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Giovani senza futuro?


Nel post precedente ho copiato/incollato alcuni passaggi di uno special report di Time sull’Italia che mi sembra davvero interessante. Si tratta di una cosa seria e importante, un servizio giornalistico coi fiocchi, incentrato sul tema dei giovani e del futuro. E’ un quadro malinconico del nostro Paese quello che emerge dall’inchiesta. Un Paese in cui le giovani generazioni non trovano quegli spazi e quelle opportunità che altri Paesi sanno garantire ai loro giovani. Un Paese vecchio, con un tasso di natalità tra i più bassi del mondo, guidato da una classe dirigente vecchia, chiusa in se stessa, immobile, timorosa, o meglio ancora terrorizzata, dalla prospettiva di cedere qualche centimetro quadrato del proprio potere a quegli intrusi assatanati di novità, di entusiasmo, di voglia di affermarsi, che sono i giovani. Una rappresentazione che potrebbe sembrare parossistica e grottesca, ma tale non è: grottesca e parossistica, infatti, non è la rappresentazione, ma la realtà che si vuole rappresentare.
 
Il dramma vero, tuttavia, non è neppure la corrispondenza tra rappresentazione e realtà, ma piuttosto il fatto che questa realtà non una novità di questi anni. Tra le situazioni descritte, quella che forse conosco un po’ meglio, vale a dire quella dell’università, dei suoi baroni, dei suoi nepotismi e favoritismi, è vecchia come il cucco: tale era quando ci andavo io, tale è rimasta (a detta di chi la bazzica oggi). Vogliamo poi parlare della politica? No, per carità, meglio lasciar perdere. Vogliamo parlare dei giornali? Idem. Stiamo allora sulle generali: quanto è difficile emergere, per un giovane di talento ma sprovvisto dei genitori giusti, dei necessari agganci (familistici, politici, ecc.), della spinta giusta al momento giusto, in qualsiasi professione, arte e mestiere (eccetto, çava sans dire, le meno ambite, retribuite e socialmente prestigiose)?, le meno ambite, retribuite e socialmente prestigiose)?
 
Ok, relazioni, gradi di parentela, raccomandazioni, ecc., con ogni probabilità, contano dappertutto, negli Stati Uniti come in qualsiasi altro posto al mondo. Ma c’è qualcosa di più da noi: che qui quello è, nella stragrande maggioranza dei casi, l’unico modo per sfondare, mentre da qualche altra parte aiuta soltanto; che qui, senza, non hai praticamente chances, mentre a New York, a Londra o a Copenaghen, magari a costo di notevoli sacrifici, puoi farcela lo stesso facendo affidamento sulle tue sole forze. E questa non è una differenza da poco, è la differenza tra una situazione che include la speranza di successo e una che rende quest’ultima vana e illusoria come una chimera, tra prospettive che giustificano l’ottimismo della volontà e prospettive che non lasciano altra scelta ragionevole che rifugiarsi in un cupo pessimismo della ragione.
 
Certo, qualcuno potrà sempre dire che un giovane dotato di grande talento, di una volontà di ferro e di una smisurata fiducia nelle proprie possibilità ce la fa comunque (a patto di non avere qualche conto in sospeso con la mala sorte), e che di conseguenza basta piangere e datevi da fare. Certo, ne sono convinto anch’io, ma il problema non è quel tipo di giovane, il problema sono i ragazzi normali, quelli bravi ma che non sono disposti a fare la fame per anni pur di diventare scrittori, giornalisti, pittori di successo. Se, come società, dovessimo continuare a maltrattare questa risorsa fondamentale, pretendendo dai nostri ragazzi sacrifici disumani per avere ciò che a un ragazzo americano è concesso in via ordinaria, cioè essere messo alla prova per dimostrare che ci sa fare, beh, allora noi che giovani lo siamo stati un po’ di tempo fa faremmo bene a consigliare a chi si sta avvicinando alla laurea di prepararsi a seguire l’esempio di chi se n’è già andato da questo Paese. Di spendere qualche migliaio di euro per perfezionare l’inglese, di comprarsi un set di valige, di farsi il passaporto e di informarsi per tempo sulle opportunità e sulle possibili destinazioni, nonché sui visti e sui requisiti necessari per una lunga e proficua permanenza all’estero.
 
