Home > culture autoctone > La Cattedrale e il Cubo – 1

La Cattedrale e il Cubo – 1


Ho avuto il appena il tempo di dare una rapida scorsa ad capitoli qua e là, troppo poco per recensirlo come si deve—lo farò, spero, più avanti—e tuttavia quanto basta per ricavare l’impressione che si tratti di un libro destinato a lasciare il segno e per sentire il bisogno di cominciare a parlarne (sommessamente) su questo blog. La Cattedrale e il Cubo. Europa, America e politica senza Dio, di George Weigel, intellettuale cattolico americano di grande fama, nonché amico e biografo di Giovanni Paolo II, è stato recentemente tradotto in italiano e sta già facendo discutere, sia pure in ambiti piuttosto ristretti, nella blogosfera e fuori. Che mi risulti, sulla carta stampata se ne sono occupati Il Foglio (Christian Rocca, il 20 aprile 2005, e l’Autore medesimo in un’intervista pubblicata mercoledì scorso), Il Giornale (Massimo Introvigne, il 31 dicembre 2005, e Giovanni Orsina, il 20 aprile 2006), Il Riformista (Giuseppe Di Leo, il 9 febbraio 2006). Tra i blogs, invece, soltanto un paio ne hanno parlato: Pesce vivo (giovedì scorso) e Walking Class (qualche mese fa).
 
La prima cosa da dire è che Weigel si propone di far fare un passo avanti alla celeberrima tesi esposta da Robert Kagan in Paradiso e potere. America ed Europa nel nuovo ordine mondiale, del 2003. Kagan suggeriva uno schema secondo cui gli europei (i “figli di Venere”) hanno costruito un proprio “paradiso” che obbedisce all’ideale kantiano della pace universale, ma ciò è reso possibile soltanto grazie agli americani (“figli di Marte”), che come l’arcangelo Michele con la spada fiammeggiante posto a guardia del Paradiso Terrestre, si accollano, tanto per cominciare, l’ingente onere economico anche della difesa militare dell’Europa.
 
Scriveva Kagan:
 
A permettere agli europei di rifiutare la politica di potenza e svalutare il ruolo della forza militare come strumento delle relazioni internazionali è stata la presenza delle truppe americane sul loro suolo. Il nuovo ordine kantiano del vecchio continente poteva fiorire soltanto all’ombra della potenza americana, che obbediva alle regole del vecchio ordine hobbesiano.
 
Tutto questo, è paradossale, evidentemente. Kagan, fa notare Weigel, ci ha mostrato che “l’uscita dell’Europa dalla storia è stata resa possibile dalla permanenza nella storia degli Stati Uniti.” Ebbene, Weigel va oltre: la tesi è giusta, dice, ma, aggiunge un tantino ingenerosamente, Kagan “non rende abbastanza giustizia alla propria tesi, riducendola ad una questione di marziani contro venusiani” e “non ci porta alle radici del problema” (pagg. 11-12), dunque non spiega adeguatamente perché mai l’Europa abbia abdicato alla propria difesa. Come scrive Massimo Introvigne,  
 
Kagan spiega questa diversità di atteggiamento fra europei e americani (da cui discendono scelte diverse sull’Irak, le Nazioni Unite, la linea dura contro il terrorismo) con il trauma che ha colpito l’Europa dopo le due guerre mondiali, l’Olocausto e gli altri orrori del Novecento. Weigel risponde a Kagan che la sua analisi è giusta, ma si ferma a metà. Non si chiede perché l’Europa ha conosciuto nel Novecento orrori ideologici come il nazismo e il comunismo cui gli Stati Uniti (che Weigel non idealizza affatto) sono in gran parte scampati.
 
Ed eccoci arrivati molto vicini al cuore del problema. Lungo la via si trovano interessanti riferimenti al tedesco Josef Joffe e al francese Alain Finkielkraut. Il primo, in particolare, mettendo a fuoco i traumi subiti dal Continente europeo intorno alla metà del XX secolo, ha mostrato come gli europei abbiano trasformato l’antifascismo in
 
una dottrina di trascendenza terrena, con un decalogo laico che recita, in breve: non adorare gli dei screditati del nazionalismo; non praticare la politica della forza; abbandona la sovranità e metti a frutto la cooperazione. (pag. 13)
 
Questo offre il destro a Weigel per degnare di un riguardo particolare Romano Prodi, il quale, insieme ad altri, avrebbe proclamato la «fine della politica», che poi altro non è se non
 
una ricerca mondana di assoluzione della colpevolezza dell’Europa per aver prodotto l’Olocausto (per non citare i Gulag, la carestia terroristica dell’Ucraina, la guerra civile spagnola e la Prima guerra mondiale, che mise in moto l’intera macchina sanguinaria).
 
