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Ecco a voi 'la serietà al governo'


Ecco il nuovo governo. Prodi è ilare, l’opposizione no, i cittadini vedremo. Piero Ostellino dice che è “un governo sbilanciato a sinistra,persino rispetto alle aspettative di gran parte dei suoi stessi elettori e al naturale orientamento della coalizione, per non parlare delle previsioni dell’opposizione e delle preoccupazioni di chi non lo ha votato.”
 
Un’annotazione al volo: all’Istruzione c’è un certo Giuseppe Fioroni, della Margherita (v. scheda), medico, specializzato in medicina interna. Una scelta di alto profilo, direi, in linea con i proclami sulla centralità della scuola di cui si è nutrita la campagna elettorale. Stesso discorso, mi pare, per il nuovo ministro dell’Università, Fabio Mussi (v. scheda). La formazione è davvero al centro degli interessi e delle preoccupazioni della coalizione che ha vinto le elezioni. Altro che la Moratti. Si vede che adesso si fa finalmente sul serio (“la serietà al governo”). Bravi.

Categorie:interni
  1. 17 maggio, 2006 alle 17:22

    Beh, non parliamo poi di Pecoraro Scanio all’Ambiente… Passa una certa differenza tra il contestatore ed il competente.
    E lo dico da semi-ecoterrorista, come amo definirmi…!
    Inoltre, non si era per programma condiviso, cioè annacquato e sciatto sciatto con comunisti via dall’economia, radicali alla larga dagli esteri ed ecologisti lungi dall’ambiente?
    boh… ciao! -Eno

  2. 17 maggio, 2006 alle 18:04

    Se non ho detto nulla di Pecoraro Scanio all’Ambiente è perché la cosa va al di là delle mie capacità di rappresentazione della realtà …

  3. 18 maggio, 2006 alle 19:57

    Invece la Moratti, altra merce! E Castelli alla Giustizia? Dall’ingegneria acustica alle pandette….Dopo il governo Berlusconi, i successivi saranno meraviglie. A cominciare da questo.

  4. 18 maggio, 2006 alle 22:14

    Guarda, io non sono un estimatore della Moratti come minstro dell’Istruzione, però in teoria l’attribuzione del ministero a lei era, a suo modo, una scelta non di basso profilo, essendo una manager che aveva risanato la RAI. L’attuale ministro, invece, non è né un “tecnico” né un politico di riconosciute capacità–chi l’ha mai sentito nominare?

    Avessero messo Rosi Bindi (a suo tempo buon ministro della Salute), come si ventilava, sarebbe stata un’altra cosa, nonostante la mia scarsa simpatia per la suddetta.

    Ad un ministero importante come quello dell’Istruzione ci può andare o un “tecnico” o un politico di prima grandezza, non un pinco pallino qualsiasi. Il fatto che ci abbiano messo Fioroni è semplicemente la dimostrazione di quanto gliene importa a questi del sistema formativo. Perché Rutelli ha scelto i Beni culturali? Perché “rende” in immagine. Perché non ha chiesto l’Istruzione? Perché non “rende.” Tutto qui.

  5. anonimo
    19 maggio, 2006 alle 16:55

    si vede che non segui le cose dei partiti. Fioroni nella margherita conta anche più di rutelli🙂

    la scelta di mettere lui, un cattolico molto dichiarato, all’istruzione – dove dovrà gestire il mezzo sfascio del ciclone letizia e soprattutto dirimere la questione scuole pubbliche-scuole cattoliche, nonché di bindi alla famiglia – questione pacs… – visti il carattere dei personaggi, corrisponde all’evidente tentativo di narcotizzare queste questioni per evitare che si scarichino sulla stabilità del governo. Entrambi proporranno soluzioni di mediazione, attenti a non scontentare né il vaticano né la sinistra. Che ci riescano è un’altra cosa.

    la questione della formazione in italia del resto come tu mi insegni, non si gioca tanto in questo ministero (dove, salvo essere ubriachi come la letizia, tanti danni non si possono fare, e dove per ottenere miglioramenti drastici si dovrebbe aggredire questioni,come la disciplina generale dei contratti pubblici, che hanno altri padroni) ma in quelli dell’università e del welfare (ora scorporato)

    mussi all’università è una scelta politica – e non lo definirei proprio di secondo piano. Di per sé non è una cattiva idea: finora i tecnici qui hanno toppato tutti. Però non soddisfa nemmeno me, ho sempre pensato che fosse il più babbeo del gruppo dirigente diessino, quello dei d’alemavelronifassino ecc ecc

    bgeorg

  6. 19 maggio, 2006 alle 18:20

    Se Fioroni conta più di Rutelli nella margherita, allora Rutelli, nei dl, conta meno di quel che conta Mussi nei ds, ma Mussi non è il leader dei ds—a meno che non stia per diventarlo …😉

    Comunque è vero che non seguo più di tanto le vicende dei partiti, anzi, non le seguo per niente, visto che Fioroni non l’ho proprio mai preso in considerazione: mai letto niente di suo o che lo rigurardasse, non nel gossip di Palazzo, ma nel dibattito politico-culturale. Ma forse sono distratto (sono molto selettivo, purtroppo), e in ogni caso ignoro la consistenza del suo “pacchetto azionario” all’interno del suo partito.

