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Il caso Diliberto? Non è chiuso

Inutile girare intorno all’argomento: penso che l’editoriale che appare oggi sul Riformista esprima perfettamente alcuni concetti nei quali una sinistra riformista e liberale dovrebbe riconoscersi “senza se e senza ma.” 
 

Che cosa ha detto il segretario del Pdci (segretario, non militante di base, di uno dei partiti che fanno parte organicamente dell’Unione, è sempre bene ricordarlo)? Ha detto, riferito al discorso di Silvio Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti: «E’ uno schifo. E’ raccapricciante. Sono andati a stringersi mani grondanti di sangue». Tutte le mani, anche quelle di Hillary Clinton, perché per Diliberto tutti gli americani grondano sangue, i politici Usa in quanto tali sono degli assassini. Che differenza c’è tra queste affermazioni e quelle dei terroristi islamici?
[…]
Il caso non è chiuso, al contrario, va aperto con chiarezza e determinazione. Oliviero Diliberto non può stare in una coalizione che voglia governare un’Italia alleata e amica degli Stati Uniti.
[l grassetti sono miei. Leggi il resto
 
Il tono è drastico, come si può facilmente constatare, e persino brutale. Ma la presa di posizione, in questa forma e in questa sostanza, a mio avviso, ci sta tutta. E penso sia difficile immaginare come si possa venir fuori da una storia del genere senza “rotture clamorose.” Personalmente, e per quel poco che conta, «questa» Unione non avrà il mio voto. Ma, se posso permettermi di impicciarmi nelle decisioni personali—ma fino a un certo punto, per la verità—del direttore del Riformista, mi riesce difficile pensare che Antonio Polito possa continuare ad essere un candidato di «questa» Unione alle prossime elezioni politiche.

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Categorie:interni
  1. 3 marzo, 2006 alle 11:35

    ascolta roberto c’è il proporzionale, no? è una legge orribile ma che ha anche alcuni pro: nell’urna all’interno della coalizione ci si conta (e per dire il risultato di bertinotti alle primarie è già una chiara indicazione).

    non puoi confondere la posizione provocatoria nei modi di diliberto con la politica dell’unione, come io non confondo quella dei fascisti con tutta la casa della libertà.

    certo se cerchi un appiglio per non votare nessuno lo troverai prima o poi visto che nelle due coalizioni c’è un po’ di tutto.

    MA A ME FATE RIDERE VOI DIFENSORI DELLA DEMOCRAZIA NEL MONDO (TU E CAMILLO X ESEMPIO) CHE PERO’ NON L’ESERCITATE NEL VOSTRO PAESE!! per non sporcarvi le mani.

  2. 3 marzo, 2006 alle 11:59

    Bernhard “estremista”!!! Diliberto no?
    🙂
    salutoni

  3. 3 marzo, 2006 alle 14:13

    è stato reintrodotto il proporzionale,e
    quindi se vincessimo lo dovremmo anche
    a diliberto,pecoraro scanio, e per
    ultimo ma più significativo bertinotti,
    con quest’ultimo bisogna accordarsi quale che sia il sistema elettorale,
    in caso di vittoria tuttidavespaallapari, c’è un cotè comico e osceno che comunque accompagna
    i due schieramenti.

  4. 3 marzo, 2006 alle 15:02

    Vieni a trovarci sul blog del Comitato per Oriana Fallaci e il diritto di libera espressione!

  5. 3 marzo, 2006 alle 16:59

    A scheggia79: Considero la signora Fallaci una bravissima scrittrice e una magnifica polemista, con una capacità straordinaria di “provocare” l’intelligenza dei suoi lettori e di costringerli a riflettere. Ma, pur riconoscendo che nelle sue analisi c’è, appunto, materia su cui riflettere, non posso dire di riconoscermi nel suo approccio alla questione islamica. Preferisco analisi meno “urlate” e un po’ più equilibrate.

    Ad egine: E’ vero, c’è “un coté comico” (ed anche “osceno”) in entrambi gli schieramenti. E ciascuno deve trarne le conseguenze con un minimo di coerenza rispetto ai propri principi e ideali.