Ma non tutte le speranze sono precluse. In fondo non è di queste cose, non è dei modi più intelligenti ed efficaci per fronteggiare questa situazione, che si è discusso incessantemente in questa campagna elettorale? Non abbiamo forse assistito ad un dibattito di altissimo profilo, in cui si sono confrontate le migliori energie intellettuali del Paese, sui temi del futuro e delle giovani generazioni? Mica hanno perso tempo, i nostri illuminati leaders politici, ad accusarsi vicendevolmente di ogni misfatto o ad affliggerci con le solite dispute su chi sia il colpevole della crescita zero o dello sfascio del nostro sistema formativo! E’ del futuro che si è discusso. Già, e del futuro di chi, secondo voi? Forza, rispondete, del futuro di chi?
Categorie:interni
  1. anonimo
    6 aprile, 2006 alle 1:11

    Sono d’accordo soltanto in parte.
    In primo luogo, penso che sia una situazione comune a molte parti del mondo, almeno occidentale.
    In secondo luogo in Italia la fame la fanno in pochi, direi.
    Poi io parlerei preferibilmente di ingegneri, imprenditori, persone che “fanno”. Con tutto il rispetto per scrittori, giornalisti, pittori, che pure sono di primaria importanza per un Paese, non le vedo come professioni che ne aumentano il benessere.
    Infine, quelli che definisci “ragazzi normali”. Per loro che cosa dobbiamo prevedere ? Un impiego sicuro alle Poste, cosi’ se non ce la fanno o non ce la vogliono fare hanno comunque uno stipendio a fine mese ? Il talento non e’ di tutti, e’ vero. Ma volonta’ e fiducia sono alla portata di tutti.

    Non mi va di registrarmi solo per commentare, mi firmo comunque.
    Pierangelo

  2. 6 aprile, 2006 alle 7:49

    Pierangelo, stiamo parlando di cose diverse. Il “posto sicuro” è un argomento che non c’entra con il discorso che facevo. Io parlavo di giovani che cercano qualcosa di più. Con tutto il rispetto per chi invece si accontenta del posto in banca o alle poste, naturalmente.

    Quanto poi a chi “produce” e a chi “non produce” ricchezza, questo mi sembra un ragionamento da padroncino del Nord Est, anche qui con tutto il rispetto. La cultura è una delle maggiori risorse del Paese. E’ anche una questione economica salvaguardare le “eccellenze” in campo artistico e culturale. Prova a leggere bene l’inchiesta di Time (onestamente mi sembra che tu non l’abbia fatto, ma forse mi sbaglio …).

    La fame si riferiva a chi pur di diventare, che so, un pittore famoso, rifiuta qualsiasi soluzione “di compromesso” ed è disposto a qualunque sacrificio, anche appunto a fare lafame pur di riuscirci. Parlavo sì di ragazzi normali, ma “di talento.” Di quelli senza talento magari parleremo un’altra volta. Sono importantissimi ancher loro. Ci mancherebbe, ma se puntiamo all'”eccellenza” dobbiamo prima concentrarci sugli altri.

    Quelle cose succedono dappertutto (in Occidente almeno, dici)? Mi spiace ma non è così. neanche un po’.

    Ciao e grazie comunque per le tue osservazioni.

