Home > culture autoctone > Atei devoti (insospettabili)

Atei devoti (insospettabili)


Sandro Magister riprende un articolo di Giuseppe Scaraffia, apparso sul Foglio di qualche giorno fa, da cui risulta che il tanto vituperato appello di Benedetto XVI a vivere "come se Dio ci fosse" anche quando non si è credenti ha un precedente “insospettabile” nel famoso illuminista Denis Diderot. E riporta, tra l’altro, citazioni come questa, tratta dai Pensieri sull’interpretazione della natura (del 1753):
 
Ho cominciato con la natura, che hanno chiamato la tua opera, e finirò con te, il cui nome sulla terra è Dio. O Dio, so che non ci sei, ma penserò come se ti vedessi nel mio cuore e agirò come se fossi davanti a te.
 
Che dire? Beh, so che non è molto elegante, ma non posso trattenermi: «Cari Capezzoni di tutto il mondo, beccatevi questa

Annunci
Categorie:culture autoctone
  1. 6 gennaio, 2006 alle 19:37

    Be’, non mi sembra che l’acquisizione forzata avvalori le tesi di certi atei devoti de noartri, visto che Diderot non ha avuto esattamente un’esistenza di principi rigidamente cristiani, no? Infedele e disordinatissimo nell’esistenza, senza senso della famiglia, contro i dogmi e contro gli ordini; quindi dove era questo vivere come se Dio esistesse? Non rubava e non uccideva la gente per strada, e magari faceva pure l’elemosina ma certo non si è gestito come ratzinger avrebbe voluto. Anche i capezzone non lo fanno, e magari a differenza di tanti atei devoti sono fedeli e fanno figli.
    Non mi pare che Ratzinger intendesse quello, giusto? E non mi sembra che Diderot fattivamente abbia aderito all’appello “toto corde”, semplicemente tendeva a vivere con certi principi universali. Come i Capezzone.
    Questo è quanto ricordo e spero di non ricordare male. ciao. Rolli

  2. 6 gennaio, 2006 alle 23:52

    In effetti, Rolli, la vita di Diderot non fu esattamente il massimo sotto il profilo della morale cristiana. Tuttavia la citazione esprime un desiderio, un auspicio, è la teorizzazione di un ideale di vita, non la rivendicazione di una personale “perfezione.”

    Ora, per l’appunto, ciò che interessa è la formulazione di un ideale di vita, non la maggiore o minore fedeltà al medesimo.

    Non ho dubbi, per altro, che un Daniele Capezzone “predichi male e razzoli bene,” se posso esprimermi così, per comodità. La cosa mi fa piacere per lui. Ma ciò non mi vieta di contestare le sue idee, così come la corruzione della Chiesa in epoche lontane o vicine non mi induce a dubitare della bontà della “dottrina,” semmai mi serve a non farmi illusioni su chi “predica bene ma razzola male,” per restare in tema.

    Da questo punto di vista posso dirti che, pur essendo un credente (cattolico, anche se l’uso pubblico del termine non mi è mai stato congeniale), meno frequento gli ambienti ecclesiastici o “clericali” e meglio è. Forse sono un inconsapevole protestante, almeno sotto il profilo comportamentale: non sopporto quelli che le combinano e poi si scaricano la coscienza in confessionale, per poi ricascarci regolarmente, tanto c’è chi ti può assolvere anche se sei un bricconcello matricolato … Non so se rendo l’idea.
    Ciao

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: