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Intoccabili?


Ehi, ma ci sono bloggers, o pseudo-tali, intoccabili nell’italica blogosfera? Intoccabili, voglio dire, nel senso che se ti azzardi a criticarli devi aspettarti vendette-tremende-vendette. Ma no, via, non diciamo scemenze, ma vi pare?

Il fatto è che questo blog, da quando è nato, non ha mai posto limitazioni a chi volesse commentare, ma da ieri sera si è resa opportuna una misura restrittiva molto antipatica (l’obbligo di registrarsi su Splinder).

Il fatto è che, fino a ieri sera, questa misura non era mai stata presa neppure in considerazione, visto che nessun tipo di abuso si era mai verificato—nel senso che critiche anche feroci vi erano state, ma sempre civili, argomentate, cioè stimolanti, mai inutili, mai stupide, volgari, e via dicendo, e quindi sempre benvenute. A nessuno era mai venuto in mente, prima di ieri, di inviare un commento che altro non era se non lungo elenco di links, diciamo, sull’osceno. Che ho dovuto cancellare.

Ora, il punto è che se io stessi sempre sul pc e sul blog non ci sarebbero problemi, cancellerei e basta. Ma siccome mi capita spesso di essere off-line per mezze giornate o giornate intere, devo dire che mi seccherebbero non poco certe intrusioni. Quindi ecco l’odiosa decisione.

Sia chiaro: non accuso nessuno—se non il genio dell’informatica che ha confezionato e piazzato il micidiale ordigno di cui sopra—e mi guardo bene anche dal formulare sospetti verso chicchessia. Gli intoccabili non esistono. Punto. I presunti tali, a dirla tutta, potete contestarli in qualsiasi modo (civile, non occorre neanche dirlo) che loro non si scompongono, e ci mancherebbe: mica sono dei minus habentes qualsiasi che perdono la faccia (che non hanno) per un nonnulla come le critiche di un blogger che se fa una media di cento-centocinquanta contatti al giorno è già tanto! Al massimo si arrabbia qualche scudiero o giù di lì, e magari, contro gli interessi del boss, ecco qualche incursione, una ragazzata oggi una domani, niente di più. Nessun problema.

Ci vuol pazienza, ma chi ha fatto politica attiva, qualche volta nella vita, sa che cos’è l’inferno degli spiriti liberi nella quotidiana lotta per il bene della res publica, sa che il salario di una modesta ma dignitosa testimonianza di fede nella libera espressione del proprio consenso e dissenso, senza sconti per nessuno e senza svendite di fine stagione, non è tanto o soprattutto l’ira del potente signore di turno quanto le speciali attenzioni, appunto, del personale di rincalzo. Insomma, routine.
 
Dimenticavo: chi volesse intravedere una qualche relazione tra le considerazioni di cui sopra e questo post non darà un dispiacere allo scrivente, né incorrerà in alcuna censura morale da parte del medesimo, che oltretutto si guarda bene dall’allontanare preventivamente sospetti e illazioni.

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Categorie:imperfezionisti
  1. 27 novembre, 2005 alle 14:55

    Sacndaloso…
    e curioso il fatto che questi attacchi provengano sempre dai presunti difensori della libertà verso i presunti intolleranti (che sarmmo noi 😦 )

    Ciao!

  2. 27 novembre, 2005 alle 15:20

    E’ ovvio, robinik che io non posso avere certezze, ma è mai possibile non aver mai avuto problemi (di questo tipo, almeno) e averceli solo poche ore dopo aver criticato il tal dei tali? Le coincidenze possono essere causali, ma c’è un limite a tutto. Comunque, niente di grave. Mi spiace solo di aver dovuto 1) cancellare un commento e 2) aver ristretto la possibilità di commentare sul blog. Sono soluzioni che non avrei mai voluto dover prendere. Ciao

  3. 27 novembre, 2005 alle 17:45

    sono soluzioni che si rendono indispensabili quando accadono certe cose e quando alcune persone non conosco il limite della decenza (e a questo punto,del ridicolo).

    Detto questo,solidarietà!

    Ciao

  4. 27 novembre, 2005 alle 19:15

    Come a molti, tempo fa, è capitato anche a me di ricevere alcuni commenti incivili…

    Esprimo la mia solidarietà.