  3. 5 gennaio, 2011 alle 19:30

    >>> Il Tema della INTELLIGENZA STRATEGICA che EGOCREANET/LRE ha  iniziato a proporre su Facebook e attraverso altri canali ITC , in occasione della "Settimana Europea del Cervello 2011" ,( iniziativa da programmare per un giorno in : Marzo tra il 15/20 a Firenze ) , riguarda tutte le categorie di rinnovamento del pensiero nella impresa nella scienza e nell' arte nel quadro della settimana internazionale sulla evoluzione e lo sviluppo del cervello orientata a  contribuire alla costruzione dello  “Spazio europeo della ricerca e dell’innovazione” .
    >>
    >> La principale mission dell' evento per la Settimana internazionale del  cervello a Firenze , sara' finalizzata a  rilanciare la fiducia dei
    >> giovani negli orientamenti strategici dello sviluppo per lo sviluppo  della ricerca e dell'innovazione .
    >>>
    >>> Vedi note iniziali su Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_166515773392226
    >>> Settimana del Cervello:http://www.dana.org/danaalliances/edab/
    >>> Vedi anche per le motivazioni condivise : http://en.wikipedia.org/wiki/Strategic_intelligence
    >>
    >>> Saremo lieti della vs partecipazione e sostegno al dibattito  , come premessa al Wokshop che organizzeremo a FIRENZE come EGOCREANET, NOVE da FIRENZE , ed altri collaboratori a fine Marzo 2011 nel quadro delle iniziative per la "Settimana del Cervello".
    >>
    >>> Un caro saluto e buon Inizio del 2011. Paolo LRE@UNIFI.IT  05/GENN/11
    >>> ——————————————————————————-
    >>> NOTA 1. ) Nel dare promozione  al WS sulla Intelligenza Strategica dovremo tener presente che tale tematica possa  interessare anche il rinnovamento delle imprese .
    >>> Pertanto noi del gruppo EGOCREANET//LRE  e collaboratori dovremo avere la lungimiranza, la capacità di comprendere le tendenze e le opportunità per una organizzazione ed il management impreditoriale , per aprire una nuova visione dello sviluppo , avendo la capacita di concettualizzare uno stato ideale futuro basato sulla previsione della trasformazione della vecchia societa industriale basata su vecchie ed obsolete concezioni meccaniche per dare un nuovo senso meno limitato della vita nella prospettiva dello sviluppo della societa' della conoscenza condivisa.
    >>> Pertanto obiettivo essenziale del WS di fine Marzo 2011 sara anche quello di iniziare un processo di coinvolgimento delle imprese  in ITC per un buon successo del WS sulla Intelligenza Strategica sviluppato secondo criteri di sviluppo eco-economici di elevata sostenibilita' ambientale . ( vedi a tal proposito ; http://www.toscanaeconomia.it )
    >>> Per contribuire efficacemente a tale impostazione innovativa dovremo innovare il sistema di pensiero meccanicista ,favorendo la capacità di percepire, sintetizzare e integrare gli elementi che funzionano come un insieme sinergico tra ricerca innovazione ed impresa al fine di raggiungere raggiungere lo scopo comune del superamento della societa' industriale e delle sue obsolete concezioni di sviluppo consumistico .
    >>> Per quanto non sia facile ne immediatamente accettabile da esistenti impostazioni mentali conservative , noi dovremo attivare nostre capacita empatiche per motivare ricercatori e scienziati, ma anche  persone di diversa provenienza per  lavorare insieme in internet e delineare ed attuare una visione innovativa dello sviluppo nel rispetto della natura e della sua biodiversita'.
    >>> Petanto dovremo aiutare la gente a capire la necessita di motivarsi nella ricerca di una strategia intelligente di comprensione del futuro sviluppo della societa della conoscenza condivisa e pertanto sara nostro compito aggregare  un partenariato , che a sua volta abbia la capacita di proporre alleanze strategiche con individui, gruppi ed organizzazioni Regionali, Nazionali ed Internazionali .
    >>> Questo e' il compito che ci proponiamo da tempo ( a partire dal 2004 con il gruppo ON-NS&A , per la innovazione transdisciplinare della scienza e dell' arte ,  che permane costantemente aperto, (con le sezioni di ricerca e sviluppo denominate , GREEN LIFE SCIENCE e NANO TECH + NANOCOLOR ), alla diffusione di nuove tecnologie e delle relative applicazioni industriali, .anche in  questa nuoca occasione di incontro sul tema della Intelligenza Strategica.
    >>
    >>> Buon inizio d' ANNO.  Paolo Manzelli 05/GENN/2011.

  4. 16 marzo, 2011 alle 18:58

    INVITO: Settimana del Cervello 2011: INTELLIGENZA STRATEGICA 

     

    New Thinking For New Opportunities: nuovo pensiero per nuove opportunità

     

    http://www.edscuola.it/archivio/lre/accelerare_cambiamento.pdf
     

    http://www.edscuola.it/archivio/lre/locandina_intelligenza.pdf

    Paolo manzelli LRE@UNIFI.IT

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