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La linea radicale sull'eutanasia olandese …


Siccome le bugie hanno le gambe corte; siccome uno può aver maturato un senso di appartenenza a una visione della vita e del mondo, della bioetica, dell’eutanasia, della fecondazione assistita, e tutto il resto, ma poi si tratta sempre di distinguere come e qualmente quelle convinzioni vengano di volta in volta declinate, sostenute e argomentate, e a quali casi e circostanze vengano applicate, e come, rispettando quali limiti suggeriti dall’intelligenza, dal buon senso e da un senso di elementare “umanità”; siccome persino una fede—religiosa o laica e razionale che sia, ché sempre di fede si tratta—a volte deve poter essere messa in questione, se non si vuole trasformarla in un’ostinata e insopportabile tirannia del pre-giudizio e della pre-varicazione (intellettuale e non solo); siccome tutto questo è qualcosa di innegabile e sacrosanto e siccome c’è un limite a tutto e quando è troppo è troppo, ecco che può capitare che uno che si definisce e si compiace di essere un liberale (di sinistra), un laico e un radicale dichiari pubblicamente che la linea radicale sull’eutanasia olandese è cialtrona. E con questo s’è detto tutto.

  1. 26 marzo, 2006 alle 15:46

    Sì, anche se non si capisce se sia la prima parte del’articolo Di Ch.Ro. a dare credibilità alla seconda, o la seconda parte a toglierne alla prima.

  2. 26 marzo, 2006 alle 19:08

    Direi che per i laici è la prima parte del’articolo a dare credibilità alla seconda, mentre per i cattolici potrebbe essere che la seconda ne tolga alla prima, ma si darebbero la zappa sui piedi: sarebbe un autogol, e pure piuttosto stupido.
    In realtà Rocca ha dimostrato di essere una persona intellettualmente onesta, non un bigotto (neppure nell’accezione che si può applicare ai radicali).

  3. 26 marzo, 2006 alle 23:31

    Pensieri parole e opere (ma hai omesso omissioni), fai i cattolici troppo tromboni – mentre sul termine laici lascio passare solo perché sono stanco. Sono d’accordo sull’onesta intellettuale di Rocca, e contento della sua presa di posizione, soprattutto per lui. Rilevavo solo sull’inutilità apparente di una così lunga dichiarazione d’amore, dato che a leggerlo in pratica ci sono solo teocon e radicali di ogni schieramento. L’utilità invece c’è ed è quella di avvisare i lettori “poco laici”: “Guardate che dò ragione a voi trogloditi, ma non vi provate a darmi il bacino sulla guancia che mi sbausciate“. Che ci dobbiam fare, non glielo diamo, il bacino.

  4. anonimo
    27 marzo, 2006 alle 0:04

    “Omissioni” rendeva il nome troppo lungo …, ma non mi è chiaro perché un cattolico (se ho ben capito tu lo sei) dovrebbe prendersela con Rocca per aver dato ragione a chi contesta una tesi dei radicali… hai per caso qualche conto in sospeso con lui? Ti ha fatto qualcosa di male? Che cosa stai omettendo, tu, stavolta?😉

  5. 27 marzo, 2006 alle 0:08

    Ovviamente ero io, avendo omesso l’indirizzo …

  6. 27 marzo, 2006 alle 0:41

    Cattolico lo sono, ma lo è anche il povero Windrose che si passa una mano sulla fronte mentre gli sbricioliamo sul blog… E credo che sulla sostanza (buona) del pezzo di Rocca siamo comunque d’accordo.
    Non è che me la sia presa con Rocca, appunto. E’ che mi sembra che a volte si vergogni a prendere certe posizioni. Ogni due per tre ci tiene a ribadire che lui è neocon ma di sinistra, sia ben chiaro, non pensate male. Come se i cristiani, o quelli di destra, o una combinazione dei due, avessero la peste. E trattaci così una volta, e trattaci così due volte, e trattaci così tre volte, e uno si stufa anche un po’.
    Forse, facendo un po’ di psicanalisi, sulla poltroncina reclinabile del dottore qualche episodio che mi ha fatto odiare Rocca lo riesco anche a trovare. Ma a me basterebbe che si vergognasse un po’ più discretamente.

