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La via olandese all'eutanasia


Non è senza un certo imbarazzo, lo confesso, che riporto per intero l’editoriale del Foglio di oggi, che si occupa della via olandese all’eutanasia. Quell’espressione un po’ forte calata un paio di volte come una mannaia—ancorché con un intento più che altro provocatorio e ironico—non fa un bel vedere e non aiuta granché a dipanare la matassa piuttosto intricata delle ragioni e dei torti nel confronto dialettico tra opposte posizioni in materia di bioetica. E tuttavia, a mio modestissimo parere, l’editoriale offre una rappresentazione abbastanza veritiera e plausibile del modo in cui talvolta i liberals affrontano—o per meglio dire, aggirano—il dibattito su temi quali, appunto, l’eutanasia nella versione proposta dal dottor Edward Verhagen, autore del “Protocollo di Groningen” sulla legalizzazione dell’eutanasia pediatrica.

Giuliano Ferrara—è alla sua penna, infatti, che con ogni probabilità va ascritto l’editoriale—prende lo spunto dal dibattito svoltosi a Otto e mezzo mercoledì scorso, ospiti il ministro Carlo Giovanardi, il segretario del Partito radicale Daniele Capezzone e l’europarlamentare olandese (gruppo liberale) Sophie Intveld. Avendo seguito la trasmissione con molto interesse, posso dire che, nella sostanza, sono d’accordo con l’editoriale, anche se non posso fare a meno di rilevare come Giuliano Ferrara, quella sera, si sia lasciato prendere eccessivamente dalla foga della contesa verbale. Il che, onestamente, non mi sembra imputabile esclusivamente all’atteggiamento di Capezzone e della Intveld, per quanto irritante ed elusivo possa essere risultato.
 
Segue l’editoriale. Qui, invece, si possono leggere un paio di articoli e un documento pubblicati anch’essi sul Foglio di oggi. Ovviamente, una lettura oltremodo interessante e raccomandabile.
 
Ann Coulter è quella figura pubblica della cultura e della politica americana che ha scritto tra l’altro un pamphlet con le regole per parlare con un liberal, se proprio è necessario farlo. Regole durissime, commisurate alla tendenza naturale alla manipolazione che si sono affermate in quegli ambienti. Viva Ann Coulter. Infatti, se tutti fossero come Luca Ricolfi o Michele Salvati o Ilvo Diamanti o Edmondo Berselli o Giulio Giorello o Angiolo Bandinelli o Luigi Manconi, sarebbe cosa fatta: si discute, e basta. Si impara e si insegna, si verifica e si falsifica sulla scala degli argomenti possibili, anche con la massima durezza. Ma non è così: su temi direttamente politici o su questioni etiche lo spirito terrazzaro si manifesta nella forma cialtrona dell’interdizione al pensiero altrui, nel rifiuto delle domande vere, nella miserabile preconfezione di risposte false, svianti. Se dici quello che tutti sanno, che in Olanda è aperto un caso in materia di norme eugeniche, che il rischio del Protocollo di Groningen è la subordinazione del diritto alla vita al giudizio sulla qualità della vita e sull’idoneità alla vita, se citi le fonti e spieghi il problema nella sua interezza, aperto a saggiare l’altra faccia della questione, subito questi replicanti del luogocomunismo ti rispondono che non hai compassione, che hai una visione maniacale e oscurantista del dolore, che non ti curi della sofferenza umana, che il nazismo non c’entra e menzionare l’ideologia eugenica nazionalsocialista è un insulto storico e morale alle vittime olandesi di Hitler. Questi bastardi.
Se gli dici che non devono fare i santarellini, che la prospettiva eugenica, qualunque cosa se ne pensi, è inscritta nella filosofia della scienza e della tecnoscienza abbracciata dagli intellettuali loro pari e sodali, se gli citi la fonte di un libro di Corbellini e di uno spettacolo di Luca Ronconi, costruiti sull’ipotesi che scartare quelli che non vanno e migliorare quelli che vanno così e così è un modo per “migliorare il mondo”; se gli leggi i dati e i criteri sull’eliminazione dei bambini indesiderati e sul sistema di norme che fa assomigliare l’Olanda al terrificante paese di Philip K. Dick, non ti rispondono nel merito, svillaneggiano con comportamenti teppistici il tema sollevato, fanno propaganda della loro fede con mentalità prigioniera, spirito ripugnante di setta, volontà di chiudere anziché aprire ogni vera discussione. Bisogna imparare a disprezzare un poco i progressisti bolsi, i cultori del presente e i banditori asini e inconsapevoli del nichilismo da salotto. Questi bastardi.
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