    A thedude73: Il fatto è che quando è troppo è troppo. Diliberto è la goccia (o meglio l’alluvione) che ha fatto traboccare il vaso (non vorrei qui dover fare l’elenco, ma prima o poi lo farò). Dice bene Il Riformista: Diliberto è il segretario del PdCI, non un militante di base qualsiasi (sia detto con il massimo di rispetto per i militanti). E quel che ha detto non è una questione di “forma:” stiamo scherzando? E’ una questione di sostanza! E chi pensa che sia solo un problema di forma (o di bon ton), evidentemente, nella sostanza, la pensa come lui. Starei per dire tertium non datur, ma mi rendo conto che ci può essere anche chi ha le idee un po’ confuse o è un ossimoro vivente.

    Per quanto riguarda il sistema elettorale: il proporzionale (che poi non è tale, come è noto) non c’entra. Solo qualora avessimo un proporzionale puro (più o meno come quello della prima Repubblica) e non ci fosse una coalizione chiamata “Unione,” con un programma suo e un suo candidato premier, potremmo scindere le responsabilità di Diliberto (e di tutti quelli che la pensano come lui, a un di presso) da quelle del resto della coalizione.

    Il fatto che il centrodestra abbia le sue rogne mi interessa come cittadino (e mi dispiace), non tanto come elettore, non essendo tentato di votarlo. E questo principalmente a causa del conflitto di interessi, non certo per la politica estera, che condivido e apprezzo nella sostanza, e neppure (come, credo, nel caso di Camillo) in forza delle posizioni in materia di bioetica.

    Guarda, infine, che non è neppure questione di non volersi “sporcare le mani.” Nessuna persona in buona fede e che non sia un ipocrita può avere atteggiamenti così “pruriginosi” quando si ragiona di politica. Io Machiavelli lo posso anche accettare, entro certi limiti, però. E in ogni caso il Segretario fiorentino si prefiggeva un fine che, in sé, era buono. Ma qual è il fine del centrosinistra, quello vagheggiato da Rutelli o quello che le parole di Diliberto lasciano intravedere? Il fatto è che, appunto, nell’Unione non dovrebbe esserci posto per quest’ultimo (e per chi la pensa come lui, ovunque si nasconda).

    P.S.: Quando ho scritto il post, stamane, avevo una fretta boia, per cui è saltato qualcosa nell’incipit. Ora ho messo le cose a posto.

  6. 3 marzo, 2006 alle 17:10

    Ernie, ma pure Bernhard, almeno nella forma–lui sì!–scherza mica poco …

  7. 3 marzo, 2006 alle 18:40

    Concordo con Il Riformista e con te, WRH (post e commento). Parola per parola. Anche per quanto riguarda la candidatura del direttore (che è un fatto pubblico, essendo Antonio Polito un punto di riferimento per molti riformisti). Saluti.
    Walter

  8. 3 marzo, 2006 alle 19:23

    Grazie Walter (fuori dai denti il tuo post sulla faccenda!)

  9. 3 marzo, 2006 alle 19:44

    Un editoriale condivisibile al 100%, come questo post. Non se ne può più di questa gente. Il problema è che ormai, a mio modo di vedere, non si esce più dal vicolo cieco in cui la sinistra è andata a cacciarsi. Prima con le due impresentabili candidature rifondarole e ora con le oscenità sparate da questo politicante in cerca di pubblicità: sarà l’unico nel csx ad avvantaggiarsene, gli altri ci rimettono tutti qualcosa, forse pure le elezioni. Ma a questo punto se la saranno cercata col lanternino. Saluti

  10. anonimo
    4 marzo, 2006 alle 10:22

    Il “politicante in cerca di pubblicità” è un aspetto non trascurabile della questione. Il guaio è che ognuno fa propaganda a ciò che è, ed evidentemente Diliberto è (tutto) in ciò che dice. Ciao
    wrh

  11. 4 marzo, 2006 alle 11:06

    Scommetti che invece adesso faranno una piccola moratoria interna fino alle elezioni, e fra una settimana tutti si saranno scordati dell’episodio?

  12. 5 marzo, 2006 alle 11:30

    Una settimana? Sei ottimista!

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