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Al Zarqawi: un mito?


Un’amica di Roma mi ha segnalato con un certo disappunto il contenuto di un volantino che annuncia la presentazione del libro di Loretta Napoleoni Al Zarqawi, edito da Marco Tropea. L’evento in questione si terrà nella capitale giovedì 2 febbraio, presso il negozio la Feltrinelli libri e musica, viale Marconi 190. Ecco cosa c’è scritto nel volantino:
 
Oggi in Iraq agisce una micidiale rete terroristica comandata d Abu Musab Al Zarqawi, luogotenente di Bin Laden. Loretta Napoleoni in Al Zarqawi ricostruisce la vicenda del ricercato n° 2 nel mondo, distilla la realtà dall'immagine ingigantita dai media, svelta la complessità dei conflitti interni al mondo islamico, smontando il teorema di un unico disegno terroristico. E ancora una volta smaschera il tentativo americano di ridisegnare il mondo attraverso la guerra.
 
Bene, queste parole mi hanno subito fatto venire in mente un post di Camillo del 17 gennaio scorso. Questo:
 
Oggi ho partecipato a una trasmissione di Radiorai, Farhenheit, con l’autrice di un libro sul "proletario" Al Zarqawi, anzi sul "mito" Al Zarqawi. L’autrice, Loretta Napoleoni, sostiene che Al Zarqawi sia una creatura mediatica della macchina bellica e imperialista degli Stati Uniti, un povero proletario che non aveva fatto nulla di male prima che i cattivi americani lo usassero per giustificare le menzogne della sporca guerra. Ho, sommessamente, dissentito.
 
Nel post originale l’ultima parola era un link che porta diritto alla registrazione audio della trasmissione. Penso sia il caso di spendere qualche minuto del proprio tempo per ascoltare come Christian Rocca ha argomentato il suo “sommesso” dissenso. L’autrice del libro è già al corrente, volente o nolente, gli autori del volantino non so. Io, sommessamente, suggerirei loro di non sprecare un’altra occasione …

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Categorie:esteri
  1. 27 gennaio, 2006 alle 10:25

    La cosa che mi turba è il giudizio politico. Che la Napoleoni affermi che Al Zarkawi si sia trasformato in un assassino per colpa dei mezzi di informazione americani mi fa un po’ specie.

  2. 27 gennaio, 2006 alle 11:19

    avevo sentito la registrazine all’epoca, secondo me la napoleoni ha sovrastato con puntiglio rocca.

  3. 27 gennaio, 2006 alle 14:44

    Secondo me non c’è limite alla faccia tosta di certe persone. Quanto alla questione di chi ha “vinto il dibattito,” questa, come si sa, è una faccenda da prendere sempre con le pinze… 😉

  4. 27 gennaio, 2006 alle 23:48

    Comunque è vero che l’impressione era una “vittoria” della Napoleoni. Vittoria mediatica, ovviamente. La tipa è stata molto attenta a non scoprire mai il fianco – consapevole che comunque era l’unica a sapere ciò che avesse scritto -, e quando avrebbe potuto rispondere a Rocca sul giudizio generale della guerra, esponendosi così alle sue fauci, è invece stata relativamente zitta. Dovendo essere una semplice presentazione di libro tutto sommato è giusto che non si trascendesse nella discussione sui massimi sistemi – se qualche informazione in più su Al Qaida il libro lo porta, ben venga – io però come controrelatore ci avrei ben visto anche uno come Introvigne, che ultimamente mi sembra sappia anche entrare nello specifico dell’analisi di personaggi alla Al Zarkawi.

  5. anonimo
    28 gennaio, 2006 alle 13:20

    Aggiungerei che Rocca premette di non aver letto il libro della Napoleoni e questo gli ha “tarpato le ali” 🙂
    Ciao
    Minerva

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