  7. 27 marzo, 2006 alle 1:49

    Credo di sapere a quali episodi ti riferisci, Francesco (al contrario, penso, di Pensieriparoleopere), ma che diamine, adesso che a Tocque-Ville ci avete pure Marcello Pera potresti essere un po’ più magnanimo con Camillo!😉

    Comunque l’importante è che certi concetti passino, io non ne farei una questione di orgoglio cattolico (ferito), anche perché, come sai, l’ogoglio è una gran brutta bestia …

    Penso, infine, che Pensieriparoleopere abbia colto un aspetto importante della questione, soggettivamente parlando, e cioè che non è facile sparare addosso a quelli della tua parte per non venir meno a un dovere di onestà intellettuale. Di solito si tende a fare setta e a difendere anche l’indifendibile per non infrangere un malinteso sentimento di solidarietà per quelli della cricca. Per me questo è il peccato più grave della cultura politica italiana.

  8. avy
    27 marzo, 2006 alle 17:57

    caro windrose, permettimi… per me piuttosto sarebbe “e con questo rocca ha scritto una cialtronata”.

    perché in conclusione scrive “Fosse vero ciò che dicono si tratterebbe di legalizzazione di pratiche di soppressione della razza impura. I radicali negano. Allora sono andato a leggere il protocollo di Groningen, sulla base del quale in Olanda si sperimenta l’eutanasia nei confronti dei neonati. Bene. Parla di bimbi che non hanno chance di sopravvivenza, come dicono i radicali, ma anche di neonati con gravi lesioni cerebrali o danni agli organi vitali che però “possono sopravvivere”, malgrado le “aspettative circa le condizioni future” non siano invitanti. C’è anche un terzo caso, “più astratto” e “più difficile da definire”, di neonati incurabili la cui esistenza non dipenderà da trattamenti intensivi, ma che a giudizio di genitori e medici avranno “una pessima qualità della vita”. Mi dispiace, ma questa volta i propagandisti sono i miei amici radicali.

    dei genitori che in un caso “astratto, difficile da definire” non si sentono – magari per amore, senza scomodare la carità cristiana – di imporre al proprio figlio una “pessima qualità della vita” commetterebbero la “pratica di soppressione della razza impura”?

    ce li vedi delle mamme e dei papà olandesi che mettono fine alla vita di loro figlio, destinato a una vita di qualità “pessima”, dire “abbiamo salvato – o salvaguardato – la purezza della nostra razza”?

    a me questo teratomorfismo di rocca che scomoda il lessico nazista (forse per esigenze di copione abbozzato da giovanardi) per definire una scelta di questo tipo ha messo i brividi.

  9. 27 marzo, 2006 alle 22:13

    Quella di scomodare il lessico nazista, caro Avy, è una scelta che può essere suggerita, molto probabilmente a torto, da circostanze che sono in qualche modo contigue a quelle cui si fa riferimento. Parlare di “purezza della razza” è invece fuor di luogo, e qui ti devo dare ragione. Insomma, bisogna distinguere. Però non credo che il riferimento “storico” sia essenziale, io penso che la sostanza del discorso, in sé e per sé, sia raccapricciante. Che si sia ridotti a discutere di quella roba, nei termini del “Protocollo di Groningen,” questo è terribile. Del nazismo non mi importa un accidente, anche perché, se devo essere sincero, credo che non ci sia limite al peggio: c’è spazio per peggiorare ancora di più le cose. E c’è qualcosa di “soavemente” sinistro nel progettare misfatti che si pretendono perpetrati in nome della “pietà” e della “dignità” umana. Non avrei mai pensato che si potesse arrivare a concepire una legislazione di quel tipo.

    I radicali, a mio avviso, hanno perso un’occasione storica per dimostrare di essere animati da una fiducia nel progresso che non sia nel contempo la negazione di qualsiasi umanesimo degno di questo nome.

