Libertà


On The Trail of the Pilgrim FathersTocqueVille ha un anno, ed io mi unisco ai tanti che celebrano il compleanno. E’ stato un anno, come tutti sanno, di grande crescita per questa aggregazione di blogs, uno sviluppo inatteso per le proporzioni (oggi sono ben novecento i “cittadini”), ma proprio per questo carico di significato: evidentemente c’era bisogno di TocqueVille, meglio, la cultura politica italiana aveva bisogno di questa novità.
 
Tra le varie anime della “Città dei Liberi”—così si compiacciono di chiamarla i TocqueVillers, e a buon diritto, a mio avviso—si verificano talvolta conflitti e qualche screzio, cosa non sorprendente se pensiamo che vi convivono “destri” e radicali, neocons (“idealisti wilsoniani”) e “realisti,” cattolici a 24 carati e laicisti, e in più alcuni (pochi) “riformisti”—virgolette d’obbligo, data la confusione che regna sovrana, oramai, circa il significato da attribuire a un termine che definire abusato sarebbe il minimo …
 
Eppure, nonostante questa eterogeneità, i motivi che spingono alla sintesi sono nettamente prevalenti rispetto a quelli che indurrebbero alla divisione e alla rottura. Probabilmente ciò è dovuto almeno in parte alle ben note anomalie italiane, prima fra tutte una “sinistra democratica” dimentica di se stessa—quella che ho tante volte cercato di dipingere su questo blog—e divisa al proprio interno tra chi vorrebbe liberarsi dalle incrostazioni estremistiche, ma non riesce e non vuole andare fino in fondo in quella difficile impresa, e chi pensa o fa finta di pensare che non ci sia proprio nulla di cui sbarazzarsi. E taccio della sinistra radicale, sulla quale non si può dir nulla, se non che è incredibile che ci sia ancora tanta gente che crede che un Paese come l’Italia possa essere affidato ai Diliberto e ai Bertinotti, ancorché di quest’ultimo si possa almeno apprezzare l’intelligenza e un fair play rarissimo da quelle parti.
 
Questa è un’epoca in cui tutto è rimesso in discussione, e non solo in Italia. Se in Gran Bretagna, ad esempio, Tony Blair è odiato più che altro dai suoi compagni di partito, una ragione profonda deve pur esserci, e questa investe la natura stessa della sinistra. Penso che davvero sia arrivato il momento di lasciar perdere concetti come “destra” e “sinistra.” Per non parlare di contrapposizioni come quella tra “laici” e “cattolici,” che—non da oggi, e neppure da ieri—mostrano segni di un tale logoramento che si fa persino fatica a costruirci su un ragionamento serio.
 
Mi rendo conto, però, che ci vorranno anni e anni per fuoriuscire da quelle categorie mentali. E’ l’approdo, comunque, che è sommamente incerto: noi non sappiamo dove ci porterà questo rimescolamento di carte. La “questione religiosa” e i grandi temi della bioetica sono emblematici di questa incertezza: attraversano i tradizionali steccati e lasciano di stucco chi vorrebbe semplificare. Atei (devoti o meno) appoggiano le posizioni più oltranziste del Vaticano in materia di bioetica e di morale sessuale, cardinali di Santa Romana Chiesa si fanno applaudire dai laicisti e dai “libertini” con interviste clamorose e imbarazzanti.
 
Ci può essere ancora qualcosa come una linea di demarcazione invalicabile, un Vallum Hadriani che impedisca alla confusione di generare un disorientamento totale, che separi la barbarie politica dalla civiltà, il progresso ragionevole dalla conservazione becera, l’umanesimo dalla sua negazione? Io penso di sì, ma non saprei indicarla con precisione nella mappa ideale del nostro universo politico, culturale e civile. Quello che credo di sapere con ragionevole certezza è che i vecchi spartiacque separano ormai soltanto i pregiudizi degli uni dai pregiudizi degli altri, cioè servono solo a fomentare polemiche sostanzialmente sterili.
 
In questo contesto di incertezza saranno fondamentali il pensiero creativo e il gusto del “mettersi in cammino” che, a mio avviso, hanno contrassegnato la nascita e il primo anno di vita di TocqueVille. Per proseguire servirà un coraggio da pionieri per addentrarsi in territori inesplorati e selvaggi, così come servirà un anticonformismo ai limiti della spregiudicatezza intellettuale per tracciare nuove rotte, diverse da quelle percorse dalle generazioni che ci hanno preceduto, anche se la meta, alla fine, non potrà che essere quella di sempre: la Terra promessa che i Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America ci hanno insegnato a chiamare con l’unica parola che può unire tutti i nuovi Pellegrini: LIBERTA’.

