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Archive for 18 aprile, 2005

Chi scende (forse) e chi sale (senza ombra di dubbio)

18 aprile, 2005 Lascia un commento

«Non so come finirà, ma so che è finita». La cosa migliore del ragionamento di Giuliano Ferrara sulla crisi del berlusconismo (Il Foglio di oggi, si può leggere qui) è il titolo. Parola di
Wittgenstein. In effetti m pare che abbia ragione. Sotto il titolo, comunque, c’è anche questo: 
Sviluppano così i nostri eroi [indovinate un po’ chi sono …] il complesso dello Scorpione, sono decisi a morderlo anche tra le rapide, quando gli stanno sulle spalle e il suo annegamento sarà anche il loro: tutto, piuttosto che tornare a giocare con lui secondo la vecchia regola, una regola per i tempi d’oro, non per i tempi cupi. Eppoi, chissà, una zattera di salvataggio forse per loro ci sarà, l’immaginazione può tutto, quando l’Ego è in tormenta.  
Sarà anche bello, ma dite la verità: non fa un po’ impressione? Ad ogni buon conto, oggi concordo con Wittgenstein anche su un’altra cosa: i complimenti a Massimo Cacciari, sindaco di Venezia.

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Categorie:interni

Ratzinger: ecco la misura del vero umanesimo

18 aprile, 2005 Lascia un commento

Dall’omelia del cardinale Ratzinger alla Santa Messa “PRO ELIGENDO ROMANO PONTEFICE”. Il testo integrale (in formato PDF) è
qui.
 
Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero… La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde – gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.
Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità.
Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede – solo la fede – che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell’esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come “un cembalo che tintinna” (1 Cor 13, 1).
 
Categorie:culture autoctone