    Un’ultima considerazione. Può darsi che noi che ci ribelliamo al Protocollo di Groningen ci sbagliamo, che intrepretiamo male, che non abbiamo capito niente, Può darsi (non credo, ma teoricamente non lo escludo), ma per rivedere questo giudizio, questa impressione, ci vorrebbe una capacità argomentativa che ancora non è stato dato di ascoltare o di leggere. Ecco perché ha ragione Ferrara. Se i fautori della via olandese all’eutanasia infantile vogliano trarsi d’impaccio semplicemente rifiutando il parallelismo con il nazismo, facciano pure. Se si accomtentano di questo, pace all’anima loro. Ma, ripeto, forse il peggio deve ancora venire. Questo, a me, fa venire i brividi.

  10. avy
    28 marzo, 2006 alle 15:48

    caro windrose, scusa, ti rispondo a punti avendo poco tempo:

    il lessico nazista, al pari del babau fogliesco “del peggio dietro l’angolo”, secondo me è usato con lo scopo preciso di evocare immediatamente l’orrore, di spaventare, di far temere “il male”.

    che si sia “ridotti a discutere di questa roba”, se permetti, è colpa del padre eterno, o di madre natura, o della medicina 2006 (…perché per millenni…), non del protollo di groningen.

    e preferisco un protocollo che l’anarchia, ho più stima di chi affronta queste questioni piuttosto di chi “all’italiana” se ne frega, come se il dramma di bambini condannati a una vita pessima e/o di sofferenze senza possibilità di cura, non esistesse.

    per me il misfatto è giovanardi che difende la vita sempre e comunque, anche quella in condizioni atroci e disperate, in nome della sua sacralità.

    tra l’altro, noto che sia lui che ferrara si sono appassionati alla questione dei bambini o di terry schiavo per non parlare invece del testamento biologico, dell’eutanasia autodeterminata, del diritto mio, o dei miei genitori, a scegliere come e quando interrompere la propria vita, davanti a malattie cronico degenerative che possono rendere insopportabile e soggettivamente tremendo il quotidiano.

    e rabbrividisco per la situazione attuale clandestina, denunciata da umberto veronesi, e trovo cinico chi davanti a un bambino che soffre le pene dell’inferno, a causa di un tumore incurabile, di una malformazione, di una malattia genetica (come quella che faceva sì che la pelle e le mucose si lacerassero al minimo contatto con un corpo estraneo, organico o inorganico, che fece scaturire in olanda l’idea di un protocollo), si chiude a pregare nella propria ideologia invece di aiutare il piccolo e la sua famiglia a soffrire il meno possibile.

    p.s. l’umanesimo dei radicali non mi pare da dimostrare, come la loro fiducia nel progresso, semmai, visto che la metti su questo piano, sono gli “antilaicisti italiani” che stanno perdendo un’occasione storica per dimostrare un minimo di liberalismo e di umanesimo, lasciando (ad esempio) a me la libertà di vivere e morire con dignità secondo la mia coscienza, che non ritengo di serie b neppure rispetto a quella dell’elefantino.

  11. 29 marzo, 2006 alle 19:12

    Caro Avy, scusa il ritardo, ma sono stato assorbito da un mucchio di cose e poi mi è passato di mente il tuo commento.

    Dunque, tu parli di molte cose, su alcune delle quali mi trovi, se non concorde, per lo meno dubbioso e “in ascolto.” Sarebbe lungo il discorso, dico solo che, ad esempio, un conto è l’eutanasia di una persona consenziente, che la chiede, che la pretende con tutte le sue forze, un altro l’eutanasia infantile.

    Sul lessico nazista, io dico solo che è stato adoperato con leggerezza tante di quelle volte che stavolta non mi sembra neanche una forzatura eccessiva (mi riferisco a Giovanardi).

    Sulla querelle Rocca-Capezzone, credo che Luca Sofri abbia centrato il punto. Lo cito per intero:

    Tra Capezzone e Rocca, ha ragione Rocca: il primo trasforma una differenza quantitativa (che è una differenza, nessuno lo discute) in una differenza qualitativa.

    Direi che Sofri Junior ha il dono della sintesi.

  12. avy
    7 aprile, 2006 alle 18:30

    caro windrose, io mi sento di difendere, senza se e senza ma, solo “l’eutanasia di una persona consenziente che la chiede”.

    ma quella la difendo, e se vuoi la pretendo anche, senza “se e senza ma”.

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