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'Professionisti dell'antimafia'

«C’è l’ucciso, c’è la sorella dell’ucciso, avremo quindi i nipoti dell’ucciso, il cugino dell’ucciso e anche il coinquilino dell’ucciso. Proprio come Sciascia ha sempre detto.»
[Corriere della Sera di oggi]

Così Francesco Cossiga alla presentazione del libro di Giulia Bongiorno Nient’altro che la verità. [AdnKronos]

Categorie:interni
  1. 6 dicembre, 2005 alle 14:04

    Ho appena cancellato un commento gratuitamente offensivo nei confronti dell’ex presidente della Repubblica. Mi spiace ma devo rinviare alla policy adottata da questo blog in materia di commenti.

  2. 6 dicembre, 2005 alle 19:14

    Ciascuno nel proprio blog, come anche in casa propria, adotta la gestione che vuole e tu GIUSTAMENTE opti per una politica della “pulizia”. Hai cancellato il commento e del resto lo avevo preventivato. Hai fatto bene, anche il commentatore deve tenere conto dei blog che si accinge a commentare, visto che non sono tutti uguali e in considerazione delle “”regole”” vigenti.

    Con riferimento alla Borsellino, il discorso sarebbe troppo lungo ed inoltre certe cose le può capire meglio chi abita in Sicilia. In ogni caso in questi tredici anni è stata molto impegnata ed incarna una speranza di cambiamento reale, che parta dal basso. Se il candidato del centrodx sarà Cuffaro, non la voterò certo per il cognome che porta…

    Quanto a Cossiga, non so cosa pensasse di lui Sciascia e come potrebbe rispondere sentondosi chiamare in causa proprio da lui. Non sono sicuro però che avrebbe parole di stima.

  3. 7 dicembre, 2005 alle 0:34

    Sono lieto che tu abbia colto perfettamente il senso dell’intervento “censorio”.

    Ovviamente rispetto il tuo parere, ancorché io non riesca tuttora a intravedere nemmeno l’ombra di un’argomentazione contro Cossiga–e dunque non sono messo in condizione di capire perché, cioè in forza di quali misfatti, il tuo giudizio sia così duro. Se si ragiona così non è possibile alcuna vera discussione.

    Certo, posso ben credere che quando si esprimono valutazioni su uomini politici qualsiasi opinione possa avere un qualche fondamento, ma il problema è che se uno non prova nemmeno ad argomentare ciò che afferma, chi legge o ascolta non può neppure lontanamente sperare di riuscire a capire da dove traggano valore e significato quelle stesse affermazioni. Insomma, ognuno resta del suo parere e al diavolo il confronto.

    Però mi rendo anche conto che motivare adeguatamente una profonda disistima richiede tempo e una certa fatica. Ma allora, magari, uno evita di andarci giù pesante e si limita a qualche accenno. Un po’ come hai fatto tu. Magari anche con un po’ di ironia, che, come il tuo “immenso” conterraneo insegna, è in grado di spalancare orizzonti impensabili alla luce della semplice razionalità. Hai capito perfettamente a chi mi riferisco: Pirandello, naturalmente. Ma potrei citare, tra gli italiani, anche Alessandro Manzoni. Li adoro entrambi, come puoi a questo punto immaginare.

    Ti ho scritto queste cose, credimi, in spirito di amicizia. Perché io credo nel dialogo, quello praticato da Socrate, credo nella maieutica. Tutti possiamo sbagliare, anzi, tutti prendiamo tremende cantonate, ma dialogando senza riserve mentali siamo messi in condizione di capire dove e come abbiamo sbagliato, e in che modo possiamo emendarci. Io, per quel che mi riguarda, mi metto in cima alla lista degli “erranti”, e chi mi conosce sa che non lo dico tantoi per dire, lo penso veramente.

    Stammi bene.

    P.S.: Il mio giudizio su Cossiga, evidentemente, è diversissimo dal tuo. Lo puoi appurare con una ricerca nel blog (utilizzando il motore di ricerca interno al blog), che porta ad una quantità di post nei quali ho parlato (bene) del presidente emerito (e spiegando, spero, perché).

  4. 8 dicembre, 2005 alle 10:01

    Se tu sei sei il primo degli erranti, io sono il secondo:-)
    Lo so che stimi Cossiga, ho anche dato un’occhiata ai tuoi siti ed al tuo profilo, proprio per questo sarebbe stato molto più “conveniente” per me un silenzio ruffiano al riguardo. Ho preferito invece esprimere il mio “dissenso” (si fa per dire) sul personaggio. Apprezzo molto il tuo modo di esprimerti (del resto, visto ciò di cui ti occupi, non potrebbe essere altrimenti)e trovo che tu abbia ragione sulla politica del dialogo, ma ho imparato (a mie spese) che i blog non sono del tutto adatti per un confronto completo, provocando spesso solo fatica e sterili discussioni.Insomma, in certi casi, una chiacchierata de visu resta ancora la cosa migliore.
    Saluti
    Luca

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