  1. 14 giugno, 2006 alle 9:36

    Off Topic, come dici tu. C’è posta per te.
    ernie

  2. 14 giugno, 2006 alle 12:06

    Bellissimo.

    L’ho aggiunto qui:
    http://www.robinik.net/tocque-ville/

  3. 14 giugno, 2006 alle 12:56

    Straordinario pezzo. D’ora in poi ti leggerò sempre.
    Ciao:)

  4. 14 giugno, 2006 alle 13:24

    Grazie, Robinik. Buona vita, come dici tu.

    In attesa di contraccambiare la visita, grazie anche a te, ilrumore dei miei venti. Sono lieto di fare la tua conoscenza e di aver acquistato un nuovo lettore. A risentirci.

  5. 14 giugno, 2006 alle 14:10

    Bellissimo.
    Con una sommessa considerazione: dato che, nel lungo termine saremo tutti morti, cosa facciamo nel frattempo, tra ricerca della terrapromessa delle libertà ect.etc.?
    Non vuole essere una critica al tuo post, è proprio una domanda.
    Ovvio che io abbia le mie di risposte, ma volgio confrontarle.
    ciao, Abr

  6. anonimo
    14 giugno, 2006 alle 14:40

    Abr, ti rispondo “fuori dai denti” e faccio questa premessa: essendomi astenuto obtorto collo dal voto alle ultime politiche (avrei voluto votare contro, ma un senso di lealtà me lo ha vietato, e viste come sono andate le cose mi sono anche pentito …) considero saldato il conto con la sinistra. La prossima volta non ci saranno storie personali che tengano.

    Credo che le novità più interessanti–in ordine al cammino che c’è da fare–le stia fornendo proprio TocqueVille e il gruppo di Ideazione, che ha avuto il grande merito e il coraggio di scommettere sulla blogosfera. Nulla del genere si trova a sinistra, dove nulla di veramente significativo si muove (e quel che si vede, a me sembra soltanto il vecchio, immobile, ingessato, meccanismo della cooptazione per cui chi “esce dal seminato” viene tagliato fuori senza complimenti). TocqueVille, invece, è un “posto” veramente libero, dove ognuno può dire quello che pensa, e al massimo si leva qualche mugugno …

    Non so se ho risposto esaurientemente alla tua domanda. Spero di sì. Ciao

  7. 14 giugno, 2006 alle 14:43

    P.S.: Il commento precedente è mio, non ero loggato.

  8. 14 giugno, 2006 alle 14:51

    clap clap clap. Bravo!
    Pinocchio

  9. 14 giugno, 2006 alle 15:37

    Buon compleanno a Tocque-Ville.
    Ne approfitto per segnalare un piccolo errore tra i contatti: Il Legno Storto ora è su http://www.legnostorto.it . Il .com resterà per poco

  10. 14 giugno, 2006 alle 15:55

    Bravissimo Rob.
    Porca miseria quanto avrei voluto nascere te:
    …HAI DETTO NIENTE!!! Ingabbiati ed intruppati come siamo!

    Fa un certo effetto se letto da uno come me che si è appena accapigliato con i radicali di TV perchè accusato di avere “le mani ancora sporche di sangue” … sai, per via dei Papi, vecchi e nuovi, che ci hanno lasciato tutto questo sangue (una vera macelleria storica duemila anni di chiesa… e quanto sangue ancora fa versare !!!).Abbiamo anche noi i piccoli Diliberto vs. americani, e Giulietto Chiesa vs. ebrei etc. etc. sono gli allievi di scuola capezzoniana. Poi uno viene da te e dice: vorrei assomigliargli almeno un pochino!
    Lasciatelo dire: sei un faro per tutti noi.
    😉 SORVY

  11. 14 giugno, 2006 alle 16:55

    Grazie, Pinocchio. Ciao

    Legno storto, ho corretto il link. Grazie per la segnalazione.

