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Quel Giuda così simpatico

Subiaco, Ambito del Maestro Trecentesco del Sacro Speco,
il Tradimento di Giuda: il bacio.
Chiesa Superiore, parete a sinistra della Crocifissione,
registro inferiore.
Nei giorni scorsi aveva suscitato un certo interesse la notizia che il canale satellitare di Sky avrebbe mandato in onda “l’ eccezionale documentario” realizzato dal National Geographic Channel per diffondere alcune essenziali informazioni circa il cosiddetto “Vangelo di Giuda.” Il documentario è stato effettivamente trasmesso domenica scorsa, ma io, nonostante un minimo di curiosità ce l’avessi, non ho potuto vederlo per la semplice ragione che non sono abbonato a Sky, ragion per cui mi sono dovuto accontentare di ciò che ho trovato in rete. Che non è poco. 
 
Tanto per cominciare ho trovato un articolo di Aristide Malnati che mi sembra molto ben documentato e approfondito, malgrado sia uscito su La Stampa l’ 11 gennaio 2006, cioè in abbondante anticipo rispetto alla presentazione del testo—un’edizione coordinata da Rudolph Kasser, il maggiore coptologo al mondo, per conto della Maecenas Foundation for Ancient Art di Basilea e del National Geographic, proprietari del reperto—avvenuta a Washington pochi giorni fa. Già nelle prime righe dell’articolo troviamo le informazioni essenziali:
 
Un codice del IV secolo, dal contenuto «esplosivo», rischia di provocare una piccola rivoluzione nell’esegesi del cristianesimo primitivo e di apportare modifiche di non poco conto alla manifestazione storica della religione più praticata al mondo. Si tratta di un manoscritto apparso sul mercato antiquario egiziano all’inizio degli Anni 70, di cui si erano poi perse le tracce, il cui contenuto integrale sta per essere finalmente divulgato. Il documento, conservato per una trentina di pagine (ma in base al contenuto si ritiene ne manchino altrettante), è vergato in copto, vale a dire nell’alfabeto che, ricalcato sulle lettere greche con l’aggiunta di quattro segni, esprimeva la lingua egizia all’epoca del protocristianesimo e che ancora oggi è sopravvissuto nella liturgia della messa cristiana nel paese del Nilo
 
Anche il resto dell’articolo di Malnati merita un’attenta lettura, ma è sul sito di Tgcom che si possono reperire le informazioni più aggiornate, dal momento che la redazione ha potuto giovarsi del fatto che il testo è stato nel frattempo presentato ufficialmente, e dunque non ha più segreti, mentre Malnati ha dovuto lavorare in modo “poliziesco” (e nonostante questo è riuscito a scoprire cose molto interessanti).
 
Dunque, di che cosa parla il Vangelo di Giuda? Quali “rivelazioni” contiene?
 
Il documento si apre col "racconto segreto delle rivelazioni fatte da Gesù a Giuda Iscariota". Giuda viene descritto come l’apostolo che era più vicino a Gesù e che lo comprendeva in modo più approfondito. "Allontanati dagli altri e ti dirò i misteri del regno – ordina Gesù a Giuda – Sarà possibile anche per te raggiungerli ma dovrai soffrire molto". "Gli altri Vangeli non danno mai una spiegazione soddisfacente della ragione per cui Giuda avrebbe tradito Gesù – ha sottolineato lo studioso Craig Evans, un esperto nel Nuovo Testamento – Si parla di avidità e di influenza satanica. La affermazione che Giuda agì per obbedire agli ordini di Gesù offre una affascinante spiegazione". In uno dei passaggi chiave del documento Gesù dice a Giuda: "tu supererai tutti gli altri, perché sacrificherai la parte umana di me…sarai maledetto dalle altre generazioni".
"Il documento trasforma di colpo Giuda nel ‘buono’ della vicenda – afferma Craig Evans, uno studioso di religione – E’ l’apostolo che comprende meglio Gesù. E che l’aiuta a uscire dalla trappola materiale del suo corpo".
 
Si può adesso tornare all’articolo di Malnati, che chiarisce ulteriormente il significato del testo, nel quale
 
si presenta Giuda come strumento della volontà di Dio nel progetto salvifico che ha visto il sacrificio di Gesù per l’umanità intera. Il tradimento dell’«apostolo maledetto» sarebbe funzionale e necessario alla realizzazione del piano di Dio e dunque senza Giuda non potrebbe esserci la salvezza degli uomini. Ecco che per gli autori di questo Vangelo Giuda è definibile come «eroe» e comunque come «vittima sacrificale» impossibilitata a sottrarsi al proprio destino.
 
Tutto questo, ricorda Malnati, ben si combina con un riferimento preciso al Vangelo di Giuda da parte di Sant’Ireneo (Contro gli eretici, XXXI-1, c. 180):
 
Essi \ dichiarano che solo Giuda il traditore conosceva la Verità come nessun altro e che per questo ha realizzato il mistero del tradimento, in seguito al quale tutto, in terra e in cielo, rimase sconvolto. Essi hanno dunque prodotto una storia fondata su dette basi e l’hanno chiamata Vangelo di Giuda.

Al di là dell’interesse editoriale del testo, è indubbio che si apre una questione esegetica coi fiocchi. Oggi, infatti, Avvenire pubblica un articolo—a firma di Mario Iannaccone—dai toni pacati ma profondamente scettico nella sostanza. Che si conclude così:
 
Curiosità, polemica anticristiana, tattica di vendita e incredulità, su queste leve poggia la furba gestione mediatica del Vangelo di Giuda. Che sfrutta anche l’indottrinamento cognitivo prodotto, su tutti noi, dall’onnipresente racconto d’investigazione, dove il detective colleziona prove per smascherare il colpevole, affidarlo ad un giudice e condannarlo. Nel romanzo giallo e in certa biblistica d’assalto, un colpevole c’è sempre, come da copione. E non si tratta di Giuda.
 
Il presunto colpevole cui allude Iannaccone è la Chiesa, naturalmente. E dunque è perfettamente comprensibile che il quotidiano dei vescovi si metta sulla difensiva. Dopodiché, evidentemente, la questione esegetica resta, e spetta agli addetti ai lavori di parte cattolica e cristiana in genere scoprire i punti deboli del reperto e gettare su di esso e su tutto ciò che gli sta intorno l’ombra del sospetto. A molti non addetti ai lavori, tuttavia, quella interpretazione del personaggio Giuda potrebbe non sembrare insensata, anzi. A me, per esempio, quel tipo che vende l’Amico e il Maestro per trenta denari non è mai sembrato particolarmente convincente. Questo Giuda «eroico», invece, mi sembra un personaggio all’altezza del Dramma in cui, in ogni caso, gli è toccata una parte tutt’altro che secondaria.  
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Categorie:culture autoctone
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