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Ferrante, Ferrando e … Ferrato


L’ho letto soltanto oggi sul blog di Marco Taradash. Lo segnalo in ritardo (il post è di domenica scorsa), ma ne vale la pena:
 
Che il comunismo abbia esercitato una fortissima attrazione sulle personalità autoritarie è indubbio. A generali militaristi, magistrati giustizialisti, poliziotti egotisti la cultura e il potere comunista hanno garantito privilegi che neppure i fascismi potevano offrire. Il potere garantiva l’esercizio incontrollato dell’autorità; e la cultura li faceva pure sentire dalla parte giusta della storia. Abuso e Rispetto, l’elisir dei prepotenti.
E quindi non sorprende che una brava e mite persona come il prefetto Ferrante, investito della missione di riportare la sinistra alla guida di Milano, se ne esca con una frase che neppure il suo quasi omonimo Ferrando, il trotskista autolesionista di Rifondazione comunista, oggi forse pronuncerebbe: “Letizia Moratti non venga al corteo del primo maggio, sta con i padroni”.
Ah il richiamo della foresta leninista! Lo davano per morto e sepolto, il comunismo, insieme alla lotta di classe, al movimento operaio, alla Spumansoda. Invece il comunismo c’è ancora, anche se, da bravo zombie, può al massimo riuscire a trasformare i participi presenti in gerundi prefetti.
 
Aggiungo:
  1. Mancava solo di trasformare un post segnalando in un post segnalato e il cerchio si sarebbe chiuso (come trasformare un gerundio in un participio passato). Ed è quello che ho fatto.
  2. Ieri si leggeva che Ferrante si scusava per le espressioni giustamente stigmatizzate da Taradash (e non solo, ovviamente), ma ribadiva così la sua contrarietà alla partecipazione della Moratti alla manifestazione: «La partecipazione di Letizia Moratti diventa una provocazione per le tante persone che oggi partecipano al 1 Maggio». Una provocazione, dice lui. A molti irriducibili supporters della vecchia—e praticamente obsoleta, secondo i nostri “progressisti”—Weltanshauung liberaldemocratica (per non parlare degli sparuti liberalsocialisti sopravvissuti alle varie pulizie etniche), suppongo che le parole di Ferrante siano suonate non meno provocatorie. Ma questo non conta: il candidato sindaco di Milano del centrosinistra è lui. E questo vorrà pur dire qualcosa. O no?
 
  1. 2 maggio, 2006 alle 14:39

    Che lui SIA il candidato sindaco non è poi così significativo. Interessante è che probabilmente lo rimarrà…
    Prodi che fa? Si “indigna”?
    Ci si sgomenta a parole se cade un aereo, perché altro non si può umananamente fare.
    Il capo della maggioranza, invece, con una parolina- diversa da “indignarsi” – potrebbe mostrare che sa dare la linea e cacciare certi personaggi e il loro lessico da anni 70…
    Brr, se penso che ho votato per lui… pietà della mia anima!
    ciao, Eno

  2. 3 maggio, 2006 alle 0:56

    In questo sto messo un po’ meglio di te, non avendoli votati …😉

  3. 3 maggio, 2006 alle 9:28

    Scusa, ma non sarebbe un po’ più corretto dare conto de – o almeno mettere un link a – l’intera lettera di Ferrante. Dal tuo post non si capisce perché nella lettera Ferrante dice che sarebbe una provocazione. Uno che non ha letto la lettera può pensare che lì Ferrante ribadisca che la provocazione sta in ciò, che la Moratti sta con i padroni. E non invece nel fatto che dopo cinque anni di governo se ne ricorda solo ora, del 1° maggio.
    (Io non credo che sia una provocazione, però mi piacerebbe sapere che pensi tu della mancata partecipazione di Letizia Moratti alle celebrazioni del 1° maggio degli ultimi cinque anni. Son cose per le quali io certo non userei parole come quelle di Ferrante, ma solo un filo di ironia)

