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Salvarsi dal veltronismo


Fino a non molto tempo fa mi consideravo un discreto estimatore di D’Alema, riconoscendogli meriti non secondari e non trascurabili nel tentativo di rinnovare il suo partito e di pilotarlo, sia pure tra mille ostacoli e incertezze, verso un approdo riformista. Dopo le vicende collegate all’elezione dei presidenti delle Camere e della Repubblica, non posso più dire altrettanto, e me ne dispiace sinceramente. Tuttavia, tra i leaders diessini, lui—mi si consenta la franchezza un po’ troppo rude—mi sembra pur sempre quello meno insopportabile. Non so, per dire, se ho mai manifestato pubblicamente quel che penso di Walter Veltroni. Se lo avessi fatto qui, ad esempio, sapreste cosa intendevo dire un attimo fa con quel “meno insopportabile.” Ad ogni modo, visto che oggi Il Giornale segnala e commenta questo “Uovo di giornata” della Fondazione Magna Carta, che si occupa per l’appunto del sindaco di Roma, se non avete qualche motivo particolare per nutrire un’incondizionata stima per il personaggio, date una letta. Oltretutto prendete due piccioni con una fava: leggete una cosa simpatica e scoprite quanto la direzione di questo Hotel abbia a cuore l’irresistibile ascesa politica del maggior rivale di Massimo D’Alema.

Categorie:interni
  1. 24 maggio, 2006 alle 18:06

    Ho appena letto da Andrea Mancia (The Right Nation) del tuo ritorno a TV (non la tua Treviso). Straordinaria notizia questa.
    Bentornato Roberto. Bentornato A CASA.
    Sorvy

  2. 24 maggio, 2006 alle 18:15

    Grazie Sorvy, sto per inserire un post “esplicativo.” Ciao

  3. 24 maggio, 2006 alle 18:21

    Ciao Wind, ti linko la segnalazione dell’uovo.

  4. 24 maggio, 2006 alle 18:41

    Ciao Leretico, mi fa piacere.

  5. anonimo
    25 maggio, 2006 alle 13:25

    Wind mi dispiace dissentire. La capacità di Veltroni di assorbire in sé l’opposizione e occupare ogni spazio politico si definisce come ‘abilità politica’ tout court. E’ una padronanza tecnica strabiliante che dà fastidio di per sé presso una destra che, al contrario, ne sembra del tutto sprovvista. Del resto, la stessa accusa l’hanno sempre rivolta i tories a Tony Blair, schiumando di rabbia. Idem i democratici americani rispetto a Bush che fa insieme cose di destra centro e sinistra, tagliando loro l’erba sotto i piedi. Insomma il sintomo di un rosicamento da marginalità permanente. Veltroni andrebbe criticato semmai per la virtualizzazione della politica, per l’assenza di un core programmatico (difficile per un sindaco, specie di Roma), per la proporzione dei capitoli di bilancio. Cose collegate, ma non coincidenti con l’abilità politico-mediatica del buon Walter.

    ciao,
    Return

  6. 26 maggio, 2006 alle 19:13

    Sì, per la destra della Magna Carta, Veltroni è una bella noia. E vedrete che sorprese col Partito Democratico!

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