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E mentre Polito avanza …


Liste elettorali uliviste: Rosa Calipari candidata al Senato in Calabria, l’ex pm di Milano Gerardo D’Ambrosio nella testa di lista dei Ds in Lombardia e Antonio Polito, il direttore del Riformista, ha ceduto alle lusinghe di Rutelli e sarà in corsa per il Senato” (sintesi dalle cronache politiche del giorno).
 
Tra quelle elencate, la vera novità è chiaramente la “discesa in campo” di Polito. Spiega il Corriere della Sera:
 
L’esordio domenica sulle nevi di Rocca di Mezzo, alla festa della Margherita, dove il giornalista sarà tra i protagonisti di un dibattito sul partito democratico. E non è un caso, perché i patti, con l’ex sindaco di Roma, sono chiari: Polito farà il gran salto in politica in quota al futuro soggetto unitario.
 
Ma c’è un’altra novità che, a ben vedere, è ancora più clamorosa. Che dire, infatti, del caso-Amato? Qualche tensione sul nome del Dottor Sottile—destinato da altri al Veneto 2, ma interessato più che altro alla Toscana, dove tuttavia le resistenze sono state insormontabili—effettivamente c’è. Anche se Prodi assicura che «va tutto bene, un caso Amato non esiste». In realtà il caso c’è, eccome. E’ Il Foglio il giornale che affronta la questione nella maniera più esplicita. Addirittura con un editoriale, che cerca di scavare un po’, di rivangare e fare qualche collegamento. Stavolta, oltretutto, anche il gossip politico potrebbe meritare la massima attenzione. Ma è chiarissimo che quello del Foglio non è affatto gossip, è piuttosto un onesto tentativo di fare due più due e di ipotizzare seriamente che il risultato potrebbe benissimo essere quattro …
 
Ad esempio:
 
[N]ello scorso autunno i Ds gli avevano chiesto di schierarsi con loro in modo palpabile per trasformare la “trappola del Partito democratico” in un progetto a trazione socialdemocratica. Lui non ha soddisfatto le aspettative […].
 
Quello che l’editoriale non dice è che ad Amato, forse, qualcuno sta presentando il conto di una scelta che non corrisponde affatto allo stereotipo della “riserva della Repubblica” sul quale (un pochino) ha giocato l’editorialista. E allora sommessamente domando: come mai, visto che due più due fa quattro, uno più uno dovrebbe fare tre? Ma questi sono dettagli, pignolerie un po’ scolastiche.  La lettura, in ogni caso, è vivamente consigliata.

 
Categorie:interni
  1. 3 febbraio, 2006 alle 0:24

    Amato sulla Repubblica di oggi ha smentito tutto.

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