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Eutanasia olandese. Aggiornamenti


Un aggiornamento interessante, credo, rispetto ai discorsi che si sono fatti, è la lettera di Filippo Facci al direttore del Foglio. La riproduco qui sotto perché sarebbe un peccato che si perdesse. Non perché la condivida, tutt’altro: mi sembra pervasa da una rassegnazione che, a mio modesto parere, non ha motivo di essere. E’ interessante come testimonianza degli spiriti del tempo. A Facci vorrei solo dire che la guerra non è né vinta né persa in partenza da nessuno. E questo non grazie alle élites—ché se fosse per loro il discorso sarebbe probabilmente già chiuso da quel dì—ma ai popoli, soprattutto quelli meno irreggimentati.

Qualche post fa, in maniera un po’ naif, scrivevo ad esempio che noi, in Italia, con tutti i nostri difettacci, una legislazione come quella stigmatizzata dal ministro Giovanardi non ce l’avremo mai. Mai, capito?” Beh, confermo e ri-sottoscrivo, anche nella forma. E al diavolo le buone maniere. 
Al direttore – Anch’io La guardavo mentre giustamente vi accaloravate sull’eutanasia infantile, e però pensavo che forse ci ritroveremo tutti quanti a cena, una sera, e ci chiederemo ancora una volta se le questioni bioetiche non siano in realtà che dei meri disaccordi sulle scadenze, se l’unica variabile che ci separa da un certo futuro non sia che il presto o il tardi, se questo futuro non sia ineluttabile e se non saranno ovunque, presto o tardi, i pacs, i matrimoni omosessuali, le adozioni da parte di chicchessia, il progetto genetico dei figli come ordinare gli optional di un’automobile, e ogni religione secolarizzata, ammaestrata. Forse ci racconteremo che non ci sono opposte visioni del mondo, ma solo opposte resistenze circa i tempi dell’incombente techno-biologico, che la direzione resta quella, e che lo si scorge nelle arti, nelle scienze, nell’attendibile delirio dei futurologi, nondimeno nella serena rassegnazione dei più alti prelati: forse andrà così, forse l’impegno di ciascuno è solamente proteso al restare più tempo possibile nella dimensione che più gli aggrada, proteso a cercare di rallentare o accelerare per egoismo o per filosofia, nell’ovvia e comune coscienza, teologica come scientista, che polvere eravamo e ritorneremo. Se siamo in ascesa o in discesa: è il solo dibattito. Coloro che vogliono resistere il più possibile coi piedi piantati nello scorso millennio contro tutti gli altri: è la sola guerra. Questo pensavo. Dopodichè, beninteso, giustamente accaloriamoci. Filippo Facci
 
Risposta del Direttore La sua malinconia è anche la mia. Però gli inviti per la lunga ultima cena devono essere selezionati: bastardi no.
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