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Hai visto mai?


Erano molti di più di quanto ci si potesse aspettare da un Paese solitamente diviso su tutto. C’era anche una parte importante della sinistra. C’erano politici di sinistra, come Amato, D’Alema, Fassino, Veltroni e tanti altri. C’erano sindacalisti, artisti, giornalisti di sinistra. Ad una manifestazione organizzata nientemeno che dal Foglio.
 
Giuliano Ferrara è giustamente felice:
 
«C’è molta sinistra, è vero. Ne sono felice. La sinistra è uno dei due pilastri della vita civile e democratica, accanto alla destra, che pure è rappresentata. Qui c’è gente diversa, meticcia. Di che rifare il titolo dell’altro giorno: molti, diversi, opposti, uniti».
 
Doppiamente felice:
 
«Tutti quelli che mi hanno telefonato dall’estero per ringraziare e aderire erano sbalorditi. Francesi e americani, Wiesel, Cohn-Bendit, Podhoretz, mi hanno detto di essere stupefatti di fronte a un’iniziativa che considerano unica al mondo. Per la prima volta in Occidente non si manifesta contro un Paese imperialista, sionista, "cattivo", "di destra", ma in sua difesa. Non si bruciano le bandiere con la stella di David ma si sventolano. Non si difendono a oltranza le ragioni di un Paese del terzo mondo ma si contestano le minacce del suo presidente: l’Iran non può pensare di cancellare Israele, e neppure di minacciarlo».
 

Sacrosantamente felice. Come felice, e orgoglioso di sé, può essere questo Paese, solitamente diviso. Su tutto. Ma da ieri sera qualcosa è cambiato. Giuliano ha fatto il miracolo. E non soltanto loro, i Wiesel, i Cohn-Bendit e i Podhoretz, sono stupefatti per un’iniziativa “unica al mondo.” Lo siamo tutti quanti noi. Le bandiere con la stella di David hanno sventolato non soltanto per Israele. Hanno sventolato anche per l’Italia. Hanno detto grazie a un grande Paese che non sapeva di esserlo. Che lo è stato per un giorno. E che potrebbe perfino continuare ad esserlo anche i giorni successivi. Hai visto mai?

Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Il Giornale, Corriere della Sera, Corriere della Sera (appello di Magdi Allam).

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Categorie:esteri
  1. 4 novembre, 2005 alle 21:33

    Già, hai viosto mai?….Sereno w-e, Rob. Alain

  2. 4 novembre, 2005 alle 22:44

    Anche a te, Alain. Ciao

  3. 4 novembre, 2005 alle 23:16

    Una bellissima ventata di novità. nessuna bandiera bruciata.Solo idee molto chiare. La piazza non sarà mai lo strumento utilizzato dai liberali… non è nel loro dna. Ma questa giornata rimane una pagina bellissima della loro storia.

    Ciao!

  4. 5 novembre, 2005 alle 0:13

    Mi farebbe piacere pensarla come te, WRH, ma alcuni esponenti della sinistra incrociati in piazza non mi sembravano per niente a proprio agio.
    Per oggi comunque, voglio sforzarmi e indossare la mia migliore maschera di “suspension of disbelief” 😉

    a.man.

  5. 5 novembre, 2005 alle 0:38

    L’ottimismo della volontà aiuta, caro Andrea. Tutti, nessuno escluso … 😉

  6. anonimo
    5 novembre, 2005 alle 7:28

    GRANDE GIULIANOOOO!!!! 🙂
    elena

  7. anonimo
    5 novembre, 2005 alle 10:21
  8. 5 novembre, 2005 alle 21:20

    ci si commuove di fronte alla manifestazione ma la testa dice che la tua conclusione e’ troppo ottimistica…
    a meno che TocqueVille non sia solo la testa di ponte, la punta di un iceberg che sta solo aspettando di emergere… con destri e sinistri, conservatori e liberali che si ritrovano a chiaccherare sulla stessa piazza e condividono alcuni valori…

  9. 5 novembre, 2005 alle 21:42

    Certo, il mio è un “volo” ottimistico, ma senza ottimismo non si va da nessuna parte. Gli spiriti ombrosi non producono nulla quando si trovano a prevalere. E oggi prevalgono, purtroppo.

    La testa di ponte di cui parli è il senso della realtà, o il buon senso, o quel minimo di equilibrio che permette di cogliere la sostanza delle cose dietro spessi muri di ideologia, incomprensione, faziosità.

    TocqueVille può sicuramente svolgere un ruolo importante nella blogosfera grazie al fatto che è quanto di più “trasversale” vi sia in circolazione: differenti punti di vista che convergono su alcuni punti fermi. E’ un buon esempio. Magari fosse imitato.

    Oggi il problema è far crollare quelle divisioni che non derivano da differenze sostanziali, ma da altro. Messi alle strette, molti, collocati a sinistra, hanno dovuto riconoiscere che stare a casa giovedì sera era come prendere a schiaffi la propria coscienza di uomini e di cittadini. Di fronte al pazzo di turno le divisioni non hanno retto.

    A Giuliano Ferrara va il merito di avere colto l’attimo fuggente. Forse la testa di ponte è proprio lui.

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