    Però, in fondo, guarda che stai dicendo qualcosa che non è lontanissimo da quel che sostenevo io: in sostanza non c’è nessuna intenzione di affrontare come si deve, o almeno con un minimo di buona volontà, il problema-scuola. E questo in barba a tutte le chiacchiere pre-elettorali. Nella concezione berlusconiana della vita la scelta di una manager come ministro dell’Istruzione—in teoria—ha un senso e una sua coerenza, ma in quella proclamata dalla coalizione di centrosinistra la scelta di uno che, come dici tu, dovrà soltanto badare a non rompere le scatole a nessuno è assolutamente incoerente e a mio avviso anche insensata (stavo per dire immorale, ma non voglio rubare il mestiere a Travaglio Marco e quindi mi mordo la lingua).

    Hai ragione, poi, quando dici che finora i tecnici hanno toppato tutti, infatti io avrei preferito un politico dalle spalle forti, con meno competenze specifiche e più capacità di “visione,” oltre che con la forza di imporre qualcosa di salutare andando contro gli interessi consolidati e i veti incrociati.

    Infine tu dici che

    la questione della formazione in italia del resto come tu mi insegni, non si gioca tanto in questo ministero (dove, salvo essere ubriachi come la letizia, tanti danni non si possono fare, e dove per ottenere miglioramenti drastici si dovrebbe aggredire questioni,come la disciplina generale dei contratti pubblici, che hanno altri padroni) ma in quelli dell’università e del welfare (ora scorporato)

    No, guarda, io non ti insegno proprio niente da questo punto di vista: infatti non sono d’accordo. La scuola e l’università sono entrambe, insieme, il nodo centrale. Che poi ci sia di mezzo anche altro è vero, ma non è questo il punto principale. Il problema è di «visione» innanzitutto, e poi di razionalizzazione del sistema, incluse le capacità di comprensione delle dinamiche reali, di realizzazzione sul piano operativo e concreto, cioè proprio terra-terra. A volte, per non dire quasi sempre, le questioni più serie sono proprio quelle terra-terra, quelle che a noi italiani, grandi “ideologi,” generalmente fanno schifo, perché vuoi mettere un bel «teorema» in confronto alle piccole cose di tutti i giorni, alle assurdità dettate dal chicchiericcio imperante e inconcludente, alle piccole storie che, però, messe insieme diventano un oceano di problemi insormontabili?

  7. anonimo
    20 maggio, 2006 alle 10:55

    “La scuola e l’università sono entrambe, insieme, il nodo centrale.”

    ma guarda che io non ho obiettato a questo.
    ho detto che, stante la situazione attuale, gli standard della scuola – piuttosto bassi nella media europea – possono essere peggiorati solo a seguito di sciagure (tipo la moratti) ma potrebbero essere migliorati solo con interventi che per lo più non competono al ministro della pubblica istruzione (riformare il contratto pubblico introducendo criteri di efficacia ed efficienza + fornire di adeguate risorse il ministero), dato che i problemi della scuola non stanno nei programmi o nei “crediti formativi” (sic) o nella terminologia anglosassone, ma nella quantità di risorse e in chi le gestisce (motivo per cui le riforme a costo zero della moratti erano bufale)

    faccenda diversa invece per l’università – e per la formazione permanente che compete in parte al welfare. Qui la moratti ha provato a fare qualcosa perché gli spazi d’azione ci sono, ma di nuovo ha provato a costo zero, col risultato di proporre cose legittime in teoria ma inaccettabili in pratica (va benissimo introdurre criteri di merito e rompere l’inamovibilità, ma non al prezzo di compromettere le aspettative, perché questo causa la fuga e quindi perdita secca di efficaci). Infatti appena sono state rifiutate – da tutta l’università – ha prontamente ripiegato su una soluzione farsa stile pensioni (la riforma è questa, ma l’applichiamo tra una decina d’anni…).

    non so se mussi farà meglio, personalmente come ho detto avrei preferito anche io uno con un po’ più di palle.

    riguardo alle questioni scottanti su cui si decide di non decidere: puoi immaginare che io alla famiglia avrei preferito la bonino🙂
    tuttavia, che un governo voglia provare a proporre soluzioni di mediazioni a questioni laceranti, non mi sembra di per sé un errore, in partenza. Si tratta di vedere come sarà in arrivo.🙂
    ciao
    b.georg

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