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Messori, Magdi Allam e il culto mariano


Parole importanti e “provocatorie” quelle che Magdi Allam—il musulmano di origine egiziana che ama l’Italia, forse più degli italiani stessi, a giudicare da ciò che scrive nel suo ultimo libro—aveva lanciato sabato scorso dallo stadio Helvia Recina di Macerata, dove era giunto per partecipare al pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto:
 
“Facciamo del culto di Maria un momento unificante tra cattolici e musulmani e facciamo del pellegrinaggio a piedi al santuario mariano di Loreto l’occasione di condivisione e fratellanza religiosa tra tutti gli uomini di buona volontà."
 
Oggi sul Corriere le ha riprese e commentate Vittorio Messori:
 
Allam ha ricordato ciò che molti cristiani hanno ormai dimenticato e che, in ogni caso, lascia indifferente la loro cecità a ciò che muove davvero le masse. Il Corano dedica alla Madre di Gesù un’intera Sura, ne fa il nome venerato per quaranta volte, l’innalza sino al fianco di Fatima, la figlia prediletta del Profeta, le affida un ruolo di maternità misericordiosa, ne difende l’onore contro gli ebrei che la diffamano (la «calunnia mostruosa» sulla sua verginità che provocherà «il castigo di Dio» e «l’ira dei credenti» contro Israele, dice il Testo sacro). Tutta la Tradizione islamica successiva non ha fatto che esaltare la «Signora Maria», come la chiamano. Chi, in ambiente cristiano, la bestemmi è considerato, al massimo, un maleducato. Chi osasse farlo tra musulmani, chi ne mettesse in dubbio la purezza perpetua rischierebbe il linciaggio sul posto da parte della folla inferocita.
Magdi Allam ha ricordato ciò che tanti nostri «esperti» ignorano o non sanno valutare: proprio i santuari mariani sono, in terra d’Islam, i luoghi d’incontro tra cristiani e musulmani. Gesù è venerato ma solo come penultimo dei profeti, come annunciatore di quello definitivo, Muhammad. Al rispetto per il Nazareno si accompagna non solo la venerazione ma anche l’amore appassionato per la Madre. A partire dalla Pasqua del 1968, una donna biancovestita apparve sulla cupola della chiesa copta di Zeitoun, un sobborgo del Cairo. Furono operai musulmani che la scorsero per primi. Accorsero subito le folle a recitare, prostrate, i versetti coranici che esaltano Maria e ad acclamare la Sempre Vergine che – secondo la tradizione – proprio a Zeitoun si era riposata, fuggendo in Egitto con il Figlio e con Giuseppe. Per molte notti la Signora si mostrò, luminosa e circondata di colombe bianche, alle masse che giungevano ormai da tutto il Paese, guidate dai loro imam. Se il Patriarca copto – in accordo con quello cattolico – dichiarò ufficialmente che era proprio la Madonna ad apparire, fu anche per la pressione entusiasta dei musulmani che già da sempre frequentavano santuari come quello del monte Al Tir, altro luogo di sosta per la Sacra Famiglia.
 
Messori è piuttosto sferzante quando, concludendo l’articolo, nota come sia “una delle ironie della storia” che tanti “laicissimi” politologi, autorevoli commentatori, e “onniscienti analisti” dovranno d’ora in poi
 
far posto, nelle loro biblioteche, a testi di sinora irrisa devozione mariana e dovranno pellegrinare per santuari dove croce e mezzaluna pacificamente s’incrociano.
 
Ci tengo a chiarire, pur da sincero ammiratore di Vittorio Messori, nonché da cattolico, apostolico, romano, che non mi sento di sottoscrivere il tono di questa annotazione, frutto probabilmente—se conosco un po’ l’autore di Ipotesi su Maria—di una crisi di rigetto dovuta all’overdose di aggressioni e attacchi scriteriati contro il cattolicesimo o, più precisamente, contro la religione tout court. Mi basterebbe salvare la sostanza del discorso, che mi sembra ineccepibile. E lascerei che dell’ironia (ed eventualmente del sarcasmo) si facesse carico esclusivamente la Storia, che oltretutto, solitamente, non risparmia niente a nessuno quando c’è da presentare un conto salato. Chiesa inclusa, naturalmente, ché nessuno è perfetto a questo mondo.

Categorie:culture autoctone
  1. 19 giugno, 2006 alle 8:18

    si copre la’cqua calda con maria, l’unica donna citata per nome dal corano…

  2. anonimo
    5 luglio, 2006 alle 11:33

    Ti informo che Alaam non è musulmano ma cristiano. di fatoo un egiziano coopto.

  3. 6 luglio, 2006 alle 2:04

    A me, invece, risulta che è musulmano, e che la storia del cristiano copto sia una balla inventata dai suoi denigratori (per lo più interessati) e più volte rimbalzata su vari blogs (ugualmente molto “motivati” a mentire sapendo di mentire o a fingere di sapere ciò che non sono in grado di dimostrare).

    La sua appartenenza relgiosa è stata rivendicata dallo stesso Allam pù volte, in particolare ricordo il saggio Vincere la paura, che ho letto qualche mese fa.

    Presentando un’anticipazione di alcune pagine del saggio sul Corriere Dario Fertilio ricorda che
    “Allam smonta la leggenda metropolitana della sua fede cristiano- copta: in realtà è musulmano laico, figlio di genitori musulmani e con una madre addirittura incline al rigorismo wahabita …”

    Il link all’articolo è questo.

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