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La neoAmerica di Chritian Rocca


Grande televisione ieri sera su La7, subito dopo Otto e mezzo. La neoAmerica  di Christian Rocca (qui un articolo del Giornale di ieri l’altro e qui la recensione sul Foglio di ieri) ha rafforzato la mia convinzione—già piuttosto ben strutturata—che pagare il canone della Rai sia uno dei principali motivi di depressione per quei cittadini italiani che non si appassionano per il tipo di palinsesti offerti quotidianamente dall’emittente di stato. Ma lasciamo perdere, tanto è fiato sprecato.
 
Dunque, veramente ottima la panoramica proposta dal film inchiesta. Troppo ricca per essere riassunta, troppo seria e approfondita—per quanto è possibile in uno speciale tv—per renderne conto senza addentrarsi in una problematica sterminata. Tuttavia, c’è una cosa che mi ha colpito di più e che penso possa essere isolata dal contesto senza far danni: è la definizione dei neocons fornita da Bill Kristol, editor del Weekly Standard e figlio del famosissimo Irving. Rocca domada: suo padre definì i neoconservatives dei “liberals aggrediti dalla realtà.” Lei che definizione darebbe? Risposta: direi che sono dei “conservatori aggrediti dalla realtà.”
 
Veramente illuminante, e soprattutto emblematico di quantol’America—come Rocca e Francesco Bonami (curatore del Museo d’arte contemporanea di Chicago) si sono sforzati di far capire—sia un posto dove le idee sono sempre in movimento e non tendono a cristallizzarsi in definizioni immutabili, come succede regolarmente da noi in Europa.  
 
Commovente nella sua generosità l’auspicio finale di Christian Rocca, che spera—anche con trasmissioni come questa—in un cambiamento in coloro che coltivano con cura (maniacale) il pregiudizio anti-americano. Temo che sia un po’ come piangere sul canone Rai. Comunque lui ci ha provato.

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Categorie:esteri
  1. 24 febbraio, 2006 alle 11:59

    tornato tardissimo da milano ho visto solo la prima parte che avevo registrato; a me dell’intervista a kristol ha colpito molto il passaggio: “portare i principi americani in iraq e medio oriente”. cioè non la modernità, la laicità, la democrazia, la tolleranza, ma tout court i principi americani ecco a me è suonato un po’ troppo colonialista…

  2. 24 febbraio, 2006 alle 14:39

    Mi sa che sono la stessa cosa, thedude73, ma non vorrei essere preso per un neo-colonialista … 😉

  3. 24 febbraio, 2006 alle 17:12

    eh no caro, i diritti sono universali ma l’attuazione varia. le socialdemocrazie nordiche per esempio sono democratiche e tolleranti tanto quanto gli usa ma hanno diverse forme per esprimere tali diritti.

  4. 24 febbraio, 2006 alle 17:28

    Sì, ma si stava parlando di “principi,” non delle forme concrete della loro applicazione. In quest’ultimo caso è ovvio che ci sono differenze.

  5. 25 febbraio, 2006 alle 0:40

    Purtroppo non ho visto il film inchiesta.
    Il fatto di poter vedere Ottoemezzo, L’infedele, Omnibus (con il bravissimo Antonello)e La7 in generale, non ci esime, però, dal rivendicare l’abolizione del canone Rai.

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