    Saluti
    Luca

  5. 27 novembre, 2005 alle 19:25

    Grazie a entrambi, ma davvero è una cosa piccola piccola, forse non valeva nemmeno la pena di parlarne. Ma tant’è. Grazie ancora, comunque.

  6. 28 novembre, 2005 alle 11:15

    io sono ammesso? 🙂 io non accetto commenti anonimi. Ma accetto chi si inventa un nick, in genere è una cosa che mi suscita svariate risate. E quando vedo insulti pseudo-anonimi(Beppe Grillo l’ho fatto a pezzi proprio 3 giorni fa, se non sbaglio) reagisco ridendo e mi chiedo: ma cosa faranno questi dopo aver lasciato degli insulti anonimi? Esultano come Montella, facendo l’aeroplanino per tutta la stanza?

    Mah…

    un saluto.

  7. 28 novembre, 2005 alle 14:44

    Sei il benvenuto, watergate2000, ci mancherebbe, basta non rompere …
    😉

    Dunque, una cosa innanzitutto: io credo che anche i commenti anonimi siano meritevoli di attenzione. E’ una modalità comunicativa che non mi appartiene, ma la rispetto. Il problema è che se sto due giorni off-line mi secca che qualcuno utilizzi lo spazio dei commenti in modo improprio senza che io possa intervenire. D’accordo, uno può farsi due risate, ma a me la stupidità non fa ridere, mi intristisce, mi deprime. Perché la devo sopportare anche nel mio blog, oltre che … altrove? Se posso la evito.

    Comunque ora avrei risolto grazie ad HaloScan: aperto a tutti ma moderato, mentre mantengo i commenti splinderiani: non moderati ma dietro registrazione. Cervellotico, ma adeguato alla situazione.

    Un’altra cosa, per rispondere meglio anche a Rolli (sull’altro “canale” dei commenti): il fatto è che da due anni in qua (cioè da quando è nato il blog) non mi era mai successo di ricevere commenti del tipo incriminato. Ero abituato troppo bene, evidentemente. Un anno fa qualcuno mi ha costretto a riformattare il pc, ma questo è un altro discorso. Sono anche del parere che certi episodi non rappresentino nulla di particolarmente “serio”, essendo con ogni probabilità il frutto di iniziative individuali senza né capo né coda. Chi vuole boicottare sul serio sceglie altre vie. Sicuramente. Ma io se posso cerco di evitare che il blog diventi una specie di spazzatura: io non ne metto in giro ed evito che altri lo facciano proprio qui. La sfida sia leale: argomentazioni, non volgarità, idee non grugniti. Perché “Fatti non foste a viver come bruti …” ecc., ecc.
    Dopodiché vinca il migliore. Se qualcuno ha argomento migliori mi ritiro in buon ordine. Ma venderò cara la pelle …;-)

    Ciao

    Last but not least, io sono il primo a minimizzare. Il post aveva lo scopo di spiegare perché avevo messo un limite.

  8. 28 novembre, 2005 alle 17:05

    Mi spiace essere uscito dai links, ma ho letto la “policy” e la condivido.
    Ciao

  9. 28 novembre, 2005 alle 17:27

    Perché significhi qualcosa un blogroll non deve essere sterminato. In aggiunta, visto che anche tu hai fatto una scelta in tal senso, non mi sono fatto troppi scrupoli (la reciprocità non è la regola, ma neppure una deprecabile eccezione). Infatti hai capito perfettamente. Comunque ci sei nella pagina degli “altri links”. Ciao (sei sempre un ospite graditissimo).

  10. 6 dicembre, 2005 alle 19:21

    Riguardo ai miei links, voglio comunque sottolineare che nella lista attuale ho mantenuto in prevalenza i/le bloggers che conoscevo da più tempo e che per i “tagli”, non ho usato un criterio “qualitativo” nè di simpatia/antipatia, altrimenti non li avrei neppure linkati prima. Solo che a forza di scoprire dei veri talenti tra i blog e/o di ricambiare il link, ero arrivato a più di 150 links! Francamente un pò troppo per me e come dici giustamente tu, un blogroll non deve essere sterminato.

    Ti ringrazio per avermi mantenuto in una lista-pugatorio-limbo- sperando che non sia solo un contentino.
    Ciao
    Luca

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