Ecco, appunto: per Weigel è la Prima guerra mondiale il punto di svolta. Nel senso che è lì che, come riassume lucidamente Introvigne,
 
vengono a scadenza le cambiali di un mondo che a partire dal 1789 aveva cercato di costruirsi intorno a ideali nazionalisti che separavano la nazione dalla memoria e dalla religione, dalla laïcité francese al Kulturkampf tedesco. La radice della differenza fra Europa e America sta nel fatto che il 60% degli americani va in chiesa contro il 20% degli europei, esito di una storia che parte da una Rivoluzione americana che si è proposta di difendere la religione dallo Stato e da una Rivoluzione francese che ha voluto invece difendere lo Stato dalla religione.
 
Per oggi mi fermo qui. Nei prossimi giorni mi riprometto di tornare sul libro (e di raccontare che cosa c’entrano la cattedrale e cubo con tutto questo).
[Continua]
Categorie:culture autoctone
  1. 17 maggio, 2006 alle 22:49

    Non voglio rovinare l’atteso seguito del post, ma a suo tempo avevo appreso del libro dalla rivista un po’ fanatica del National Review. Spero che il link della bella recensione sia ancora attivo: http://www.nationalreview.com/books/boyagoda200507051414.asp
    ciao, Eno

  2. 18 maggio, 2006 alle 1:52

    La conoscevo, Eno, ma grazie lo stesso a nome di chi non l’ha letta. Per ora ho evitato i links alle recensioni in inglese e all’ampio dibattito che si è svolto nella “anglosfera.” Ciao

  3. 18 maggio, 2006 alle 10:59

    Segnalo sull’ultimo numero di Ideazione la sezione CUBO, CATTEDRALE, TEOCON interamente dedicata al libro di Weigel unitamente a quello di Quagliarello.

    Davide

  4. 18 maggio, 2006 alle 13:54

    a occhio a croce siamo gli unici due blog italiani sullo eustonmanifesto.

    bella l’idea di europa-america atene-sparta, sembra fatta a posta per piacere sia a atlantisti che anti-atlantisti

    ciao,
    nullo

  5. 18 maggio, 2006 alle 19:53

    Sono molto impressionato da questa prima parte. Sopratutto il lucido Introvigne mi intriga. Uno che può confrontare gli USA con la storia europea degli ultimi duecento anni in base alla frequenza alle funzioni è senz’altro da tenere d’occhio. Aspetto la seconda parte.

  6. 18 maggio, 2006 alle 22:25

    Non so, il tuo modello è forse la religione come “pura interiorità” e senza bisogno di manifestazioni esterne quali la frequenza alle funzioni religiose? Per me queste ultime non sono certo l’essenziale, ma penso che un credente che non va a messa sia un credente che intende la fede come gli pare e piace, cioè come gli fa comodo. E il più delle volte intendendo per “interiorità” qualcosa che ha molto più a spartire con la contemplazione del proprio ombelico che con la ricerca della verità e del sacro.

  7. 18 maggio, 2006 alle 22:26

    Dimenticavo: Introvigne non c’entra: spiega e riassume soltanto ciò che ha scritto Weigel.

  8. 19 maggio, 2006 alle 8:24

    Nullo, io ne ho visto almeno altri tre (Foglie d’Erba, Pensieri parole e opere, Reporters). Ciao

  9. 19 maggio, 2006 alle 21:35

    Non mi pare si parlasse di interiorità, propri comodi o ombelichi. Piuttosto di storia delle idee. O forse semplicemente di idee ( strampalate ) sulla Storia. Idee di Weigel. Introvigne. meglio per lui, è innocente.

  10. 21 maggio, 2006 alle 22:22
  11. 21 maggio, 2006 alle 23:47

    Allora mi vuoi male … Scherzo, ti ringrazio invece. E vabbé, leggerò anche questo, ma prima finisco il libro (al quale si possono fare alcune obiezioni a mio avviso non insignificanti, anche se con animo più che disposto a coglierne gli aspetti più positivi).

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: