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Questa non è una vignetta


Credo che questa foto e questo titolo—che campeggiano sulla prima pagina de Il Tempo di oggi—siano più eloquenti di qualsiasi commento si possa e si debba fare su ciò che è accaduto a don Andrea Santoro in una lontana città turca che si affaccia sul Mar Nero, un posto chiamato Trabzon (o Trebisonda, come un tempo era conosciuta).
 
Don Andrea era un uomo di pace che, come Charles de Foucauld, aveva deciso di vivere in mezzo ai musulmani. E questo per dimostrare che è possibile convivere e dialogare con quella cultura. Allo scopo aveva anche creato l’associazione «Finestra per il Medio Oriente» (che è anche un sito web: www.finestramedioriente.it).
 
Osservare come questa storia sia un bel po’ diversa da una vignetta non è semplicemente un modo tragicamente ironico (cui si può essere indotti dagli eventi e dalle circostanze) di fare sintesi giornalistica. La battuta coglie coglie ben altro, forse addirittura traccia la linea di confine tra la barbarie e la civiltà.
 
Qualsiasi cosa si possa pensare delle famose vignette—di cui personalmente non sono certo un estimatore acritico—la differenza fondamentale tra noi e loro potrebbe essere tutta qui: nell’abissale distanza che corre tra la satira e l’omicidio.
 
In tempi molto recenti, dopo l’assassinio di Theo Van Gogh, l’estremismo islamista è riuscito, forse, a tirar fuori il peggio da un popolo profondamente civile come quello olandese. Oggi, le violenze contro i simboli nazionali e/o le sedi diplomatiche danesi, norvegesi, francesi rischiano seriamente di innescare controreazioni psicologiche (e non solo) molto pericolose, soprattutto per quei milioni di poveri diavoli che dal Vicino e dal Medio Oriente sono venuti in Europa in cerca di benessere e riscatto. Perché la barbarie è contagiosa, come e più della democrazia che i neocons vorrebbero “esportare.” E in aggiunta non richiede “una cultura” o “un’educazione:” è lì pronta, nascosta nelle zone d’ombra della psiche, come Freud ha insegnato.
 
Nella sua inaudita ferocia, l’assassinio di Padre Santoro, freddato in chiesa mentre pregava, è una pietra miliare. Mi domando se il fanatismo e la stupidità di questi criminali non abbiano già oltrepassato il limite dell’autolesionismo. Il difficile, tra non molto, temo che non sarà tanto riuscire a contenere la rabbia islamica, ma quella di pacifiche popolazioni che non hanno rinunciato alla propria identità e ad un orgoglio che comincia ad averne abbastanza di discorsi su ciò che è o non è politically correct.

P.S.: Con qualche giorno di ritardo un grazie a Wittgenstein per aver ripreso il post precedente. Tra l’altro lui, al contrario di me—alle prese con problemi di software, hardware e diavolerie varie annesse e connesse—, ha continuato a seguire gli sviluppi e il dibattito con post molto interessanti, che segnalo a chi li avesse persi e di cui condivido pienamente lo spirito. In particolare, anch’io aderisco alla campagna Buydanish contro il boicottaggio dei prodotti danesi.

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Categorie:esteri
  1. 6 febbraio, 2006 alle 19:05

    sempre belle e interessanti
    le tue pagine:)

    buona serata

    xxx

  2. 8 febbraio, 2006 alle 11:54

    Grazie!

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