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Destini paralleli


Camillo segnala due “cose radicali” che mi sembrano piuttosto interessanti. La prima è un “eccezionale sondaggio condotto da Luigi Crespi su Daniele Capezzone,” da cui risulta quanto il giovane ma molto promettente discepolo di Marco Pannella sia ben considerato dall’opinione pubblica. Pur senza essere un fan di Capezzone, la cosa mi fa piacere. Mi spiace, però, che lo consideri «antipatico» il 42,4% degli intervistati, e soprattutto che, almeno secondo Camillo, gli antipatizzanti potrebbero essere “quasi tutti radicali.” Tuttavia, mi permetterei di esprimere qualche dubbio in proposito: mi risulta che ci siano parecchi antipatizzanti anche tra i non radicali—con una netta prevalenza di coloro i quali il Nostro è solito definire sprezzantemente “clericali.” Ma non insisto: se Camillo ha quella impressione avrà sicuramente dei riscontri (e Camillo è, senza ombra di dubbio, un uomo d’onore …).
 
La seconda segnalazione riguarda il blog di Marco Taradash, che mi appresto a linkare senza indugi. Anche qui, però, mi permetto di avanzare un piccolo dubbio: chissà se Camillo ha letto, nel blog in questione, quel post del 20 novembre scorso che contiene le interessantissime osservazioni che copio/incollo qui di seguito?
 
La politica italiana sembra in questi giorni monopolizzata da uno scontro tra “guelfi” e “ghibellini”. Uno scontro artificialmente alimentato proprio da coloro che da questo scontro traggono il massimo di utilità, i neoguelfi e i neoghibellini; con il terzo, la Chiesa Cattolica italiana, che, assistendo alle gesta dei due litiganti, “gode” di un’attenzione mai ricevuta negli ultimi decenni. In questo scontro tra clericali ed anticlericali non ci riconosciamo e ad esso non partecipiamo perché vediamo forte il rischio che in ogni caso ad avere la peggio siano proprio i cittadini italiani, che non dovrebbero essere trattati da sudditi né della Chiesa né dello Stato.

Noi siamo “laici”. I temi, più noti, della libertà individuale di fronte al condizionamento delle maggioranze e quelli, ancora in buona misura incogniti, della biopolitica, ci preoccupano, ci occupano e ci appassionano: ma proprio per questo riteniamo debbano essere affrontati con animo scevro dal pregiudizio anticlericale.

 
Noi Riformatori Liberali difendiamo e difenderemo la legge 194, non perché è una Legge “a favore” dell’aborto, ma perché ha regolamentato l’interruzione di gravidanza sconfiggendo la piaga dell’aborto clandestino; proprio nel quadro di un’applicazione letterale della 194 siamo favorevoli all’introduzione generalizzata della RU486, in modo da consentire ai medici a alle donne l’utilizzo della tecnica più appropriata senza incomprensibili divieti del ricorso all’aborto farmacologico.

Consideriamo il via libera al cosiddetto “divorzio breve” nient’altro che una attualizzazione della legislazione introdotta oltre trent’anni fa. Siamo e saremo a favore del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, in primo luogo di quelle omosessuali per le quali oggi non vi è alcuna possibilità di essere riconosciute come tali. Riteniamo urgente aprire la discussione parlamentare in vista di una disciplina dell’eutanasia e del “testamento biologico” che, attraverso garanzie e vincoli, metta fine alla pratica dell’eutanasia clandestina denunciata dall’ex Ministro Veronesi.

 
Non riteniamo, però, che questi provvedimenti implichino una battaglia a tutto campo “contro” la Chiesa, in cui si riconoscono milioni di italiani di ogni orientamento politico, ivi compresi milioni di cattolici liberali che guardano al centrodestra (e che spesso compiono scelte diverse da quelle indicate dal magistero). La Chiesa opera oggi come una grande agenzia del consenso; una lobby potente, certo, ma che gioca le sue carte in modo aperto e in un dibattito pubblico.
[Il corsivo è mio]
 
Categorie:honourable men, interni
  1. 18 dicembre, 2005 alle 20:26

    Vado a linkare Taradash…subito!

  2. 18 dicembre, 2005 alle 21:27

    Mi sembra un’ottima idea!

  3. 19 dicembre, 2005 alle 16:59

    Li gradirai anche così anticipati, sennò mi dimentico. Auguri fraterni.
    ernie

  4. 19 dicembre, 2005 alle 17:27

    Grazie, Ernie, fraternamente contraccambio.

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