  4. 3 maggio, 2006 alle 9:39

    Cinquanta imbecilli hanno chiamato negro Zoro e hanno sospeso la partita. (Disdicevole, assolutamente disdicevole, però io l’ho guardato bene Zoro e mi pare negro ma negro di brutto, però dice che è razzismo). A Piazza San Giovanni una mezzamilionata di giovani che saranno il brillante futuro di questo Paese hanno urlato reiteratamente “Berlusconi pezzo di merda” con Bisio che se la rideva sul palco – il buon Bisio, che non se l’è proprio sentita di fare lo spiritoso tipo Zelig, dicendo cazzo ragazzi lasciate perdere sennò non mi fa più lavorare – e che ha cantato anche Bella Ciao perchè ci siamo liberati del Duce. Lì lo spettacolo non andava sospeso? Ah no! Lì è la democrazia che ha prevalso. I fischi e gli insulti e le monetine, quando li fanno loro, sono sempre democratici. Provo solo ad immaginare una piazza che spara un bel “Prodi, Prodi pezzo di merda”. Si, in effetti me li immagino Rizzo e Rutelli che dicono che è segno di democrazia. Tira una bella ariettina. Coraggio.
    ernie

  5. 3 maggio, 2006 alle 11:17

    Azioneparallela, un link ci sta sempre bene e in effetti è mio costume metterli. Però, dallla fonte che ho citato (il Corriere, l’articolo è questo) non risultava nulla che contraddicesse il senso del mio riferimento. Riporto qui per comodità il testo:

    «La partecipazione di Letizia Moratti diventa una provocazione per le tante persone che oggi partecipano al 1 Maggio». Lo ha detto il candidato sindaco per il centrosinistra Bruno Ferrante dopo le contestazioni in corteo alla candidata sindaco della Cdl. «Credo che sarebbe stato meglio che non ci fossero i fischi – ha sottolineato Ferrante – ma quando si partecipa in queste condizioni a una manifestazione come questa, è prevedibile che i fischi ci siano. Ribadisco ancora oggi il mio no alle strumentalizzazioni, perchè anche i fischi possono servire in campagna elettorale. Bisogna essere coerenti sui valori e sui principi ed evitare ogni opportunismo politico proprio per non confondere i valori e i principi». «Tra l’altro ritengo che Letizia Moratti fosse consapevole di quello che sarebbe successo – ha proseguito l’ex prefetto -. Non si può giocare su valori e principi per comodità elettorali».

    In ogni caso concordo con te che l’ironia sarebbe stata non solo più appropriata ma persino gradevole. Il fatto è che, alla luce delle recenti vicissitudini, dubito che Ferrante ne sia capace, e dubito ancora di più che siano in grado di apprezzarla coloro ai quali solitamente riesce meglio svillaneggiare e insultare trivialmente gli avversari politici, arrivando a fischiare persino un eroe della Reistenza e per giunta in sedia a rotelle per il solo fatto di essere il padre di Letizia Moratti.

    E’ meglio lasciar perdere, credimi. Capisco che tu possa indurre a vedere anche gli aspetti meno inaccettabili della vicenda, è tuo diritto-dovere di militante (e la militanza, come puoi ben capire, non rappresenta certamente una diminutio ai miei occhi, al contrario). Capisco, dicevo, ma credo che i fatti parlino da soli ed eloquentemente. E sono vergognosi. L’unica cosa seria da fare, a mio modesto avviso, sarebbe rompere tutti i ponti con questa gente. Ma io non sono un militante …, ovvero lo sono, ma non di un partito, solo di un’idea.

    Grazie comunque per il tuo intervento, che come sempre ha portato argomenti e non asserzioni. Spero di essere stato altrettanto argomentativo. Saluti. E auguri!

  6. 3 maggio, 2006 alle 11:46

    Ernie, dici che “tira una bella ariettina?” Io direi una bora di quelle serie, di quelle triestine che ti scaraventano in mare che neanche te ne accorgi…

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