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Esuli, populisti e democrazie in pericolo


Credo che tutti i lettori di WRH conoscano Michele Salvati e, a prescindere dalle differenti collocazioni politiche, ne abbiano anche stima. Quindi non mi dilungo in presentazioni e mi limito a segnalare semplicemente questa sua riflessione, pubblicata sul Corriere di ieri. E’ una risposta a Umberto Eco ed anche ad Angelo Panebianco, che con l’autore de Il Nome della Rosa aveva duramente polemizzato nei giorni scorsi (a proposito di fughe dall’Italia in caso di vittoria di Berlusconi). Una pacatezza rara di questi tempi. Sarà un caso che il professore abbia clamorosamente rifiutato la candidatura offertagli su un piatto d’argento dai DS (capolista in Lombardia)?
Categorie:interni
  1. 20 marzo, 2006 alle 2:09

    scusi l’OT: grazie per avermi fatto scoprire Emerson…il suo sito è magnifico! ^^
    Elena

  2. 20 marzo, 2006 alle 12:02

    Grazie, Elena, questo è un complimento che gradisco moltissimo, perché creare Tribute to Ralph Waldo Emerson (scrivere i testi, curare la grafica ed anche la scelta della “colonna sonora”) è stata un’avventura in cui posso dire di aver speso le mie energie migliori, in cui ho cercato di dar corpo a ciò che di più sacro ho al mondo.

    A distanza di anni, ormai, ogni volta che ci torno su avverto una scossa: è l’energia, la visione trascinante, il potere di fascinazione di questo pensatore incredibilmente anticonformista e sui generis in tutto.

    Emerson è stato per me la rivelazione di ciò che un pensiero può produrre su una vita, di come le idee possono cambiare la percezione che abbiamo del mondo, il significato che gli diamo, la volontà di vivere secondo un ideale nel quale ci si riconsca pienamente.

    Ma, attenzione, non un ideale “esterno,” non un “modello,” ma noi stessi, ciò che possiamo essere, in un «diventa ciò che sei» che fa di noi una cosa sola con il tutto.

    Grazie per avermi ricordato i giorni irripetibili di quell’avventura. Egoisticamente, vorrei quasi avere ancora tutto da fare, veder crescere di nuovo, pagina dopo pagina, quel “tributo.” Mi rallegro, però, che quell’esperienza molto personale sia stata condivisa da altri, che altri abbiano «incontrato Emerson» tramite quel sito. E’ una gioia inesprimibile.

    Ciao, Elena. Fatti sentire ancora.
    Roberto

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