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'Rule Britannia'


L’accordo sul bilancio dell’Ue e il compromesso della Wto non saranno, rispettivamente, “la panacea dei mali europei” e “garanzia di un successo del ciclo di Doha,” ma di più non si poteva fare, e il merito è di due Brits: Tony Blair e “il blairiano” Peter Mandelson. Lo scrive Il Foglio in un editoriale così elogiativo che neppure in Gran Bretagna, a naso, è stato ancora scritto.
 
Il Primo ministro britannico—argomenta l’editorialista—è colui che
 
ha saputo trovare l’equazione di un budget immiserito dai veti, ha fatto concessioni inimmaginabili sul “rebate”, che oltremanica è più sacro del Graal.
 
E inoltre
 
ha posto per primo il Regno Unito al centro della politica europea, uscendo dallo splendido isolamento, per giocare il ruolo riformatore. La sua presidenza ha aperto le porte alla Turchia, ha imposto un minimo di euroantiterrorismo e ha chiuso dossier controversi.
 
Mentre a Hong Kong Peter Mandelson, commissario al Commercio,
 
ha saputo rispondere al neoprotezionismo sui servizi di Brasile, India e Cina, e forzare la mano ai francesi sull’agricoltura, garantendo a Doha la sopravvivenza.
 
La conclusione è in linea con il resto: quando si riparlerà di dare un presidente all’Ue—resuscitando quella parte del defunto Trattato in cui si faceva riferimento all’istituzione di questa carica—ci si dovrà ricordare che “per leadership, coraggio, strategia, tattica e furbizia, c’è un unico candidato. Tony Blair.”
 
Un bell’elenco, non c’è che dire, e soprattutto una bella combinazione di pregi. Se pensiamo all’Italia, le personalità di maggior prestigio e “caratura” politica che mi vengono in mente dispongono magari di tre o quattro delle cinque virtù del vero leader e del grande statista individuate dal Foglio, non di tutte. Ad esempio, se parliamo di X  riusciamo a intravedere coraggio, strategia, tattica e furbizia, ma non leadership, e se parliamo di Y scorgiamo magari la leadership che manca ad X ed anche, che so io, una buona dose di astuzia unita a un certo talento tattico, ma quanto al resto, chiari di luna. Chissà se avete indovinato a chi sto pensando in questo momento …

Ma l’invidia, si sa, è un stato mentale e psichico da evitare, quindi meglio non procedere oltre negli indovinelli che hanno il potere di suggerire subdolamente indebiti paragoni. Dunque, lasciamo che the Brits, come da titolo dell’editoriale, intonino pure un bel Rule Britannia, e quanto a noi non lamentiamoci neanche troppo: pagherebbero quelli là per avere nel proprio repertorio le sia pur malinconiche melodie verdiane del Nabucco (“Va, pensiero, sull’ali dorate,” ecc., ecc.) …

 
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Categorie:esteri
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