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A proposito della linea Ratzinger-Habermas

17 aprile, 2005 4 commenti

La riflessione di Benedetto Della Vedova che si legge nell’inserto allegato all’ultimo numero di Panorama e intitolato "Liberalismo, Cristianesimo e laicità", oltre che nel blog dell’autore, contiene spunti estremamente interessanti. E che molto hanno a che fare con il dibattito sul conclave che inizia domani. Si tratta, a mio avviso, di una garbata ma chiarissima presa di distanza dalla linea Ratzinger-Habermas di cui ho reso conto in un precedente post (nel quale, sia pur en passant, esprimevo analoghe perplessità). E’ un lungo articolo e il ragionamento è abbastanza complesso. Ne cito alcuni passaggi dai quali si evincono alcuni concetti-chiave sul tema attualissimo e controverso della possibile «alleanza» tra Occidente e Chiesa cattolica. Una «possibilità», tuttavia, che anche a livello puramente politico, secondo Della Vedova (che è cattolico e liberale), è tutta da dimostrare, o quanto meno da precisare nei contenuti e nei metodi. Tenendo presente che il dialogo con la Chiesa in materia di rapporti tra ciò che chiamiamo Occidente e ciò che non rientra in questa definizione è sicuramente di  importanza capitale, “ma non può prescindere dal fatto che, innanzitutto, per la Chiesa la distinzione è, e sarà, tra ciò che – o chi – è cattolico e ciò che – o chi – non lo è”. Precisazione assolutamente opportuna e chiarificatrice. Vediamo:
 
L’“alleanza” tra Occidente e Chiesa cattolica è auspicabile, è possibile, è nelle cose, oppure no? Siamo di fronte ad una convergenza reale o apparente?
Mentre a molti sembra di intravedere una naturale convergenza tra Chiesa e democrazie liberali nella opposizione al fanatismo islamico, quindi sul fronte della “guerra al terrorismo” (come guerra al fondamentalismo terrorista, alle sue organizzazioni e agli uomini che le guidano; perciò non un concetto astratto), a me non sembra che le cose stiano proprio così. Almeno sul piano politico.
Negare che il Cristianesimo sia una parte costituente non solo della tradizione, ma dell’identità occidentale non ha senso; così come, però, non lo avrebbe non tenere conto che la nostra “modernità” nasce e si sviluppa nel rapporto dialettico e polemico con la Chiesa, la quale ne viene a sua volta contaminata. Se il liberalismo ha – come ha – debiti incommensurabili nei confronti del Cristianesimo, il Cristianesimo e il cattolicesimo hanno debiti nei confronti del mondo, del pensiero e perfino della politica liberale.
[…] 
Chiesa e Occidente possono essere alleati contro la sfida fondamentalista nella misura in cui convergono nella richiesta di libertà e democrazia per tutti – come lo sono stati per molti aspetti nella lotta al comunismo.

[…]
Io credo che un aiuto la Chiesa di Giovanni Paolo II lo offra, nella crisi attuale, con la sua capacità di dialogo e di apertura verso le altre fedi, Islam compreso. E credo, se posso esprimere un concetto scontato, che quella è la via saggia della ricerca di compatibilità e di comprensione, tra le religioni e tra le culture.
Infine, un punto essenziale:
 
Il legislatore liberale sa di non scegliere mai tra “il Bene e il Male”, tra la Verità e la non-Verità, ma tra ciò che è libertà e ciò che non lo è (ed è la Chiesa ad insegnare, ormai, che la libertà della verità coincide anche con la possibilità del peccato, del rifiuto di dio e della verità!). Il legislatore liberale sa di dovere estendere e consolidare un sistema di uguali diritti, e non già di forgiare o “inventare” una società di uguali o comuni convinzioni morali.
 
Chiarito meglio dalla seguente considerazione, che condivido nella sostanza (come praticamente tutto il resto):
 
La Chiesa può e deve essere un alleato per una politica di libertà. Rimangono avversari coloro che propongono Leggi che si conformino alla sua dottrina qualora esse proibiscano, limitino e mortifichino la libertà individuale. Mi sembrerebbe alla fine tutt’altro che liberale tentare di “blandire” la Chiesa offrendole ope legis una sorta di monopolio morale in Italia o in Europa, perché non si ha la forza di lottare, con la Chiesa e per la Chiesa, per la libertà dei milioni di cattolici discriminati, in tutto il mondo, magari proprio dagli alleati “occasionali” dell’Occidente. [Leggi il resto]

 
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Categorie:culture autoctone