  12. 14 giugno, 2006 alle 17:33

    Sorvy, manca poco che tu, prendendo a prestito il mio giochetto (cioè, di W. Shakespeare …), non concluda il commento con un bel “…e Rob è un uomo d’onore!”

    Scherzo eh! So che non sei il tipo che fa questi tiri (almeno lo spero!), e dunque ti sono grato (a dir poco) per le gentili parole.

    Sulle questioni cui fai riferimento mi sto documentando, perché qualche eco mi era arrivata, ma non avevo visto ancora tutto. Diciamo, però, che se andiamo alla sostanza quello che ho scritto lo confermo parola per parola. Il vantaggio di essere uscito e poi tornato è che uno ha fatto l’abitudine a guardare più dall’esterno che dall’interno, e dunque certe cose si notano meno e certe altre di più. E queste ultime sono anche quelle che contano di più, appunto se viste, se mi passi l’espressione, sub specie aeternitatis.

    Un caro saluto.
    Rob.

  13. 14 giugno, 2006 alle 22:15

    Splendido post, ti verrò a visitare più spesso.

    Fammi capire una cosa, tu eri un rosapugnone che ha sperato di trovare in Italia un Blair che non c’è?

    Ora sei un Salmone?

    (scusa se mi faccio i cazzi tuoi, ma volevo capire meglio ciò che si legge tra le righe)

    ciao

    Tudap

  14. 14 giugno, 2006 alle 22:32

    Heilà, questo sì che è parlar chiaro e schietto, alla faccia! Comunque (e scusa se non ho la stessa “immediatezza”) nessuna delle due. Anche perché fortunatamente c’è una scelta un po’ più ampia che non quella tra radicali di csx e radicali di cdx, pur avendo grande rispetto per entrambi. Io non avevo un partito, ma solo un’area politica di riferimento, cioè quella liberalsocialista (che poi, appunto, praticamente esiste solo perché ci sono quattro o cinque liberalsocialisti …).

  15. 15 giugno, 2006 alle 0:48

    Grazie per la risposta: qualunque sia il futuro dici,, è più probabile che la strada per arrivarci si trovi in TocqueVille, trovo giusto ricordarlo, visti i tempi.
    Ero interessato anche a quello che hai scritto come sorta di premessa. Quindi, mi dichiaro soddisfatto ..😀
    Nel frattempo mi scrivevo la mia risposta da me …
    ciao, Abr

  16. 15 giugno, 2006 alle 9:18

    Dai un’occhiata in posta.
    Buongiorno.
    e

  17. 15 giugno, 2006 alle 9:43

    In effetti forse sono stato un’pò immediato, insomma si può dire che sei un Giovane Italiano.

    Cmq mi pare che persone come Brunetta, Sacconi e Boniver (tanto per citarne qualcuno) siano più o meno nella tua stessa situazione😉

    Cmq ti verò a visitare più spesso (anche se, ahimè, ho visto che i tuoi post non sono proprio tra i più bervi)

    ciao

    Tudap

  18. 15 giugno, 2006 alle 10:30

    Ok, ti aspetto. Sacconi lo conosco abbastanza bene (è di Treviso, la città dove vivo), Brunetta (veneziano) meno, ma gli organizzai la presentazione di un suo libro, quando mi occupavo di convegni e seminari con il Centro “Walter Tobagi.” Ho per entrambi un certa stima, e capisco perfettamente la loro scelta (che è quanto meno coerente con quello che dicevano ai tempi del Psi).

    Sulla brevità ci sto lavorando, ma è dura. Porta pazienza. Ciao

  19. 15 giugno, 2006 alle 10:52

    il salto della staccionata quindi è compiuto?

  20. 15 giugno, 2006 alle 11:22

    Ma no, mica si tratta di prendere posizione, è da parecchi anni che non sono più iscritto a nessun partito, è solo questione di dichiarare che una (combattuta e problematica) appartenenza ideale ad un’area politica è venuta meno e adesso si guarda al futuro con la mente sgombra. Non condivido, con tutto il rispetto, le posizioni alla Christian Rocca: se questa sinistra ti ha deluso profondamente ti chiami fuori e basta, come ha fatto Christopher Hitchens. Poi è chiaro che uno non diventa di destra, e Hitch difatti non lo è diventato, ma ha smesso di dirsi di sinistra. Non so se è chiaro. Ciao

  21. 20 giugno, 2006 alle 13:03

    concordo e sottoscrivo.

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: