’uomo è fatto così; b)  non perdetevi quello che sta in mezzo.
 
Tempo fa scrivevo un pezzo intitolato «Le Mosche nella Bottiglia» (Corriere, 10 luglio 2004) nel quale dicevo che la nostra classe politica evoca un insieme di mosche che svolazzano sino all’esaurimento all’interno di una bottiglia dalla quale (avendo, appunto, una intelligenza da mosca) non sanno come uscire anche se la bottiglia è stappata. Da allora le nostre mosche (politiche) hanno continuato a svolazzare come prima. E così torno alla carica. Dopo la pesantissima sconfitta alle elezioni regionali del 3-4 aprile, che coronano un crescendo di quattro anni di sconfitte europee e amministrative minori, per il polo berlusconiano è arrivato il momento della verità.
[…]
Così come Berlusconi ritiene di non poter vincere senza Bossi, analogamente Prodi ritiene di non poter vincere senza Bertinotti. E a nessuno dei due viene in mente, a quanto pare, che questo imbottigliamento è tutto e soltanto prodotto dal sistema elettorale — dal Mattarellum—e che verrebbe meno adottando, per esempio, la proporzionale di tipo tedesco. Così dicendo scopro l’uovo di Colombo. Il guaio è che questa è una scoperta troppo semplice, troppo ovvia, per delle mosche che si sono abituate a ronzare a vuoto in una bottiglia.
 
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