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Tocque-Ville: Herakleitos saluta


Nei giorni scorsi, come ho già avuto modo di informare i lettori di WRH, sono stato assorbito dalla necessità oramai improrogabile di aggiornare il sistema grazie al quale posso tenere in piedi la baracca, vale a dire il pc di casa (del notebook, già di suo super-aggiornato, faccio uso soprattutto d’estate in vacanza). Questa circostanza ha fatto sì che di ciò che accadeva nella blogosfera sia arrivata qui solo una pallida eco, anche se, nel frattempo, penso di aver letto quanto basta per non essere tagliato fuori completamente dai dibattiti. Oggi, appunto, vorrei segnalare un avvenimento degno di nota che ho seguito ma di cui non ho potuto rendere conto: l’uscita di un blog “di quelli seri,” Herakleitos, da Tocque-Ville. Entrambi i post dedicati all’argomento T-V sono molto interessanti, oltre che i commenti che ne sono seguiti (a proposito: grazie per le citazioni!).
 
Esprimo a Herakleitos la mia (ovvia) “comprensione” e un convinto apprezzamento, di ordine soprattutto “metodologico,” per le argomentazioni alle quali il neo-fuoriuscito si è affidato. Personalmente, non gioisco né mi rammarico per la scelta di H., semplicemente prendo atto dell’ineluttabilità—se così posso esprimermi, sia pure con una certa amarezza—della scelta medesima.
 
Dico questo pur continuando a pensare che Tocque-Ville sia una realtà importante ed estremamente interessante della blogosfera italica. Ma c’è un dovere di chiarezza e trasparenza al quale credo che nessuno possa sottrarsi, anche se a volte far finta di niente può risultare un atteggiamento estremamente comodo e “rilassante.”

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Categorie:blogosfera
  1. 8 febbraio, 2006 alle 12:34

    Ricevere tanta stima e tanta attenzione da uno dei blog che più leggo, apprezzo, consiglio e imito (senza riuscirci, ça va sans dire) è motivo di orgoglio. Le mie e le tue ragioni tendono a coincidere. Anche nel giudizio postumo su TV: non volerci più abitare non significa affatto che la si consideri una realtà di scarso valore, di scarsa importanza o, addirittura, da censurare con quel cartello “stop Tocque-Ville” che campeggia in certi blog. No, niente di tutto questo. Resto però dell’idea che TV debba riflettere su se stessa, al fine di darsi un’identità più precisa, chiudendo le proprie porte a presenze davvero imbarazzanti.

    Un caro saluto

  2. 8 febbraio, 2006 alle 13:24

    Troppo buono, Herakleitos, comunque grazie per le gentili parole!

    Mi pare che siamo sulla stessa lunghezza d’ombra, e in effetti non è che abbiamo espresso chissà quale ragionamento metafisico: ci siamo affidati al buon senso e ad una certa onestà intellettuale–se posso formulare questo auto-incensamento … 😉

  3. 8 febbraio, 2006 alle 18:43

    Non che abbiate torto, anzi. Resta il fatto però che forse certe battaglie è meglio condurle dall’interno che dall’esterno.

    Saluti.

    Enzo

  4. 8 febbraio, 2006 alle 19:22

    Quella è un’opzione, Enzo, sulla cui efficacia ho qualche dubbio. E poi mi domando davvero se non sia preferibile, sempre e comunque, far parte per se stessi e basta, soprattutto oggi che tutti (o quasi)sembrano afferrati da una voglia di “appartenenza” che finisce, mi pare, per uccidere la libertà di opinione.

    E’ un ragionamento un po’ estremo, lo so, ma uno è già talmente preso dalla necessità di capire qualcosa di questo mondo e di questa epoca che poco ti avanza per domandarti: ma tu da che parte stai? Io potrei anche rispondere: e la realtà medesima da che parte sta? Non sarebbe meglio spostare il baricentro del problema?

    In realtà uno ha una qualche bussola in mano, la sua, e cerca di non tradirla. E che gli altri cerchino di seguire la propria. E quando ti accorgi che il tuo Nord è diverso da quello di chi ti cammina a fianco, che fai? Vai per la tua strada! O no?

    Non ci sono compagni di strada che tengano se ti accorgi che tra “restare” e “andare” c’è la stessa differenza che corre tra il Nord e il Sud, tra l’Est e l’Ovest. La rosa dei venti, su questo, non transige … 😉

  5. 8 febbraio, 2006 alle 23:43

    grazie x il tuo splendido complimento:)

    dolce notte

    xxx

  6. 9 febbraio, 2006 alle 12:23

    Io tendo ad essere un po’ meno filosofico e, pur rispettando la tua scelta e in parte comprendendola, credo che sia un errore identificare il progetto TV come “voglia di appartenenza”. Far parte per se stessi è allettante e qualche volta anche nobile ma quando ci si deve confrontare con moloch ideologici duri a morire (dentro e soprattutto fuori), la massa critica è importante. Dentro TV in questo momento c’è una dialettica feroce tra almeno due “scuole di pensiero” (passami l’espressione) e sarebbe utile che le voci liberali lavorassero insieme per evitare derive di altro genere. Questo era il senso del mio commento. Io non smetto di essere me stesso per il solo fatto di appartenere ad un gruppo eterogeneo. Il problema è che, andandosene, si finisce per danneggiare proprio chi è più vicino al proprio modo di pensare.

    Saluti.

    Enzo

  7. 9 febbraio, 2006 alle 12:35

    Enzo, sottoscrivo ovviamente tutto, ma ‘sti due fuoriusciti 😉 le sanno benissimo ‘ste cose. La realtà è che sono comunisti dentro… :))
    Friedrich

  8. 9 febbraio, 2006 alle 15:51

    Enzo, mi tocca dar ragione a Friedrich–così gli restituisco bene per male e gli assesto uno “schiaffo morale” … 😉
    Voglio dire che in quel che dici c’è molto di vero, ed io ne sono perfettamente consapevole. Difatti non è stato semplice venir via. I due piatti della bilancia erano lì, ma qualcosa poi ne ha fatto pendere uno verso il basso. Ma se fossi rimasto avrei trovato ottime ragioni a supporto. E questo non in omaggio ai sofisti, ma alla “verità effettuale.”

    Tieni però presente che ci sono le elezioni. E che TV è ufficialmente belligerante. Anch’io lo sono, per certi aspetti, ma la mia è una guerra piuttosto “trasversale.”

    Quello che mi impressiona, comunque, è che quando torno a leggere TV vedo un impressionante idem sentire, valanghe di post la cui prevedibilità è così elevata che quasi quasi quando ne hai letto uno li hai letti tutti. Anche come scelta editoriale non mi pare granché: è peggio di Repubblica: leggi il titolo e passi a un altro giornale …

    Ma forse ultimamente ho letto troppo poco (chissà perché …).

  9. 9 febbraio, 2006 alle 22:50

    Sono d’accordo con WRH: non è stato affatto facile andare via, perché TV resta comunque un bel progetto inizialmente condiviso. Però l’aspetto belligerante, l’essere diventata la “Right Nation italiana”, la prevedibilità dei commenti (elettorali), la furia illiberale di alcuni… Insomma, ce ne sono tante di motivazioni.
    Lottare da dentro? E perché? Come ho già detto, non dovrebbe essercene bisogno, in una città liberale.

    Saluti
    h.

    ps: comunisti dentro?! 🙂

  10. 10 febbraio, 2006 alle 20:27

    Windrose: che tu ed Herakleitos siate sulla stessa “linea d’ombra” un po’ mi inquieta. Spostatevi almeno un po’ sotto qualche lampione. 🙂

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